Michelin, Taramasso: "In Thailandia non ci aspettavamo temperature così estreme"

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Michelin, Taramasso:
Matteo Nugnes
Di: Matteo Nugnes
17 ott 2018, 15:36

Il responsabile dell'azienda francese ha spiegato che le gomme erano state pensate per temperature più basse e per questo è stata "caldeggiata" la dura al posteriore. Per Motegi invece è convinto che le scelte fatte saranno adatte a qualsiasi genere di condizione.

Pneumatici Michelin usati
Membri del team Michelin al lavoro
Pneumatici Michelin usati
Un dipendente Michelin al lavoro
Motorhome Michelin
Pneumatici Michelin
Un dipendente Michelin al lavoro
Piero Taramasso, Manager Two-Wheel Michelin Motorsport
Camion Michelin
Gomme Michelin
Michelin tyre
Michelin tyres

Inizia un periodo della stagione davvero intenso per la MotoGP. Il GP del Giappone di questo fine settimana apre una tripletta di tre gare in tre settimane lontane dell'Europa, che quindi impone alle squadre, ma non solo, di rimanere lontane da casa per quasi un mese. Un trittico che impone un grande lavoro anche alla Michelin, che deve farsi trovare pronta anche per condizioni ambientali spesso molto particolari rispetto a quelle dell'Europa.

Per esempio, lo scorso anno il weekend di Motegi fu caratterizzato da tre giorni di pioggia, mentre per questo fine settimana il rischio è che la temperatura sia piuttosto bassa. L'azienda francese comunque pensa di essere pronta per ogni evenienza, come ha spiegato a Motorsport.com il responsabile Piero Taramasso, che poi ha anche tracciato un bilancio della gara scorsa in Thailandia.

Motegi è una pista con lunghi rettilinei e staccate importanti. Possiamo immaginare che serva soprattutto una gomma anteriore robusta...
"Sì, è un circuito che sollecita parecchio gli pneumatici anteriori, soprattutto con le staccate più violente in discesa. Proponiamo la soft, la media e la hard con la stessa allocazione che avevamo in Thailandia, che comunque avevamo già provato con i team giapponesi durante i loro test privati e quindi sappiamo che funzionano bene. Le previsioni parlano di temperature piuttosto basse, quindi penso che le scelte dei piloti possano andare in direzione della soft o della media piuttosto che della hard. Per il posteriore invece riproponiamo le stesse mescole dell'anno scorso, che però non abbiamo potuto provare, visto che abbiamo avuto tre giorni sempre sul bagnato. Rispetto a quelle che avevamo portato nel 2016 sono un pochino più morbide. Le rain le abbiamo utilizzate parecchio lo scorso anno, quindi abbiamo tanti dati: abbiamo solo cambiato un'anteriore, portando la soft invece che l'extra-soft. Ma per il resto non abbiamo grosse novità, anche se Motegi rimane un tracciato che può sempre riservare delle sorprese, perché si possono trovare sia temperature basse che alte, ma credo che noi siamo pronti per ogni condizione".

In Giappone c'è spesso anche l'incognita della pioggia...
"Io spero che possiamo fare un weekend tutto sull'asciutto, anche se c'è una piccola possibilità che non sia così. Per venerdì e sabato parlano di una probabilità di pioggia del 20-25%. Motegi poi è un circuito che di solito ci mette abbastanza ad asciugarsi. Comunque dal punto di vista delle gomme noi siamo tranquilli anche se dovesse esserci bagnato o umido, anche perché la pista offre un buon grip pure in quelle condizioni".

In Thailandia avete introdotto delle gomme realizzate appositamente per il tracciato di Buriram in base ai risultati dei test invernali. Siete soddisfatti di come è andato il weekend di gara?
"In Thailandia siamo stati sorpresi dalle temperature estreme che abbiamo trovato. Il giorno della gara sull'asfalto c'erano 58 gradi, mentre nei test di febbraio ne avevamo avuti al massimo 48. Ci avevano messo in guardia, dicendoci che ad ottobre saremmo stati nel mezzo della stagione delle piogge e che ci poteva essere più fresco, quindi avevamo lavorato seguendo anche queste indicazioni e le tre gomme che abbiamo portato non erano pensate per queste temperature estreme. Il risultato finale è stato positivo, se pensiamo che era solo il primo Gran Premio in Thailandia. Le gomme anteriori sono andate benissimo, potevano essere tutte e tre scelte valide per la gara: credo che Lorenzo, per esempio, avrebbe utilizzato la morbida se avesse preso parte alla corsa. Al posteriore, in effetti, la soft e la media avevano delle difficoltà a completare la gara senza un calo prestazionale importante. Per quello abbiamo indirizzato tutti i team a montare la dura (solo Aleix Espargaro ha montato la morbida, ndr), anche perché la pista offriva meno grip rispetto ai test, quindi c'era anche più spinning ad aumentare il consumo della gomma. Questo crea quasi un effetto raspa sul battistrada e lo consuma. Alla fine comunque la gara è stata spettacolare, molto bella negli ultimi 5 o 6 giri, con una grande battaglia. In ogni caso l'anno prossimo avremo più dati a disposizione e potremo portare delle soluzioni più adatte anche a questo tipo di temperature".

Dopo la gara, parlando tra di loro, Marquez e Dovizioso dicevano di aver avuto delle difficoltà anche con la gestione dell'anteriore quando seguivano da vicino la moto che li precedeva...
"Non è una novità. Questa cosa accade quando ci sono temperature dell'asfalto molto elevate, come era stato a Misano e come è stato anche a Buriram. Quando ci sono queste condizioni e segui un'altra moto da vicino, la gomma anteriore prende meno aria e non riesce a raffreddarsi a dovere. In questo modo sale anche la pressione e quando passi certi valori perdi feeling e grip, proprio perché la gomma si surriscalda. Comunque è un fenomeno tipico delle gare in cui fa molto caldo".

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Serie MotoGP
Evento GP del Giappone
Autore Matteo Nugnes
Tipo di articolo Intervista