Pedrosa: "Difficile fare pronostici per Austin"

Il pilota della Honda ribadisce ancora che si tratta di una pista insidiosa e più adatta alla F.1 che alla MotoGp

Pedrosa:
A pochi giorni dalla conclusione dei test privati sul tracciato di Austin, Dani Pedrosa ha fatto il punto della situazione su quanto appreso sul tracciato texano, che tra circa un mese ospiterà il secondo appuntamento della MotoGp 2013, evitando di sbilanciarsi in pronostici e sottolineando quanto sia un tracciato particolarmente atipico per le moto e decisamente più adatto alle auto. Questo non vuol dire però che non rappresenti anche una sfida intrigante per i piloti. Ecco una breve intervista che il pilota spagnolo ha concesso al sito del Repsol Honda Team, che vi riproponiamo integralmente: Girando sempre sulle stesse pista, rappresenta una boccata d'aria fresca provarne uno completamente nuovo? "E' un tracciato diverso, ha un disegno molto "da Formula 1. E' difficile adattare la moto perchè ci sono alcune curve molto strane. In ogni caso, siamo riusciti a fare un po’ di giri e a scoprire che è una pista diversa rispetto a quelle a cui siamo abituati in Europa". Quali sono le caratteristiche principali di questa pista? "L’asfalto è nuovo e in buone condizioni. Le curve sono un po’ strane, specialmente i tornantini, che sono molto stretti. Noi piloti di moto non siamo abituati a questo tipo di curve. La moto ovviamente non può voltare come una auto, quindi è difficile trovare la linea migliore, anche se bisogna adattarsi". Questa pista ricorda un po' quella di Shanghai? "Non completamente, Shanghai ha curve più rotonde. C’è un tornantino stretto, ma le altre sono molto più fluide". Qual è la parte più divertente di Austin? "Per me la curva a destra con raggio variabile. E’ la parte dove mi diverto di più, perchè si può entrare con tanta velocità e derapare". Questa è una pista più adatta alla Honda o alla Yamaha? "E' difficile da dire: abbiamo fatto un solo test, non so cosa succederà nel Gran Premio". Negli ultimi anni non avete affrontato troppe piste nuove (l'ultima era stata Silverstone nel 2010), che ti po di lavoro bisogna fare per prepararsi ad un nuovo circuito partendo da zero? "Bisogna iniziare salendo in moto e cominciando a girare. C’è bisogno di fare qualche gire per scoprire le curve in sella. All’inizio non si spinge al massimo, bisogna capire quanto grip garantisce l'asfalto e scegliere la giusta mescola per le gomme. Poi devi prendere le misure dei rettilinei per regolare i rapporti del cambio, e questo va fatto anche tenendo conto delle diverse curve. Poi arriva il momento di iniziare a spingere". Mancano pochi giorni alla prima gara della stagione, in Qatar. Hai già iniziato il conto alla rovescia? "Non manca molto all’inizio della stagione e abbiamo ancora un test importante a Jerez. E’ una pista che conosco bene e dove mi piace provare. Poi avremo qualche giorno di pausa, per arrivare pronti al primo Gran Premio".

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