Dovizioso: "Marquez è il favorito, ma noi siamo vicini"

Il pilota della Ducati testimonial di "TIM Guarda Avanti" all'istituto Primo Levi di Parma

Dovizioso:

Ha firmato decine di autografi senza fiatare. Anzi era sorridente nel constatare che i ragazzi quest’anno alla Ducati ci credono. Nell’aula magna dell’IPSIA Primo Levi di Parma Andrea Dovizioso è stato incalzato dagli studenti dell’Istituto Tecnico ai quali si sono aggiunti poi gli studenti del liceo Bertolucci: il pilota forlivese è stato la star di “TIM Guarda Avanti”, l’interessante iniziativa itinerante promossa in 20 città da TIM e Ducati sull’uso consapevole dello smartphone mentre si è in sella ad una moto o alla guida di una vettura.

I ragazzi hanno avuto l’opportunità di scoprire grazie a visori immersivi di provare “virtualmente” a 360° i rischi di una distrazione da smartphone su una moto da corsa lanciata a tutta velocità in un circuito. Per misurare l’effettiva capacità di concentrazione dei ragazzi sono stati impiegati dei totem dotati di eye-tracking, una tecnologia capace di monitorare il movimento degli occhi posti di fronte ad una strada in scorrimento.

La campagna di TIM non è contrassegnata da una comunicazione intimidatoria, fatta di morti e feriti, ma lancia solo messaggi propositivi e motivazionali. Importante, quindi, il ruolo del testimonial.

Andrea Dovizioso è stato “intervistato” dagli studenti, molto appassionati e curiosi e poi dai giornalisti presenti.

“Negli ultimi due anni, con l’arrivo di Marc Marquez la MotoGP è diventata dura per tutti: lo spagnolo va forte, è molto giovane e dispone di una moto molto competitiva. È molto spavaldo, ma è molto talentuoso in tutto quello che fa con una due ruote: Marc ha qualcosina di più degli altri, ma credo anche che in questo momento il livello dei piloti top in MotoGP sia elevatissimo: Valentino, Pedrosa, Lorenzo oltre a Marquez sono campioni di un livello che in passato non ci sono mai stati nello stesso momento e, quindi, riuscire a combattere contro di loro non sarà affatto facile”.

La Ducati però è stata la più veloce nei test in Qatar: vi mette una maggiore pressione essere stati davanti a tutti?
“Dobbiamo stare con i piedi molto per terra. I tempi che abbiamo fatto in Qatar non vogliono dire che ci andiamo a giocare tutte le gare del mondiale. Non è questa la reale situazione della Ducati. La verità è che siamo particolarmente veloci in Qatar, e devo ammettere che siamo rimasti sorpresi noi stessi della nostra competitività a Losail, ma conosciamo bene i nostri avversari che saranno particolarmente forti in gara. Tutti si stanno lamentando un po’, ma poi in corsa verranno fuori e saranno lì pronti a lottare”.

La Desmosedici si adatta bene a Losail, ma anche a Sepang la GP15 è parsa molto competitiva…
“Quella del Qatar è sempre stata una pista buona per noi, ma alla resa dei conti non sono mai emersi dei risultati ottimi. La velocità che abbiamo registrato nei test è reale, non è come ci capitava l’anno scorso di fare dei tempi a fine test o in qualifica, ma poi non avevamo il passo di gara per stare con i migliori. A Losail eravamo a posto nell’arco dell’intera giornata per cui sono molto contento e fiducioso. E’ incredibile cosa siamo riusciti a fare in poco tempo e quindi mi sento sereno anche se ci sono ancora aspetti in cui non mi sento al 100%”.

Cosa ti manca ancora?
“Mah, siamo andati via dalla Malesia con la frenata non a posto e in Qatar non abbiamo risolto del tutto il problema, perché Losail non è una pista dalla conformazione che ti richiede una particolare stabilità in staccata. È facile portare al limite la frenata di una moto, ma noi non ci fermiamo come gli avversari per cui dobbiamo migliorare la stabilità in frenata e altri piccoli dettagli. Per la prima volta stiamo lavorando solo sui dettagli: una cosa che non ci era mai successa in passato. Se li risolviamo possiamo vincere delle gare…”.

Sulla Ducati sono comparse due ali attaccate alla carena…
“Non me le aspettavo nemmeno io, perché non mi avevano detto niente che ci sarebbe state a Losail. Ne abbiamo provata solo una, ma dai dati è emerso che impenniamo di meno per cui possiamo usare più potenza. Avremmo avuto bisogno dell’ultimo giorno di test per fare la contro prova per decidere se usarla o no, ma non l’abbiamo fatta. Posso dire che il miglior tempo e il passo più veloce lo abbiamo raggiunto in quella configurazione per cui posso dire che tanto male non va…”.

Nasce della rivalità con l’altro Andrea della Ducati ora che si respira aria di vittoria?
“La rivalità c’è già da più di un anno. Lui in realtà è in Ducati da tre anni e l’anno scorso aveva la mia stessa situazione: la sua moto era ufficiale come la mia e non aveva niente di diverso. So benissimo che Iannone è forte e so che ci sarà una bella sfida anche in casa”.

In che ordine metti i quattro grandi piloti della MotoGP e dove conti di inserirti tu?
“E’ ancora un po’ presto per capire qual è la nostra situazione, ma Marc Marquez lo vedo un gradino sopra a tutti, poi metto Valentino, Pedrosa e Lorenzo sullo stesso piano. Le risultanze dei test mi dicono che sono più o meno come li avevo visti alla fine della scorsa stagione. E noi siamo lì in scia ai tre, pronti a inserirci. La mia analisi è proiettata al campionato, non alla gara di apertura. E nel corso della stagione tante cose possono cambiare…”.

A cosa è dovuto tutto questo ottimismo?
“E’ semplice, al fatto che dall’inizio dell’era Dall’Igna abbiamo continuato a crescere: abbiamo sempre migliorato dal primo giorno ad oggi”.

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Campionati MotoGP
Piloti Andrea Dovizioso
Articolo di tipo Ultime notizie