MotoGP | Ecco perché Bagnaia deve ancora credere al Mondiale

Nelle ultime due gare il pilota della Ducati ha quasi dimezzato il suo distacco nei confronti di Quartararo. Se troverà la continuità che gli è mancata nella prima metà di campionato, ci sono diversi elementi che potrebbero favorire la sua rimonta nelle ultime otto gare. E un finale testa a testa potrebbe essere entusiasmante...

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49 punti possono essere tanti o pochi, dipende dai punti di vista. Se la si guarda limitandosi alla freddezza dei numeri, sono sicuramente tanti, perché parliamo praticamente di due Gran Premi quando alla fine della stagione della MotoGP ne mancano otto. Ma se si guarda al quadro generale, sono un gap che può riaccendere una fiammella di speranza iridata per Pecco Bagnaia.

Un mese e mezzo fa sembrava tutto perduto, quando il pilota della Ducati è caduto al terzo giro della gara del Sachsenring. La concomitante vittoria di Fabio Quartararo pareva averlo tagliato fuori dalla contesa, perché tra i due si era aperta una vera e propria voragine di 91 punti.

Da allora, però, lo score sorride decisamente al piemontese, con un netto 50-8 nelle ultime due uscite. Tra le altre cose, gli ultimi due successi sono arrivati su piste che storicamente non erano amiche della Rossa: per trovare una Desmosedici GP sul gradino più alto del podio ad Assen bisognava tornare addirittura all'era di Casey Stoner, nel 2008, e a Silverstone al successo di Andrea Dovizioso datato 2017.

Ma il dato importante è anche un altro, lo scorso anno era stato "El Diablo" a piazzare l'1-2 su queste piste, mentre questa volta ha portato a casa un ritiro ed un ottavo posto, e non solo per la long lap penalty che ha dovuto scontare in Gran Bretagna. Non bisogna dimenticare poi che queste furono anche le ultime due vittorie del pilota della Yamaha nella passata stagione. Anche se, ad onor del vero, va detto che quest'anno si tornerà anche a correre in Asia, su tracciati che potrebbero sparigliare le carte rispetto al dominio di Bagnaia visto nel finale del 2021 (4 vittorie nelle ultime 6 gare).

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images

In questo senso, saranno probabilmente decisive le prossime tre gare, perché sono invece sulla carta tutte piste favorevoli per Pecco, anche se forse va messo un asterisco accanto al Red Bull Ring per almeno un paio di motivi: in Austria la Ducati ha sempre brillato, ma il vice-campione del mondo non ha mai lasciato il segno. Inoltre, la realizzazione della nuova chicane prima della curva 3 potrebbe anche aver modificato leggermente i valori in campo a favore di moto più maneggevoli.

Se andiamo però a parlare di Misano, quella è davvero il giardino di casa per Bagnaia, che ci si allena regolarmente con l'Academy. Non a caso, nelle ultime quattro gare sul tracciato intitolato a Marco Simoncelli ha ottenuto una vittoria ed un secondo posto, e nelle altre due occasioni era al comando quando è scivolato. Sulle performance, dunque, non ci sono dubbi, bisognerà però cercare di stare lontani dai guai. Prima del tour de force asiatico poi c'è Aragon, dove lo scorso anno colse la sua prima vittoria in MotoGP, al termine di un duello entusiasmante con Marc Marquez.

Nelle ultime due gare indubbiamente Quartararo ci ha messo del suo per favorire la rimonta, tra la caduta di Assen e la scelta di gomme sbagliata di Silverstone, ma chiaramente non sarà sempre così facile portargli via tanti punti. Inoltre Bagnaia dovrà dimostrare di aver trovato quella continuità che gli è mancata nella prima parte di stagione, quando alternava grandi vittorie a clamorosi errori. Per questo se la Ducati vuole continuare a sognare ha bisogno anche degli altri piloti del marchio.

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images

Sicuramente, in questa fase avere otto moto in pista è un grande vantaggio: sulla griglia di Silverstone, per esempio, c'erano sette Desmosedici GP nelle prime dieci posizioni e quattro nella top 5 in gara. L'aiuto dei compagni di marchio quindi sarà fondamentale, soprattutto perché nei duelli corpo a corpo la Yamaha non regge il confronto con le Rosse sul rettilineo e questo può creare dei grossi problemi a Fabio.

Ma potrebbe esserci anche un altro alleato insospettabile fino ad un paio di gare fa. Il Maverick Vinales visto ad Assen e a Silverstone ha dimostrato di aver finalmente capito cosa serve per essere veloce sull'Aprilia e ieri ha conteso la vittoria a Bagnaia nel finale. Potrebbe rivelarsi anche una lama a doppio taglio, perché nelle domeniche giuste è in grado di portare via punti pure al ducatista. Però ora sembra esserci un altro pilota in grado di frapporsi tra i contendenti al titolo. Al netto del fatto che dovrà correre con un occhio di riguardo nei confronti del compagno Aleix Espargaro, che rimane pienamente in corsa per il titolo a -22.

I motivi per continuare a sperare sembrano esserci tutti, ma Pecco aveva detto che non si sarebbe arreso neppure dopo il Sachsenring, quindi è difficile ipotizzare che lo possa fare adesso. Tra tre gare probabilmente ne sapremo di più, ma probabilmente per regalarci un finale di stagione testa a testa basterà solo un po' più di regolarità, perché parliamo pur sempre del pilota che ha vinto otto delle ultime 18 gare disputate.

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