Marc Marquez, un campione da preservare

Marc Marquez, un campione da preservare

Cresce la pressione sullo spagnolo per disputare a Valencia anche la gara in Moto2: ma per dimostrare che cosa?

Marc Marquez si schernisce. Non ne vorrebbe parlare, ma la pressione cresce. Al fenomeno della MotoGp non è concesso vivere da umano, da lui ci si aspettano sempre cose straordinarie. A Indianapolis ha centrato la decima vittoria di fila, eguagliando il record di Giacomo Agostini. Domenica prossima a Brno potrebbe allungare il suo rosario di successi e candidarsi al ruolo di chi le gare di una stagione le vince tutte: 18 su 18.

LA SUA FORZA NEL SORRISO
Il ragazzo di Cervera, con il suo sorriso sempre stampato in faccia, rende le cose più difficili terribilmente facili, naturali, per cui è comprensibile che ci sia chi voglia alzare la posta sempre di più, nel tentativo di scoprire dove si trova il punto di... rottura di questo schiacciasassi del Motomondiale.

LA SFIDA DEL GIORNALISTA INGLESE
Un giornalista inglese nei test di Brno gli aveva proposto di emulare proprio Mino Agostini: perché non correre anche in Moto2 nell'ultima gara di Valencia, per inseguire il mito del campione italiano, capace ai suoi tempi di dominare nelle due classi? Una provocazione che, invece, sotto la spinta mediatica sta prendendo forma, anche se lo spagnolo ne farebbe sicuramente a meno.

AGOSTINI LO PUNZECCHIA
"Marquez può vincere tutte le 18 gare - ha detto alla Gazzetta dello Sport - , perchè batterlo è dura, ma non impossibile. E se fossi al suo posto accetterei la sfida di correre in Moto2. Anzi lo farei subito, perchè alla fine siamo tutti orgogliosi e sarebbe un qualcosa in più di tutti gli altri. Quelli della generazione di Valentino e di Marc una cosa così non l'hanno mai fatta, ma io l'ho fatta, come Hailwood e Spencer. Complicazioni non ne vedo: in Sbk fanno due gare a distanza di poche ore...".

DOPPIA SFIDA SE NON VINCE TUTTE LE GARE?
Il 72enne Agostini, quindici volte campione del mondo, alza l'asticella, mentre l'aspettativa di tutti è quella di vedere Marc Marquez sulla Moto2 a Valencia nell'ultima gara della stagione, magari se dovesse bucare il "pieno" di successi. Un modo come un altro per aggiungere pressione ad un ragazzo che sembra avere una capacità di concentrazione inscalfibile.

E' GIUSTO ALZARE LA POSTA A MARC?
Ma è giusto chiedere a Marc un ulteriore sforzo? Quando correva Agostini i campionati avevano calendari con molte meno gare, partendo da otto appuntamenti della 500 nel 1968 per arrivare a tredici nel 1977, mentre oggi la stagione si è allungata su diciotto eventi, con catene di tre gare in tre settimane.

SARA' GIA' CAMPIONE AD ARAGON
La Dorna dovrebbe avere cura di "proteggere" il suo gioiellino: finora lo spagnolo ha vinto solo un mondiale nella classe regina (ad Aragon potrebbe già bissare il secondo) e ha ancora molti "panini da mangiare" prima di arrivare alle statistiche dei campionissimi, ma è indubbio che la sua progressione è semplicemente impressionante, roba da far impallidire qualsiasi rider che lo ha preceduto.

INVENTA SORPASSI STRAORDINARI
Vederlo gareggiare è un piacere, perché ad ogni gara promette un sorpasso dove meno te lo aspetti: domenica ha infilato la coppia Yamaha, Valentino Rossi e Jorge Lorenzo, in un colpo solo, dopo aver fatto l'uno due anche con lo stesso Dottore e Andrea Dovizioso nella bagarre delle prime battute.

GLI ASCOLTI TV NON CALANO PER COLPA DEL SUO DOMINIO
Vince e stravince. Per questo c'è già chi lo addita di essere una delle cause prime del calo degli ascolti televisivi. Un falso clamoroso, perchè quando era Valentino Rossi a dettare legge anche l'ormai famosa casalinga di Voghera voleva sapere se il campione di Tavullia avrebbe aggiunto un altro successo alla collana di perle iridate.

COSTRETTO A VINCERE. SEMPRE
Marc è "costretto" a vincere tutte le gare del 2014 e se non ci riuscirà si parlerà di lui come di una... delusione anche se avrà già vinto un altro titolo mondiale. Il rischio, infatti, è proprio quello di costruire troppa pressione intorno al più forte per cuocerlo prima del previsto. Il Motomondiale se lo può permettere? I fuoriclasse non nascono tutti i giorni e, come i grandi calciatori, andrebbero salvaguardati dai difensori che tirano solo calcioni.

A BRNO CONTRO LA SUPERSTIZIONE
Ma nell'era del tutto e subito le aspettative sono sempre massime: Marquez, finora, ha rivelato una capacità straordinaria nel saper gestire la pressione. Anzi è uno di quelli che riesce a scaricarla addosso agli avversari che non riescono a batterlo. Fino a dove si può spingere? Nel suo palmares ci sono già sedici vittorie e sedici pole position in MotoGp: a Brno attaccherà la numero 17. Se è un po' superstizioso si toccherà i cosiddetti, ma Marc non sembra lasciarsi scalfire da questi comportamenti.

I RISCHI DELLA SFIDA DI VALENCIA
Anzi è un "marziano" che continua a migliorare e non ha ancora completato la fase di apprendimento: insomma, la sua è una curva che resta in crescita e sarebbe bello che lo si lasciasse andare per la sua strada senza tirarlo troppo per la giacchetta. E' dal 1985 che nessuno si cimenta in due classi: dopo Freddie Spencer che vinse il mondiale 500 e 250 non ci ha riprovato nessuno. Dalla doppia gara di Valencia ha poco da guadagnare e molto da perdere. Specie se la sfida non parte da lui, ma gli viene imposta...

 

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Campionati MotoGP
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