Lorenzo: "Nel 2014 ho sbagliato preparazione fisica!"

Il maiorchino ha inoltre sottolineato il dominio del connazionale Marc Marquez, due volte iridato MotoGP

Lorenzo:

Il 2014 sta per andare in archivio e Jorge Lorenzo si sta godendo la pausa invernale della MotoGP per ritemprare corpo e spirito, preparandosi alla prossima stagione del Motomondiale in cui dovrà cancellare un'annata al di sotto delle iniziali aspettative. 

Il maiorchino, intervistato dal periodico Solo Moto (poi ripreso da GPOne), ha voluto parlare dell'annata appena terminata, in cui ha alternato prestazioni all'altezza del suo talento a gare meno convincenti, che lo hanno estromesso dalla lotta al titolo dopo pochi Gran Premi.

"Io durante l'inverno scorso mi sono sottoposto a tre operazioni - ha dichiarato lo spagnolo - una al pollice della mano destra, una alla clavicola e la terza ai muscoli lombari che mi avevano crerato diversi problemi in gara. Per il recupero sono state necessarie sei settimane, così ho iniziato ad allenarmi seriamente solo un mese prima dell'inizio del mondiale pensando che mi sarebbero bastati quindici giorni per tornare in forma, ed invece alla prima gara, in Qatar, ero ancora cinque chili in sovrappeso. E' stato un errore mio, beninteso. Ho anche cambiato due volte allenatore per cercare di migliorare. Ho sbagliato totalmente pianificazione".

Lorenzo, oltre alle difficoltà a livello fisico, ha patito a inizio anni anche le nuove mescole preparate da Bridgestone...
"E' stato un disastro. Dopo le prove mi ero reso conto di essere il peggiore dei quattro piloti Yamaha. Più lento di Pol Espargarò, Bradley Smith e Valentino Rossi. Dopo tre giri ero stanco, finito e per di più non riuscivo ad adattarmi ai nuovi pneumatici Bridgestone, più duri, che mi impedivano di mantenere alta la velocità in curva con un grande angolo di piega. Il mio stile. Come se non bastasse il motore era più nervoso a causa della nuova carburazione necessaria per risparmiare il litro di benzina voluto dal nuovo regolamento...".

Dunque, il nuovo regolamento pare abbia penalizzato le prestazioni della Yamaha, andando a favorire la Honda...
"Alla Yamaha è successo ciò che è accaduto alla Red Bull in F.1. Improvvisamente sono cambiate le regole e si è trovata indietro. La riduzione del consumo di carburante e delle gomme ci hanno penalizzato, mentre contemporaneamente la Honda ha fatto passi in avanti. Né io né Valentino abbiamo vinto a sufficienza per pensare di poter vincere il mondiale. E' vero: anche nel 2013 siamo stati battuti dalla Honda, ma non abbiamo vinto per miei errori. Sono caduto due volte, in Olanda ed in Germania, infortunandomi in entrambe. Senza questi incidenti avrei vinto io il mondiale. E' vero: anche Marquez ha sbagliato in Australia entrando con un giro in ritardo ma senza la frattura della clavicola ad Assen avrei vinto io. La differenza fra noi due, nel 2013, è stata la Provvidenza: lui è caduto quindici volte senza farsi nulla, io solo due rompendomi entrambe le volte. Nel 2013 sono stato il piilota più completo, ero in forma e Marquez aveva meno esperienza".

Lo spagnolo è apparso poco sorridente per tutto l'arco del 2014, mentre Rossi ha sempre il sorriso sulle labbra...
"Io non dissimulo. Valentino è sempre sorridente? Io dico che c'è molta ipocrisia sul podio della MotoGP. Ovviamente Rossi non è contento quando non vince ma dà sempre l'impressione di esserlo, ma ditemi, esiste qualcuno felice ventiquattro ore al giorno come sembra esserlo Vale? Io non credo. Certo, salire sul podio è sempre un bel risultato, il 99% dei piloti sogna di salire sul podio senza riuscirci. Mi ha dato fastidio perdere il secondo posto nel mondiale a favore di Rossi, non vedo perché dovrei negare". 

Jorge ha infine parlato dei suoi obiettivi per l'anno venturo: "Nel 2015 voglio essere io a vincere il mondiale, ma se non ci riuscirò non sarà un dramma. Non sarà la fine del mondo. Sono quattro volte campione del mondo e darò il mio meglio per esserlo di nuovo campione del mondo, ma se non riuscissi, so per certo che non mi deprimerò o il mondo finirà. Inoltre, anche se ho sempre voglia di essere davanti a Rossi e questo è uno dei miei obiettivi, non stiamo parlando di un compagno di squadra qualsiasi ... Anche se è molto importante per me, la vita non è solo una corsa in moto".

 

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