Petrucci: "Dovi mi ha spiegato tante cose, ma soprattutto me le ha fatte vedere anche in pista"

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07 feb 2019, 14:49

Il nuovo arrivato in Ducati sta sfruttando al meglio la grande opportunità che gli sta offrendo il compagno di squadra, mettendogli a disposizione la sua esperienza per farlo crescere. Oggi, per esempio, i due hanno fatto una simulazione di gara insieme.

Danilo Petrucci, Ducati Team
Danilo Petrucci, Ducati Team
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Danilo Petrucci, Ducati Team
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La collaborazione tra Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci prosegue a gonfie vele. Fin dalla presentazione del mese scorso a Neuchatel, il forlivese aveva detto chiaramente che avrebbe fatto tutto il possibile per permettere al nuovo arrivato nel team ufficiale Ducati di tirare fuori tutto il suo potenziale e alle parole sta facendo seguire i fatti.

Oggi, per esempio, i due hanno fatto una simulazione di GP insieme, con due run da 10 giri ciascuno: nel primo è stato "Desmodovi" a dettare il ritmo, mentre nel secondo si sono invertiti i ruoli, con l'intento di provare entrambi ad apprendere qualcosa.

"Abbiamo fatto due mezze gare ed avevamo già pianificato questa cosa due settimane fa, a casa. L'ha proposta Andrea, perché lui deve capire delle finezze che gli mancano per vincere la gara, mentre io devo capire come si fa ad andar forte senza consumare la gomma, che è un po' il mio punto debole" ha raccontato "Petrux" a fine giornata.

"E' andata molto bene. Nei primi dieci giri siamo partiti con le gomme nuove ed è stato Dovi davanti. Chiaramente non siamo partiti come se dovessimo fare una gara di dieci giri, ma per capire come rimanere costanti senza massacrare la gomma. Nel secondo run ero un po' più preoccupato perché dovevo stare io davanti ed avevamo già le gomme un po' usate. Pensavo che saremmo stati più lenti, invece abbiamo fatto i nostri best agli ultimi due giri. Siamo molto soddisfatti del lavoro che abbiamo fatto oggi" ha aggiunto.

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Quando gli è stato chiesto se ha notato grandi differenze tra le sue traiettorie e quelle del vice-campione del mondo, ha aggiunto: "Lui ha capito questo modo per andare molto forte senza gravare troppo sulle gomme in accelerazione. Io istintivamente tendo ad essere un po' più aggressivo per frenare un po' più forte e questo fa sì che in certe curve non riesco ad arrivare in corda, quindi per recuperare tempo vado un po' prima sull'acceleratore. Avendo davanti Andrea ho capito molte cose, ma spero che ne abbia capite anche lui quando ero davanti io, perché abbiamo fatto comunque un buon passo con le gomme usate".

Danilo ovviamente è conscio che non basta una giornata per fare lo step che gli serve, ma intanto è convinto di aver fatto dei progressi: "Io non sono ancora abbastanza veloce da vincere la gara, ma ho capito molte cose oggi, perché Andrea molto gentilmente me le ha spiegate, ma soprattutto me le ha fatte vedere in pista. Abbiamo raccolto una quantità impressionante di dati. Ovviamente non c'erano la pressione e l'adrenalina della gara, ma l'obiettivo era cercare di capire alcune cose importanti e la missione è stata compiuta".

Sulla possibilità di lavorare così a stretto contatto anche nei weekend di gara, il pilota di Terni ha qualche dubbio, anche se non lo esclude: "Forse, anche se in un weekend di gara è un po' più complicato. Io spero che nelle prove possiamo metterci d'accordo per fare dei run insieme, ma non il giro in qualifica, perché non vorrei mai rubargli una posizione in griglia. Però per il momento sta funzionando ed è stata un'ottima giornata per noi".

Informazioni aggiuntive di Scherazade Mulia Saraswati

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