Burgess: "Yamaha ci ha gettato un'ancora di salvezza"

La sensazione però è che il tecnico australiano avrebbe preferito cercare il riscatto in Ducati

Burgess:
Per lui sta per cominciare la seconda avventura in Yamaha accanto all'amico Valentino Rossi, ma a distanza di pochi giorni dalla fine di un 2012 disastroso, Jeremy Burgess è tornato a parlare dei due anni vissuti in Ducati. In un'intervista concessa a MotorCycleNews, il tecnico australiano ha spiegato di sentirsi piuttosto rammaricato per non essere riuscito a raggiungere gli obiettivi fissati all'inizio di questo ciclo. "Avremmo potuto fare meglio di quanto abbiamo fatto e questo è un qualcosa che mi poterà nella tomba perchè in due anni non siamo riusciti a raggiungere i nostri obiettivi. Non abbiamo vinto una gara, non abbiamo vinto un campionato e non siamo stati in grado di garantire la permanenza di Valentino in Ducati per il futuro: Questi erano gli obiettivi primari. Abbiamo ottenuto alcuni podi, ma tre in 35 gare non sono certamente quello che avremmo sperato" ha detto Burgess. Jeremy però ci ha anche tenuto a sottolineare ancora una volta che, pur capendo le motivazioni di Valentino, se la scelta in vista del 2013 fosse toccata a lui, probabilmente avrebbe optato per rimanere un altro anno a Borgo Panigale per provare ad andare a caccia del riscatto, approfittando anche dell'arrivo dell'Audi. "Credo che con l'arrivo dell'Audi che ci sarà una nuova messa a fuoco su quelli che sono stati gli obietti raggiunti e su quelli ancora da conseguire. La cosa più deludente però è non poter vedere Valentino su quella moto per un altro anno, anche se capisco il suo punto di vista di voler tornare ad essere competitivo. Però mi sarebbe piaciuto provare a raggiungere gli obiettivi che abbiamo mancato, con la pressione che questa volta sarebbe stata tutta sulla Ducati". Il ritorno nella squadra ufficiale della Casa giapponese comunque non deve essere presa come un'ammissione di fallimento secondo lui: "Non credo che il nostro ritorno in Yamaha sia imbarazzante, ma a Valentino è stata tirata un'ancora di salvezza e ci siamo aggrappati alla corda anche noi". Di contro, Burgess è molto dispiaciuto per quei ragazzi che hanno perso il posto per fare spazio a lui e alla sua squadra: "Il capomeccanico di Ben Spies è andato via insieme a lui, ma ci sono anche diversi bravi meccanici che sono stati messi da parte. Anche loro hanno famiglie e mutui da pagare e ora sono alla ricerca di un lavoro. Questo è un aspetto che non mi fa stare bene. La realtà comunque è che in MotoGp oggi non c'è abbastanza lavoro e questa cosa non mi piace".

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