Mir: "Nessuno si aspetta grandi cose da un rookie, devo dimostrargli che hanno torto!"

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03 feb 2019, 13:28

Joan Mir è pronto ad affrontare la sua prima stagione in MotoGP con l'intenzione di dimostrare che quelli che pensano che i debuttanti non possono lottare al top per mancanza d'esperienza si sbagliano.

Joan Mir, Team Suzuki MotoGP
Alex Rins, Team Suzuki MotoGP, Joan Mir, Team Suzuki MotoGP
Joan Mir, Team Suzuki MotoGP
Alex Rins, Team Suzuki MotoGP, Joan Mir, Team Suzuki MotoGP
Joan Mir, Team Suzuki MotoGP
Joan Mir, Team Suzuki MotoGP

Dopo i suoi primi due test come pilota Suzuki in MotoGP, a cui ha preso parte lo scorso novembre, il pilota maiorchino tornerà sulla GSX-RR mercoledì, nel primo giorno dei test collettivi del 2019, a Sepang.

Mir, che con i suoi 21 anni sarà il secondo pilota più giovane sulla griglia dopo Fabio Quartararo, debutterà nella classe regina con l'intenzione di convalidare la tesi che ha sempre difeso, secondo cui un pilota non deve per forza essere campione del mondo della Moto2 prima di fare il salto il MotoGP.

"L'obiettivo è imparare e migliorare di gara in gara. Voglio arrivare ad un buon livello in Qatar (prima gara), adattarmi alla categoria ed alla moto, e da lì in avanti cercare di crescere, riducendo sempre di più il distacco dai piloti di vertice" ha detto Mir in un video in cui è stata presentata la nuova GSX-RR.

Per l'ex campione del mondo della Moto3, che nel 2018 ha ottenuto quattro podi all'esordio in Moto2, la pressione di iniziare la sua carriera in MotoGP in un team ufficiale non è un peso, quanto un qualcosa che dovrebbe permetter di offrire il meglio di sé.

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"La teoria secondo cui i rookie non hanno alcuna pressione non è necessariamente vera. C'è sempre la pressione, c'è sempre qualcosa che ti rende nervoso, ma è anche vero che non tutte le pressioni sono cattive: c'è una parte che ti aiuta a migliorare giorno dopo giorno. C'è qualcosa nello stomaco che ti spinge a migliorare te stesso" ha spiegato lo spagnolo.

Poi ha aggiunto: "Ma sì, diciamo che il fatto di essere un debuttante ti tiene un po' a riparo, perché nessuno si aspetta grandi cose da un pilota senza esperienza. E' lì che devo dimostrargli che hanno torto".

Il #36 ha passato l'inverno a prepararsi fisicamente per questa nuova sfida e lo ha fatto soprattutto sulla neve.

"Ho messo su un chilo di muscoli, ma ho ancora bisogno di trovarne un altro, anche se lo sto facendo un passo alla volta. Ho passato la maggior parte dell'inverno a sciare" ha detto Mir, consapevole dell'importanza della componente fisica nella nuova categoria.

"Essere un debuttante non mi spaventa, ma ovviamente penso molto a come mi adatterò alla moto. In ogni categoria, ciò che fa la differenza è la velocità con cui ti adatti, sia alla moto che alle gomme. Devo analizzare come guidano gli altri per cercare di avvicinarmi a loro" ha concluso il pilota maiorchino.

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