MotoGP | Marquez: “Fisicamente sto bene, Motegi sarà importante”

Marc Marquez arriva a Motegi determinato a riscattarsi dopo la domenica storta di Aragon. Il GP del Giappone sarà fondamentale per mettere alla prova le proprie condizioni fisiche a quattro mesi dall'ultima operazione al braccio.

MotoGP | Marquez: “Fisicamente sto bene, Motegi sarà importante”

La gara di casa era il rientro dopo la quarta operazione, eppure Aragon non è stato un circuito amico per Marc Marquez, che ha concluso la sua domenica con grande anticipo. Protagonista di due incidenti, è stato costretto a rientrare ai box dopo solo un giro, rimandando così le verifiche delle proprie condizioni fisiche alla settimana successiva.

Questa è arrivata, la MotoGP si è spostata a Motegi, dove l’otto volte campione del mondo punta al riscatto, o almeno a concludere la gara. La pista di casa Honda sarà un bel banco di prova per lo spagnolo, che si metterà alla prova testando la sua resistenza in una situazione che va oltre il giro secco dei test: “Fisicamente già Aragon è stato difficile per me, una cosa sono i test a Misano, ma poi l’intensità di tutto il weekend di gara è un’altra cosa. Questa sarà la prima volta in cui sottoporremo a grande stress il braccio destro, perché ci sono molte frenate lunghe, forti su curve a destra. Dovremo riuscire a gestire la mia condizione”.

“L’obiettivo di Aragon era quello di macinare chilometri e finire la gara, ma ho fatto solo un giro dopo un’ottima partenza”, prosegue Marquez. “Sono stato molto deluso perché mi sentivo pronto. Credo che tutto sommato sarei stato in grado di gestire le gomme anche con il degrado, avrei potuto tenete il ritmo sulla distanza. Ho avuto sfortuna, ma anche fortuna, perché in entrambe le situazioni è andata bene che non ci sia successo niente. Ora ci concentriamo su Motegi, ci saranno condizioni meteo diverse. Abbiamo anche altre gare che ci serviranno come test, però è un circuito importante. Continueremo a fare il nostro lavoro in preparazione al 2023”.

Marc Marquez, Repsol Honda Team

Marc Marquez, Repsol Honda Team

Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images

Per la prima volta dopo diversi anni, Marquez arriva in Giappone senza lottare per il titolo. La situazione dopo tre stagioni è cambiata radicalmente, ma per il catalano serve solo avere pazienza. Quest’ultima fase di stagione serve a ritrovare confidenza e già sul giro secco vede dei passi in avanti: “È vero che ad Aragon abbiamo avuto delle difficoltà nelle libere la mattina, ma già dal pomeriggio mi ero trovato meglio. Avevo difficoltà a trovare la posizione sulla moto, ma ora sul singolo giro riesco a guidare come voglio. Il problema è che ho bisogno di rafforzare la muscolatura per mantenere questo stile di guida per più giri e speriamo di arrivare a quel livello in queste gare”.

Motegi è circuito Honda, ma la tappa giapponese è importante anche in ottica “aziendale”. Marc Marquez infatti ha fatto visita al quartier generale della Casa alata, incontro che secondo lui è fondamentale per indirizzare il lavoro parlando di persona: “È importante tornare in Giappone, è chiaro che siamo in contatto costantemente via email o telefono, ma di persona è fondamentale. Capiamo come stiamo lavorando e ci motiviamo a vicenda. Ho incontrato il Presidente e tutte le persone che lavorano lì. Loro sanno esattamente cosa stanno facendo, dove vogliono arrivare e io sono qui per aiutarli a tornare al top”.

“In questi ultimi due anni con la pandemia, il lavoro non è stato facile”, spiega Marc. “Tra le gare il personale restava in Europa ed è difficile lavorare a distanza. Venendo qui abbiamo visto dove siamo, le condizioni sono totalmente diverse rispetto a tre anni fa e questo ha avuto un grosso impatto sui costruttori giapponesi, mentre gli europei hanno spinto molto e sono riusciti a migliorare. Ma Honda ha un potenziale enorme ed è possibile tornare a lottare per il campionato. Questo è il nostro obiettivo e io credo che Honda ce la possa fare”.

Fondamentale è parlare direttamente con i giapponesi per capire la strada da prendere in vista del 2023, quando Honda punta a tornare in vetta: “Prima di tutto, è vero che con la moto vecchia andavamo molto forti, ma penso che siamo arrivati al massimo. Con il nuovo concept bisogna capire se possiamo continuare in questa direzione. Sono un pilota, non un ingegnere. Io posso indicare dove ci sono i problemi, dove c’è da migliorare, dove perdiamo tempo, loro capiranno qual è la direzione da prendere. Io non conosco tutti i dettagli, voglio una moto veloce, che mi dia accelerazione come tutti i piloti”.

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