Ducati: nuovo convogliatore di flusso sulla moto laboratorio

Nei test di Losail della MotoGP il collaudatore Michele Pirro sta girando con una Desmosedici GP diversa da quella dei due piloti titolari: sulla moto sperimentale di Borgo Panigale è stata provata una nuova veste aerodinamica con una carena più sfilata in basso e con un inedito convogliatore di flusso. Grazie al lettore laser i tecnici possono analizzare le variazioni di altezza in fase di impennamento, potendo magari ridurre l'intervento dell'elettronica.

Ducati: nuovo convogliatore di flusso sulla moto laboratorio

La Ducati vuole continuare a stupire a livello aerodinamico: nei test di Doha non bisogna tanto guardare le Desmosedici di Miller e Bagnaia, quanto quella sperimentale del collaudatore Michele Pirro, che è sceso in pista con una versione evoluta rispetto alla moto che la Casa di Borgo Panigale ha mostrato nel lancio del 9 febbraio.

Il rider pugliese si è dedicato allo sviluppo di una moto alquanto diversa da quella dei piloti titolari, facilmente riconoscibile per la livrea completamente nera del carbonio non verniciato.

Michele Pirro, Ducati Team con la Desmosedici laboratorio nei testa a Losail.

Michele Pirro, Ducati Team con la Desmosedici laboratorio nei testa a Losail.

Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images

La carena, ma non solo, ha subito degli interventi piuttosto radicali nella parte bassa: sotto alle alette a forma di diapason, infatti, sembra di vedere un restringimento della bocca dei radiatori, alla ricerca di una minore resistenza all’avanzamento e di una diversa fluidodinamica interna, ma, soprattutto si nota la presenza di un inedito convogliatore di flusso che dovrebbe essere utile a ridurre l’effetto dell’impennamento anteriore in accelerazione, riducendo l’impatto dell’antiwheelie, il sistema elettronico che consente di abbassare la ruota sollevata, a scapito del rendimento del motore.

Il regolamento della MotoGP consente di deliberare una nuova configurazione aerodinamica per la stagione 2021, oltre a quella utilizzata nel 2020, e la Ducati sta lavorando sulla forma dell’appendice comparsa nell’area bassa della carena, introducendo un nuovo filone di ricerca. Michele ha provato più soluzioni (se n’è vista una anche con un flap a sbalzo poi tolto) sulla Desmosedici laboratorio che era molto strumentata.

I tecnici di Gigi Dall’Igna, infatti, hanno montato un lettore laser utile a leggere le variazioni di altezza: in coda al forcellone in carbonio non è sfuggito lo scatolotto che proietta la luce proiettata sull’asfalto. È utile a registrare le diverse regolazioni dell’Holeshot in movimento, tanto che ora si sta trasformando in un vero e proprio “correttore d’assetto” a controllo meccanico, visto che quello elettronico è bandito dalle norme.

Michele Pirro, Ducati Team con la Desmosedici 2021 standard

Michele Pirro, Ducati Team con la Desmosedici 2021 standard

Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images

La moto di Borgo Panigale sembra più avvolgente anche intorno allo scarico laterale Akrapovic, mostrando un’attenzione dello studio aerodinamico che si è spostato in un’area piuttosto trascurata della moto in passato.

Sarà interessante scoprire quali sono le indicazioni che emergono da Pirro, ma è indubbio che alla Ducati una volta acquisita la cultura dei vortici che avvolgono la Desmosedici cerchino di ottimizzare l’andamento dei flussi per trarre il massimo vantaggio alla ricerca di spinta verticale e di efficienza che può valere più alte velocità massime.

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