Rossi: "Ottimismo per il futuro da 1 a 10? 10, ma è per forza così!"

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Matteo Nugnes
Di: Matteo Nugnes
17 mag 2018, 16:23

Sul breve periodo il "Dottore" non pare troppo fiducioso per la Yamaha: "Sappiamo i nostri limiti". Spera però che almeno sulle piste favorevoli le cose vadano meglio e che l'aggiornamento di elettronica sia risolutivo quando arriverà.

Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing
Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing
Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing
Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing, Jack Miller, Pramac Racing
Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing
Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing
Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing
Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing
Aleix Espargaro, Aprilia Racing Team Gresini, Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing
Andrea Dovizioso, Ducati Team, Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing
Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing
Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing
Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing
Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing

Se c'è una cosa che non è mai mancata a Valentino Rossi, quella è l'ottimismo. Eppure la crisi tecnica della Yamaha, che manca l'appuntamento con la vittoria ormai da ben 14 GP, sembra che stia facendo venire meno anche quello al "Dottore". Quando oggi a Le Mans gli è stato chiesto quanto è ottimista da 1 a 10, non ci ha girato troppo intorno: "E' difficile dare un numero, ma in generale non sono molto ottimista. Nei test abbiamo provato veramente poche cose e quindi sappiamo i nostri limiti".

Poi però come sempre è arrivata anche la reazione d'orgoglio, quando gli è stato spiegato che la domanda era legata più alla possibilità della Yamaha di risolvere i problemi della M1 almeno più a lungo termine: "Per il futuro? Ottimismo 10, ma non è una scelta, è per forza così".

Se non altro, questo fine settimana la MotoGP sbarca a Le Mans, su una pista che tradizionalmente è abbastanza favorevole alla moto di Iwata. Pur essendo conscio dei limiti della sua M1, il pesarese spera che questi possano essere meno invasivi su un tracciato amico.

"Come sempre, è una gara importante. Penso che ci vorrà un po' di tempo per avere delle novità, quindi dovremo fare tante altre gare così e vediamo se nelle piste storicamente buone possiamo essere meno in difficoltà rispetto a Jerez. Le Mans e Mugello sono due piste sulle quali solitamente la Yamaha è sempre andata molto bene e, secondo me, andremo meglio. Però va sempre visto tutto in relazione con gli altri, perché ora siamo veramente tutti vicini e ci sono tante moto che vanno forte, quindi per essere nei primi cinque bisogna arrivare vicini a quello che vince. Alla fine il risultato è quello che conta, quindi vedremo".

Probabilmente lo scorso anno non si sarebbe aspettato di essere ancora in questa situazione alla quinta gara del 2018, o almeno avrebbe sperato che fosse diversa: "E' da un po' che siamo in questa situazione, ma soprattutto dalla seconda metà della scorsa stagione, dopo la pausa. Soprattutto la Honda ha fatto un grande step, la Ducati lo aveva già fatto e la Suzuki invece c'è riuscita quest'inverno. Però io speravo di risolvere e di essere più competitivo nel 2018, purtroppo però non è così perché abbiamo ancora tanti problemi".

Però anche conoscendo queste difficoltà, probabilmente avrebbe comunque deciso di continuare la sua carriera nella classe regina per altri due anni: "Avrebbe cambiato le mie decisioni? Questa è una bella domanda, non ci avevo pensato. Però io avevo voglia di correre ancora, quindi non lo so".

Tra gli aspetti che mandano in difficoltà la Yamaha in questa stagione, Valentino ha spesso parlato di gomme, quindi oggi ha fatto un chiarimento importante, spiegando che in realtà secondo lui la Michelin ha fatto un ottimo lavoro con la gamma di quest'anno.

"Secondo me le gomme sono migliorate rispetto all'anno scorso. Magari come top performance sono ancora simili, ma sono molto più resistenti, quindi la Michelin ha lavorato bene, perché si arriva alla fine della gara meno in difficoltà rispetto al 2017".

Semmai, è la sua moto che non riesce a sfruttarle a dovere: "Noi soffriamo un po' di più, perché abbiamo dei problemi e non le usiamo bene. Probabilmente gli altri le sfruttano meglio e arrivano agli ultimi giri che vanno più forte. Stiamo lavorando per quello, perché è un po' di tempo che la situazione è questa. Speriamo di migliorare, ma nel frattempo di poter essere competitivi nelle piste sulla carta favorevoli".

Al momento la Yamaha è ancora alla ricerca di una squadra satellite per la prossima stagione, quindi a Rossi è stato chiesto se nel frattempo non avesse cambiato idea riguardo alla possibilità di portare il suo Sky Racing Team VR46 in MotoGP. Ancora una volta però ha ribadito che per il momento non se ne parla, almeno fino a quando lui continuerà a correre.

"Sarebbe una cosa bella e ci piacerebbe farla in futuro, però non penso che riusciremo a farla nei prossimi due anni, perché c'è poco tempo e non ce la faremo ad organizzarci bene, perché fare un team di MotoGP è un'altra cosa, è molto più complicato. Poi sinceramente fin quando correrò non mi piace l'idea, quindi magari lo faremo quando smetterò".

Informazioni aggiuntive di Jamie Klein

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Su questo articolo

Serie MotoGP
Evento GP di Francia
Sotto-evento Giovedì
Location Le Mans Circuit Bugatti
Piloti Valentino Rossi
Team Yamaha Factory Racing
Autore Matteo Nugnes
Tipo di articolo Intervista