Simulazione MotoGP: Assen esame di laurea per la ciclistica

Il tracciato olandese, considerato l’università delle moto, è particolarmente tortuoso, insidioso e tecnico. A soffrire è soprattutto la spalla destra delle gomme a causa delle numerose curve in quella direzione. Per questo la versione asimmetrica è la preferita. Dai dati Megaride emerge che...

Simulazione MotoGP: Assen esame di laurea per la ciclistica

Siete anche voi pronti per l’università? Piloti e tecnici del MotoGP queta settimana si stanno preparando proprio a questo: affrontare il tracciato di Assen, particolarmente insidioso e tecnico, considerato l’università delle due ruote come Spa lo è per la Formula 1.

Si obietterà che questo era vero di sicuro fino al 2005 quando, tra le proteste dei piloti e dei tifosi, il layout fu modificato nei tratti più iconici e spettacolari per ragioni di sicurezza. Da allora, le cose si sono fatte un po’ più semplici e parecchio meno pericolose, ma iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro del circuito olandese resta una pietra miliare per la carriera di qualunque pilota.

La pista di Assen è lunga poco più di 4.5 km con 18 curve di cui 6 a sinistra e 12 a destra ed è nota per la sua tortuosità con numerosi cambi di direzione che impegnano notevolmente la ciclistica della moto.

La chiave per eccellere in questa prova è, infatti, sicuramente una moto con una ciclistica ottimizzata e in grado di rispondere ai frequenti cambi di direzione, ma contano anche la concentrazione del pilota e la gestione delle gomme, un po’ meno quella dei freni.

Vi è, infatti, una grande varietà di curve lente e veloci, che però non risultano particolarmente sfidanti per il sistema frenante.

I rettilinei sono praticamente inesistenti, il più lungo dei quali non supera i 500 metri: per tale ragione è un circuito che Brembo classifica con indice 3, su una scala da 1 a 5, in termini di impegno per i freni.

Solo una delle 10 frenate è molto impegnativa, quella della Haarbocht, curva 1: è una staccata in discesa con una severa decelerazione di circa 170 km/h.

Determinante, invece, il ruolo delle gomme, spesso scelte in versione asimmetrica da Michelin. Le gomme, infatti, dovranno garantire ottimi livelli di grip al posteriore per consentire alla moto di affrontare la grossa varietà di curve, specie quelle veloci e i frequenti cambi di direzione.

Come si vede dai grafici elaborati dagli ingegneri di Megaride, sono gli incrementi termici ad essere particolarmente insidiosi. In curva 1 si assiste a un'impennata e a un progressivo raffreddamento nella parte centrale, mentre nella sequenza fino alla 4, tutta con curve a destra, si ha un progressivo affaticamento della corrispondente spalla della gomma.

Curva 5 è la prima a sinistra e va affrontata con cautela per via delle temperature non ottimali in quella zona dello pneumatico, molto fredda per via del poco impegno nelle curve immediatamente precedenti.

Per questo è meglio preferire una configurazione asimmetrica con gomme con spalla destra rinforzata in modo da affrontare le maggiori sollecitazioni in quella zona.

Non spaventa particolarmente il meteo perché si sa che nel Nord dell’Olanda ci si può aspettare di tutto in ogni momento. Squadre e piloti vi sono preparati: un’università che si rispetti contempla, infatti, anche imprevisti e stress test.

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