Petrucci: "La Ducati è un punto di partenza, perché non ho ancora vinto"

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Matteo Nugnes
Di: Matteo Nugnes
14 giu 2018, 14:01

Danilo ha confermato che il suo contratto con la squadra ufficiale di Borgo Panigale sarà di un anno, ma spera di meritarsi sul campo la riconferma a lungo termine. Ma è tornato di nuovo anche sul contatto con Marquez al Mugello.

Danilo Petrucci, Pramac Racing
Danilo Petrucci, Pramac Racing
Danilo Petrucci, Pramac Racing
Danilo Petrucci, Pramac Racing
Danilo Petrucci, Pramac Racing
Danilo Petrucci, Pramac Racing
Danilo Petrucci, Pramac Racing
Danilo Petrucci, Pramac Racing
Danilo Petrucci, Pramac Racing
Danilo Petrucci, Pramac Racing
Danilo Petrucci, Pramac Racing
Il secondo classificato Danilo Petrucci, Pramac Racing

Quello di Barcellona è un giovedì particolare per Danilo Petrucci. Per la prima volta, infatti, si è presentato in autodromo da pilota ufficiale Ducati. Per il momento solo sulla carta, visto che fino alla fine del 2018 continuerà a correre in sella alla Desmosedici GP con i colori Pramac, ma in tasca ha già il contratto che lo porterà a diventare il compagno di squadra di Andrea Dovizioso nella prossima stagione, prendendo il posto di Jorge Lorenzo.

O meglio, come ha precisato oggi Danilo, l'annuncio c'è stato e l'accordo anche, ma manca ancora un dettaglio: "La firma in realtà non c'è ancora stata. Stiamo discutendo il contratto, ma siamo d'accordo" ha raccontato con grande serenità.

Quando poi gli è stato chiesto quando ha saputo della sua promozione, ha detto: "L'ho saputo dopo la gara al Mugello e, come i cornuti, sono stato l'ultimo a saperlo. Lo sapevano tutti meno che me, anche se c'era gente che lo sapeva già da giovedì che avevano deciso di puntare su di me. Almeno mi hanno dato una bella notizia per l'arrabbiatura per la gara che non era andata come avrei voluto, anche se avevo dato il massimo. E' stata una bella sensazione".

Sulle emozioni non si è lasciato andare troppo, ma ha sottolineato che per lui l'arrivo in Ducati è un punto di partenza: "Era una cosa a cui lavoravo e a cui sapevo che potevo arrivare. E lo voglio vedere come un punto di partenza, perché io ho fatto tante belle gare, ma non ho ancora vinto niente. Vorrei che quella moto mi aiutasse a vincere delle gare. Poi è ovvio che un pensiero alla gavetta che ho dovuto fare per arrivarci arriva magari la sera, ma adesso c'è ancora da finire questa stagione e sono molto concentrato su questo. Magari il giorno che a Valencia sposterò le mie cose nell'altro box, mi renderò conto di essere salito di un piano".

La sensazione comunque è che "Petrux" non abbia ancora metabolizzato troppo la cosa, a giudicare anche da cosa ha risposto quando gli è stato domandato cosa aspetta di trovare in più nella squadra ufficiale rispetto a quella attuale.

"Sicuramente ci sarà un po' più di rosso sulla carena e molte più persone che lavorano su quella moto. Credo che avrò molte più cose da provare, ma poi che cosa mi aspetta non lo so di preciso. Mi auguro solo che quella moto abbia quell'1% in più che in una gara di 20 giri sono magari 5" che ti possono aiutare a vincere o a fare podio. Chiaramente adesso è tutto bellissimo, però ci saranno anche delle aspettative più alte da mantenere e quindi più pressione. Sono concessi meno errori".

Il pilota di Terni poi ha confermato che il contratto sarà valido per la stagione 2019: "Il contratto sarà di un anno, sì. Credo che la mia fase di studio non sia ancora finita, perché l'anno prossimo a questo punto della stagione mi troverò nella stessa situazione, anche se spero di rimanere in Ducati per tanti anni e me lo dovrò riguadagnare. Forse pago un po' il fatto di non essere stato al top per tanto tempo, ma di esserci arrivato solo recentemente".

Inevitabilmente, Danilo è tornato a parlare della gara del Mugello, perché la delusione per aver mancato il podio, soprattutto a causa del contatto con Marc Marquez, è stata grande: "Mi è dispiaciuto molto non esserci riuscito al Mugello, perché era una gara in cui ero atteso come protagonista ed ho fatto un weekend da top 5. Peccato per il contatto con Marquez alla seconda curva, perché quello mi ha sicuramente rovinato la gara, perché da terzo sono finito decimo e recuperare mi è costato molto a livello di gomme. A cinque giri dalla fine non avevo più la gomma dietro praticamente".

Probabilmente domani chiederà anche un chiarimento a riguardo durante la Safety Commission: "Io nel 2016 avevo fatto una cosa esattamente uguale a Redding, l'avevo spinto fuori dalla pista ad Aragon e lui per rientrare è caduto. Io quella volta sono stato penalizzato con un ride through, quindi chiederò perché io quella volta sono stato penalizzato e Marc non è stato nemmeno indagato. Comunque non mi interessa molto, ora so anche io che si può spingere un altro pilota fuori dalla pista senza essere penalizzati".

Domani però si torna anche in pista, quindi è anche il momento di pensare al GP di Catalogna: "Ormai comunque il Mugello è passato, quindi pensiamo a Barcellona: l'anno scorso avevo fatto prima fila ed ero quinto quando ero caduto a pochi giri dalla fine, quindi stavolta spero di riuscire a finire la gara e fare un buon risultato".

Informazioni aggiuntive di Oriol Puigdemont

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Su questo articolo

Serie MotoGP
Evento GP di Catalogna
Sotto-evento Giovedì
Piloti Danilo Petrucci
Team Pramac Racing
Autore Matteo Nugnes
Tipo di articolo Intervista