Morbidelli: "Vorrei realizzarmi come pilota, ma non avere la vita di Marquez e Rossi"

Franco Morbidelli, il principale candidato ad ereditare la Yamaha che Maverick Viñales lascerà libera nel team ufficiale nel 2022, ammette che ammira Valentino Rossi e Marc Márquez per i loro successi, ma in nessun modo li invidia per la loro popolarità.

Morbidelli: "Vorrei realizzarmi come pilota, ma non avere la vita di Marquez e Rossi"

Morbidelli è uno dei piloti più riflessivi del campionato, un'impressione che può essere confermata in ogni sua apparizione di fronte ai giornalisti.

L'italiano ha vissuto da lontano la vicenda tra Viñales e Yamaha durante l'ultimo Gran Premio di Assen, dove lo spagnolo e la Yamaha hanno formalizzato il loro divorzio per la prossima stagione, un anno prima della data prevista nel contratto che hanno firmato all'inizio del 2020.

Il vice-campione del mondo in carica si sta riprendendo a casa dall'operazione che ha subito al ginocchio sinistro, che è stato gravemente contuso per qualche tempo e che ha infortunato definitivamente meno di una settimana fa durante un allenamento.

È stato sostituito domenica scorsa ad Assen da Garrett Gerloff, che viene anche indicato come un possibile sostituto per il Sepang Racing Team (Petronas SRT) se Franco dovesse essere chiamato dal team ufficiale Yamaha nel 2022.

I chirurghi che lo hanno operato al menisco e al legamento crociato anteriore non hanno dato una tempistica precisa, almeno non pubblicamente, ma sembra improbabile che il pilota romano possa correre in Austria per il primo Gran Premio dopo la pausa, previsto per l'8 agosto.

Morbidelli ha già firmato un'estensione del suo accordo con SRT per il 2022. Tuttavia, il suo contratto contiene una clausola che stabilisce che, se riceve un'offerta da una squadra ufficiale, ha il potere di romperlo.

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In questa fase della stagione e se prendiamo in considerazione le pochi alternative offerte dal mercato, la mossa più logica sarebbe proprio questa. Nel caso di una soluzione di questo tipo, Morbidelli tornerebbe nel box con Fabio Quartararo, già suo compagno di squadra nel 2019 e 2020.

Nel caso del #21, le sue prestazioni nel 2021 non assomigliano minimamente a quelle dell'anno scorso, in cui, alla fine dell'anno, era considerato da molti il pilota più in forma di tutti.

A questo punto della stagione, Morbido era quinto in classifica generale, con una vittoria (Misano) e due podi, oltre a quello che gli è sfuggito a Jerez quando si è rotto il motore della sua M1. Attualmente è 13° in classifica, con un solo podio (terzo a Jerez) e quattro zero, oltre a quello legato alla sua assenza in Olanda.

Nonostante i suoi scarsi risultati, dovuti anche ad una moto ormai vecchia di due anni, Morbidelli rimane fedele alla sua filosofia di non essere ossessionato dala vittoria, piuttosto a tutto ciò che è in suo potere sulla strada per ottenerla.

"Vincere è un riflesso del lavoro che hai fatto prima di arrivare lì; è un riflesso della persona e dello sportivo che sei. Raramente mi concentro sulla vittoria, perché è l'ultimo passo, quello che viene da solo. Mi concentro sui piccoli passi prima di quell'ultimo passo. Per essere un pilota migliore e una persona migliore. E poi, se tutto funziona, arriva la vittoria", ha detto in una conversazione con Motorsport.com.

Morbidelli non nasconde il fatto che sente una sorta di sana invidia quando guarda indietro a tutti i trionfi sportivi che sono stati raggiunti da stelle come Rossi, Marquez e Mick Doohan, per citare solo tre dei più grandi. Tuttavia, non vuole sentire parlare della pressione che affrontano quando lasciano il paddock.

"Vorrei realizzarmi come pilota, ma non avere la vita di Valentino, Marquez o Doohan. Vorrei vivere la mia vita. Sono molto concentrato sulla mia vita. Mi ispiro quando vedo grandi sportivi come Marc o Vale, in quelle aree dove hanno avuto successo e io non ancora", ha detto Morbidelli.

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