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MotoGP | Gli argomenti di Marquez e Martin per convincere la Ducati

La Ducati si è impegnata a decidere, in prossimità del Gran Premio d'Italia, chi sarà il compagno di squadra di Pecco Bagnaia nel team ufficiale a partire dal prossimo anno. Sia Marc Marquez che Jorge Martin sono sicuri di poter sfruttare i loro punti di forza per indossare la tuta rossa.

Marc Marquez, Gresini Racing

Va da sé che la storia è un po' cambiata. Se è vero che la prima parte dell'equazione deve essere chiarita dalla Ducati, il problema non sarà completamente risolto finché il pilota scelto non firmerà il contratto. Dei tre che hanno iniziato la corsa per la seconda Desmosedici dal box ufficiale, Enea Bastianini è rimasto indietro, circostanza che pone Martin e Marquez ai due angoli del ring.

I risultati favoriscono leggermente il primo, che a sua volta non può competere con il secondo in termini di impatto e copertura mediatica. Al di là di questi due concetti, è molto difficile valutare chi dei due sia più competitivo perché le circostanze che li circondano sono troppo distanti a tutti i livelli.

Martin ha costruito il suo vantaggio nella classifica del Mondiale grazie alla velocità ed alla costanza, i due elementi più desiderabili per qualsiasi pretendente al titolo. Nelle sei tappe finora disputate, il pilota del Prima Pramac Racing ha ottenuto due vittorie (Portimão e Le Mans) ed un totale di quattro podi, a cui si aggiungono altre tre vittorie (Qatar, Jerez e Le Mans) e due podi (Portimão e Austin) nelle Sprint.

Un successo brutale se si considera il livello di concorrenza sulla griglia di partenza, con un tasso di efficienza del 70%. Dei 222 punti totali in palio finora, lo spagnolo ne ha conquistati 155, una cifra che implica una media di 26 punti per Gran Premio, su 37 possibili. La media di Bagnaia, che è secondo in classifica con 39 punti in meno, è di 19 punti per evento, praticamente la stessa di Marquez, che ha solo due punti in meno del campione in carica.

Questo quadro dovrebbe mettere Martin in pole position per entrare nel team Ducati nel 2025. Tuttavia, il marchio bolognese non può trascurare le prestazioni epiche dell'otto volte iridato nelle ultime gare. In una tappa decisiva come questa, il numero 93 ha tirato fuori dalla manica due rimonte che dimostrano che, in sella a uno dei prototipi della Casa italiana, è molto vicino alla sua versione migliore.

Solo con un'eccezionale padronanza della scena si può arrivare dalla 13° e dalla 14° posizione, rispettivamente a Le Mans e a Montmelò, per concludere sul podio in modo indiavolato. Martin guida una Ducati da quattro anni, contro i sei Gran Premi di esperienza di Marquez, che ha anche un prototipo che, sulla carta, offre prestazioni inferiori al suo avversario.

L'opulenza di Marquez in tutte le sue dimensioni, sia in pista che fuori, è il suo miglior pregio per convincere i dirigenti della Casa bolognese. "Gigi è molto curioso di sapere cosa è in grado di fare Marc con la Ducati di ultima generazione", dicono diverse voci dal box della squadra rossa.

Nello stesso box c'è la certezza che una vittoria del pilota di Cervera (Lleida) al Mugello questo fine settimana complicherebbe in modo praticamente decisivo la continuità di Martin alla Ducati, visto che lui stesso ha fatto capire che medita di rimanere con la Casa di Borgo Panigale solo se si trova nel box del team ufficiale.

Una sfida comprensibile, da un lato, se si tiene conto che il marchio ha già preferito Bastianini al suo posto l'ultima volta che ha dovuto scegliere. La sua uscita di scena sarebbe ancora più logica se si tiene conto del fatto che probabilmente verrebbe annunciato come leader del campionato, visto il cuscinetto di 39 punti che ha in testa al Mondiale. Tenendo presente questa dichiarazione di Martin, la chiave è sapere che cosa ha più valore per la Ducati e che cosa è disposta a perdere.

 

Partendo dal presupposto che il primo impulso è quello di tenere i due spagnoli, sembra che ci sia solo una formula che lo consenta. Sarebbe quella di mettere Martin nel team ufficiale e convincere Marquez ad unirsi ad uno dei team satellite, naturalmente con l'ultima evoluzione della Desmosedici GP.

A Montmeló, questo fine settimana, i due protagonisti che hanno bloccato il mercato hanno nuovamente messo in scena le loro strategie. Martín, da parte sua, ha chiarito che il prossimo anno correrà "con una squadra ufficiale". A quanto risulta a Motorsport.com, il pilota del Prima Pramac Racing ha sul tavolo un'offerta da parte di Pierer Mobility e ha dato tempo alla Ducati fino al Mugello per convincerlo.

Se non riceverà una risposta nei prossimi giorni, o se la proposta ricevuta non lo soddisferà, avvierà una trattativa attiva con il gruppo austriaco. Márquez, da parte sua, ha insistito sul fatto che ha un piano in testa che sta funzionando come vuole lui. Il sei volte campione del mondo è molto più sottile del suo avversario e preferisce non chiudere nessuna porta. Come Martin, anche KTM è pronta a reclutarlo qualora decidesse di lasciare la Ducati.

Il pluricampione insiste sul fatto che vuole tornare a una struttura ufficiali, perché gli può garantire le risorse e l'equipaggiamento necessari per competere per il titolo. Ciò non significa, tuttavia, che non stia valutando la possibilità di accettare di correre con un team satellite, qualora la Ducati dovesse votare a favore del suo connazionale. Quello che sembra chiaro è che, con grossa parte del budget destinato al pagamento dello stipendio dei piloti già assegnata a Bagnaia, il suo prossimo compagno di squadra potrebbe essere non tanto il pilota scelto, ma quello che è più disposto a rinunciare al massimo per ottenere il posto.

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