Esclusivo Stoner: "Non c’è possibilità che torni a correre"

Casey Stoner ha rilasciato una lunga intervista esclusiva a Motorsport.com ripercorrendo la sua carriera e offrendo un proprio parere sulla MotoGP di oggi.

Esclusivo Stoner: "Non c’è possibilità che torni a correre"

Casey Stoner ha lasciato la MotoGP ormai da quasi 10 anni, eppure le sue imprese lo hanno reso un personaggio immortale nell’immaginario collettivo di tutti gli amanti del motociclismo. Il rider australiano, dopo aver ricoperto il ruolo di collaudatore in Ducati, ha deciso di salutare definitivamente il paddock che lo ha ospitato nei 12 anni di carriera che gli hanno fruttato 2 titoli iridati, 45 vittorie e 89 podi.

Durante gli anni l’australiano si è sempre contraddistinto per la sua schiettezza e anche durante l’intervista che segue non è stato da meno. Casey, infatti, ci ha raccontato alcuni retroscena della sua carriera e ci ha offerto il suo punto di vista sulla MotoGP di oggi.

C'è una possibilità che tu torni a correre?
"No, decisamente non c’è alcuna possibilità che io torni alle gare. Ero molto sicuro della mia decisione quando l’ho presa nel 2012 e non mi sono mai guardato indietro".

Qual è stato l'avversario più duro che hai affrontato nella tua carriera?
"Devo dire che se la giocano Dani Pedrosa e Jorge Lorenzo. Ho dovuto gareggiare contro entrambi in ogni categoria: 125cc, 250cc e MotoGP. Negli anni ho avuto la maggior parte delle battaglie con questi due ragazzi, ed erano decisamente difficili da battere".

Cosa ti ha spinto a lasciare la MotoGP mentre eri al vertice?
"Molte, molte ragioni. Ho sentito che lo sport stava andando in una direzione che non mi divertiva più. Ero lì per l’amore e la passione per lo sport, non per la fama o il denaro, quindi per me non aveva senso continuare a correre".

"Ho perso molta passione in alcuni momenti della mia carriera in cui ho dovuto lottare con alcuni problemi di salute. Durante quel periodo ho avuto modo di conoscere veramente delle persone e non mi è piaciuto quello che ho visto. Così ho deciso di allontanarmi e godermi la vita e la famiglia".

Ora che guardi la MotoGP da casa, c'è un pilota per cui fai il tifo?
"Ad essere onesti, non proprio. Conosco un bel po’ di piloti, ma parecchi no perché stavano arrivando dopo di me e ora sono in MotoGP. Le cose sono cambiate molto da quando ero lì, quindi cerco di sedermi e divertirmi come un fan".

Chi pensi possa battere Marc Marquez?
"Al momento credo che nessuno possa battere Marc. Ho detto a lungo che l’unica persona che può battere Marc è Marc stesso. Quest’anno, purtroppo, alla prima gara Marquez è stato battuto da sé stesso. Da quel momento abbiamo visto che senza Marc come leader il campionato è nel caos, i punti che ha il leader del campionato sono davvero incredibili. Hanno così pochi punti perché non c’è stata costanza da parte di nessun pilota sulla griglia, quindi è davvero il caos senza Marc. Sarà interessante vedere quando tornerà e tutto si normalizzerà un po’".

Valentino Rossi continuerà fino all'età di 42 anni, cosa ne pensi della sua scelta?
"Credo che dipenda completamente da Valentino, se si sta godendo ancora lo sport e ha ancora un po’ di velocità, allora è fantastico. È davvero difficile essere nella mente di qualcun altro. Per me, quando correvo contro Valentino, era un vincente, un killer, faceva di tutto per vincere le gare. Ora, invece, una top-5 o un podio sono come una vittoria per lui, e questo per me è triste. Lui faceva di tutto per vincere le gare e oggi sembra che sia in difficoltà a fare questo".

Jorge Lorenzo ha avuto molte difficoltà nel cambiare moto, mentre tu hai vinto il mondiale sia con Ducati che con Honda, qual è il tuo segreto?
"Fondamentalmente guido un po’ di più con la pancia piuttosto che con la testa. Molti piloti hanno bisogno di tanti giri per guadagnare confidenza. So come andare ad una certa velocità senza raggiungere il limite, ma andandoci molto vicino senza difficoltà, e quindi lavoro su me stesso per fare quell’ultimo step adattandomi alla moto o alle condizioni".

"Penso che questo sia ciò che mi ha reso un po’ migliore di tanti altri, soprattutto ad inizio Gran Premio e un po’ migliore degli altri ad adattarmi alla moto, penso che sia questo che alcuni piloti non riescono a fare".

Sei l'unico campione del mondo nella storia della Ducati. Cosa gli manca adesso per vincere di nuovo?
"Penso che sia molto simile a quando ero lì, ma sono cambiate le cose di base. Quando ero lì, purtroppo, non avevamo il budget che certamente hanno ora. Qualunque moto con la quale abbiamo cominciato il campionato è stata quella con la quale l’abbiamo anche terminato. Non c’erano aggiornamenti oltre all’elettronica per tutta la stagione. Era qualcosa di molto difficile per noi con cui convivere, perché gli altri Costruttori andavano avanti e noi dovevamo andare avanti con quello che avevamo. Questo a volte rendeva le cose difficili".

"Penso che ora ci siano alcune decisioni in alto in Ducati che devono cambiare, o aggiustarsi. Chiaramente un motore potente non ti fa vincere i campionati. Basta guardare la Yamaha che ha ottenuto tanti successi pur avendo una delle moto meno potenti, se non la meno potente sulla griglia. Soprattutto quest’anno hanno vinto più di chiunque altro".

"Ritengo che la Ducati abbia davvero bisogno di fare un passo indietro e dare un’occhiata ai fondamentali; ci sono molte più curve che rettilinei in un circuito, quindi puoi guadagnare molto di più nelle curve".

Puoi parlarci del tuo passaggio dalla Ducati alla Honda? Cosa è accaduto?
"Sono passato alla Honda perché nel 2009, quando ho scoperto di avere un’intolleranza al lattosio, ho attraversato un periodo difficile e non mi è piaciuto il modo in cui la Ducati ha gestito la situazione".

"Avevano offerto ad uno dei miei più grandi avversari quasi il doppio del mio stipendio per correre con loro mentre io ero via per un paio di settimane. Hanno detto tante cose negative su di me alla stampa, e non sono stati di supporto".

"Considerando che ero il loro unico campione del mondo e avevo vinto più gare di tutti gli altri i loro piloti messi insieme mi ha fatto molto male. Con Honda avrei sempre voluto guidare perché era il marchio per il quale aveva corso Mick Doohan, quel team ha sempre avuto una grande importanza per me. Nel 2011 è arrivata l’opportunità di andarci e l’ho colta al volo dopo tutto quello che era successo nel 2009".

È vero che Marquez non ti voleva come collaudatore della Honda? Ne vuoi parlare?
"Questo è qualcosa che alla gente non piacerà, non conosco la verità esatta sul motivo che ha spinto la Honda ad escludermi. Non so se credessero che stavo progettando di tornare e di essere di nuovo una minaccia per Marc, ma lui e il suo management/team mi hanno spinto fuori".

"Quello che so per certo è che l’attuale compagnia Honda non voleva che me ne andassi, ma io sentivo di non essere in grado di fare la differenza come collaudatore a causa di alcune cose all’interno del team Honda ufficiale. Respingevano le mie idee e il mio sviluppo. Per me è stato deludente perché io ero lì per aiutare Marc e penso che avrei potuto davvero aiutarlo molto. Qualcuno per qualche motivo non mi voleva più lì e lo ha reso molto chiaro".

Secondo te, che campionato MotoGP avremo in questo 2020?
"Dirò una cosa molto controversa su questo argomento, io non credo che questo dovrebbe essere definito un campionato iridato. Per essere un campionato del mondo devi viaggiare in tutto il mondo, e non solo in Europa".

"Questo è un campionato europeo molto ristretto, con più gare sullo stesso tracciato. Non penso affatto che sia un campionato del mondo, soprattutto quando si corre due volte su determinati circuiti adatti a determinate moto e Costruttori, permettendo così di ottenere due buoni risultati in due weekend consecutivi. Penso che sia sì un campionato di MotoGP, ma faccio fatica a definirlo campionato del mondo".

"Inoltre, come ho già detto all’inizio dell’intervista, dal momento che Marc Marquez non c’è, sembra che ci sia molto caos e i piloti stanno davvero facendo fatica ad essere costanti quest’anno. Anche quando sono andati sullo stesso circuito per 2 settimane di seguito, i piloti non sono stati in grado di mantenersi costanti e sinora è stata una stagione davvero molto strana da guardare".

Qual è il futuro di Casey Stoner?
"Non ne sono ancora sicuro, vedremo".

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Serie MotoGP
Piloti Casey Stoner
Autore Antonio Russo