Pedrosa: "La moto si muove troppo"

Pedrosa: "La moto si muove troppo"

Dani sta meglio, ma fatica ancora un po' a ritrovare il ritmo: ecco la sua intervista ai microfoni di Sky

Il pilota spagnolo della Honda Dani Pedrosa è intervenuto all’interno del “Paddock Live Show” su Sky Sport MotoGP HD, al termine della prima giornata di Prove Libere del Gran Premio d’Italia. Ecco la lunga ed interessante intervista andata in onda oggi pomeriggio, che vi riproponiamo integralmente:

Il GP d’Italia ha un sapore speciale per te. Qui hai vinto due volte, nel 2005 in 250 e nel 2010 in MotoGp partendo dalla pole position. Com’è stare sul podio al Mugello?
"E’ bellissimo. Questa è una pista speciale. Andare su e giù con la moto in mezzo a questa valle è impressionante, la pista è larga e c’è un feeling molto buono con una moto grande come quella della MotoGp. Questa pista mi è sempre piaciuta e spero di fare bene".

Ci sono 6 possibili pretendenti al podio del Gp d’Italia. Quali sono gli equilibri?
"Penso che potrà essere un Gran Premio molto interessante perché Lorenzo viene da due vittorie di fila, è in grande forma e ha fiducia. C’è Valentino Rossi, con la stessa moto, che sicuramente vorrà fare del suo meglio qui, nel GP di casa e visto che è in testa al campionato. Poi le Ducati che stanno andando molto forte e Marquez che è il Campione del Mondo in carica. E poi ci sono io che voglio ricominciare a fare bene quest’anno".

Cosa è successo la sera dopo il Gp del Qatar? Ci racconti com’è andata da lì in avanti?
"Quella sera per me non è stato un momento diverso perché i problemi li avevo già prima e questo lo sapevo. Dopo quella prima gara, ho visto che per me era impossibile controllare la moto, avevo bisogno di avere un po’ più di controllo e di poter fare in pista quello che volevo, quando ero con gli altri piloti. E in questa situazione, che già durava da un anno e in cui non riuscivo a trovare un Dottore che mi aiutasse, ho pensato che se non mi fossi fermato per trovare una soluzione, così in gara non avrei potuto continuare a spingere".

Sei tornato in pista a Le Mans, ma ci si aspettava di rivederti prima. Come mai non è stato così?
"Ho allungato tanto una situazione che era già difficile per il braccio, e anche dopo l’intervento le cose non sono andate subito meglio, perché ho guidato per un anno con questi problemi. E quando tu hai un problema e lo sforzi, finisci per aggiungere male a un male che poi è più difficile da recuperare. Non subito dopo l’intervento ero pronto, il braccio era molto gonfio, non si sgonfiava e quando è arrivata la gara di Jerez non ero pronto per poter fare tutto un weekend, correndo il rischio di avere maggiori problemi dopo".

La Honda ha tutelato il tuo lavoro preferendo aspettare il tuo ritorno piuttosto che far arrivare Stoner?
"Quando sei fuori dalle gare è sempre un momento difficile perché hai voglia di correre e di essere lì con tutti, di fare il meglio per i tuoi colori, ma la Honda ha deciso così".

Come stai ora? Hai ancora una fasciatura?
"Sì, sto facendo ancora la terapia, sto migliorando ogni giorno e lentamente va meglio".

Quando sei tornato hai detto che ti sentivi benino ma che la moto avrebbe avuto bisogno di un maggiore sviluppo?
"Penso che quest’anno abbiamo un po’ più di difficoltà rispetto all’anno scorso, anche per il fatto che la Yamaha e la Ducati sono migliorate tanto. Dobbiamo cominciare a spingere per recuperare un po’ di terreno, però penso che a Le Mans sia stato anche un po’ amplificato l’effetto rispetto che su altre piste".

In che cosa dovete migliorare e che tipo di lavoro di sviluppo avete in mente?
"Dobbiamo cercare di essere più efficienti. La moto ha un potenziale alto ma facciamo fatica a mantenerlo costante, perché la moto si muove, un po’ sbagliamo, magari si fa un giro bene e l’altro meno. Invece quando la moto si muove sempre nello stesso modo e fa sempre lo stesso lavoro, si può riuscire più facilmente a fare lo stesso tempo e il pilota a stare rilassato tenendo quel ritmo. Quando la moto impenna, si muove dietro, salta o non curva bene, è più difficile avere sempre lo stesso rendimento".

In questa situazione, quanto ha pesato il fatto di essere assente per tre gare? Quanto è mancato il valore di Pedrosa anche come collaudatore per migliorare lo sviluppo della moto?
"Io ho sempre provato a dare le mie indicazioni, quello che sentivo potesse essere meglio per la moto ma non è sempre facile farsi capire. Negli ultimi anni abbiamo fatto un bel lavoro e la moto è sempre stata potenzialmente buona, anzi la migliore. Adesso abbiamo perso un po’ e speriamo di recuperare".

Anche Marquez ha le tue stesse sensazioni?
"Marquez è un po’ più in difficoltà rispetto all’anno scorso, quando andava molto forte. Fare meglio dell’anno scorso era difficile, vediamo cosa potremo fare nelle prossime gare".

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Campionati MotoGP
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