Pedrosa: "Vincerà chi commetterà meno errori"

Lo spagnolo traccia un bilancio di metà stagione positivo, ma vuole più vittorie da qui a fine anno

Pedrosa:
La gara di Laguna Seca ha aperto il "girone di ritorno" della MotoGp 2012, ma è stata anche l'ultima prima della pausa estiva di tre settimane che ci separa dalla tappa di Indianapolis. Per Dani Pedrosa, dunque, sembra il momento ideale per iniziare a tracciare un primo bilancio di questa stagione. In questa chiacchierata il pilota spagnolo, attualmente secondo nel Mondiale, staccato di 23 punti da Jorge Lorenzo e con una vittoria al Sachsenring all'attivo, ha dato diversi spunti interessanti, anche in vista della seconda parte del campionato. "Per ora è andata bene, abbiamo ottenuto dei buoni risultati e poi il campionato è ancora molto equilibrato. Ci è mancata solo qualche vittoria in più, quindi speriamo che possa arrivare in questa seconda parte del campionato" ha detto in un'intervista rilasciata al sito ufficiale della Honda. Quando gli è stato chiesto in cosa deve migliorare per ottenere più successi, lo spagnolo ha risposto: "La verità è che quest'anno migliorarsi è molto difficile, perchè la competizione è molto serrata ed ogni piccolo dettagli può fare la differenza. Per questo è importante esplorare ogni possibilità". La cosa più importante per il proseguimento della stagione è cercare di sbagliare il meno possibile: "Penso che nelle gare rimanenti saranno simili a quelle che abbiamo già disputato, quindi sarà importante salire sul podio con una certa costanza ed evitare di commettere errori. Ci saranno piste favorevoli ed altre meno, ma l'importante è non incappare in errore, chi ne commetterà di meno vincerà il campionato alla fine". Un commento che però sembra anche tirare acqua al suo mulino, visto che lui è l'unico ad essere andato sempre a punti nel 2012 tra i contendenti al titolo. Dani ha anche una sua spiegazione per il poco spettacolo che si è visto in pista per ora: "Quest'anno abbiamo guidato al limite in ogni gara e fare la differenza è molto difficile. Per questo spesso vediamo delle gare in cui stiamo in trenino e non riusciamo a superarci: ormai abbiamo raggiunto un livello per cui è difficile spremere qualcosa in più dalla moto, dalla pista o da te stesso". Anche il passaggio alle 1000 però potrebbe aver aperto ulteriormente il gap tra i primi ed il resto del gruppo: "Si c'è una certa differenza, specialmente in gara. Le gomme durano leggermente meno, quindi la moto si comincia a muovere molto e diventa più difficile da controllare in entrata ed in uscita di curva. E' per questo che credo che quest'anno si è venuta a creare una differenza maggiore tra i primi tre ed il resto del gruppo".

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