Rins sorprende: “La caduta? Me la aspettavo”

Alex Rins conclude la stagione con una nuova caduta, mettendo in archivio un 2021 complicato sotto molti punti di vista. Il pilota Suzuki riconosce l'errore che lo ha portato a cadere a Valencia, ma ricorda quanto la moto soffra di un gap tecnico che si punta a recuperare durante l'inverno.

Rins sorprende: “La caduta? Me la aspettavo”

Si conclude con una caduta, l’ennesima, la stagione di Alex Rins in MotoGP. Il 2021 va in archivio ben al di sotto delle aspettative, lo spagnolo ha raccolto meno di quanto sperato e il bilancio del 2021 è tutt’altro che positivo. Sono cinque le cadute in gara che il pilota Suzuki inserisce in un ruolino di marcia che gli fa chiudere la stagione in 13esima posizione, a soli 99 punti.

La Casa di Hamamatsu si presentava al 2021 da campione in carica con Joan Mir, e Alex Rins era determinato a dimostrare di non essere da meno del compagno di squadra. Tuttavia, i 18 gran premi disputati hanno dato un risultato differente. Questo non mette in discussione il talento del catalano, che tuttavia è incappato in una stagione complicata in cui i risultati hanno stentato ad arrivare. Rins ha collezionato solo un podio a Silverstone e, nel tentativo di chiudere in bellezza la stagione, è scivolato alla Curva 6 durante il Gran Premio di Valencia, mentre era all’inseguimento del plotone di Ducati, in testa al gruppo.

Rins è chiaramente deluso dall’esito di questa stagione e riconosce l’errore commesso all’11esimo giro dell’ultima gara dell’anno: “È stata una gara sfortunata, sicuramente. È un peccato finire la stagione così, perché il passo c’era. Ho commesso un errore perché ero un po’ largo. Ma la caduta a dire la verità me la aspettavo, non ero sulla traiettoria. Ma era veramente difficile stare dietro Pecco e Martin. La cosa importante è che abbiamo analizzato la caduta nel box e abbiamo scoperto il motivo. Da quest’anno impareremo molto per proiettarci verso il prossimo”.

La caduta di Alex Rins, Team Suzuki MotoGP

La caduta di Alex Rins, Team Suzuki MotoGP

Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images

Suzuki, premiata dall’incredibile costanza nel 2020, ha avuto una stagione avara di vittorie, l’ultima è infatti quella di Joan Mir, ottenuta proprio a Valencia lo scorso anno. Rins sembra non aver contribuito alla causa, ma si difende, ritenendo che non debba essere messo in discussione il proprio talento, ma invita a considerare il gap tecnico che si è creato tra la GSX-RR e le altre moto della griglia, in particolare le Ducati: “Dico la stessa cosa che dissi ai miei meccanici in Qatar dopo la prima gara. Senza togliere meriti a nessuno, non dico che Martin ha vinto facile la seconda gara a Losail. Non è mai facile vincere una gara in MotoGP, ma io, e mi sento di includere anche Mir, andavo molto oltre il limite. Anche in quest’ultima gara ero dietro a Pecco e andavo bene, ma anche lì ero proprio oltre il limite. Alla moto manca abbastanza, ma non si può dire che manchi qualcosa a me solo perché non finisco le gare. Penso che con un atteggiamento positivo per l’anno prossimo, possiamo migliorare la moto e ottenere buoni risultati”.  

Una volta messa in archivio la stagione appena conclusa, è già tempo di pensare al 2022, che inizierà in qualche modo questa settimana con i test di Jerez. Giovedì e venerdì i piloti saranno impegnati in pista per gettare le basi del prossimo anno, e Suzuki sa già di dover lavorare molto per ricucire il distacco: “Ora ci proiettiamo verso i test di Jerez per provare la nuova moto e per capire se possiamo lottare il prossimo anno. Ci aspettiamo un po’ più di potenza dal nuovo motore, che avevamo già provato nei test di Misano. Ovviamente dobbiamo sistemarlo un po’, e abbiamo anche qualcosa di aerodinamica e setting, oltre all’elettronica. A Suzuki chiedo un po’ più di tutto in generale, ma soprattutto velocità. Quest’anno ne abbiamo avuta, ma dietro a piloti molto veloci, quando spingevamo di più siamo caduti”.

“Ho molta voglia di cominciare i test a Jerez. Sono molto importanti, perché non ne avremo molti. Penso che siamo in grado di fare una moto vincente un’altra volta. Durante l’inverno però non credo che cambierò troppo il mio allenamento. Sicuramente avremo meno giorni di riposo, perché ripartiremo con i test in Malesia a febbraio”, conclude Rins.

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