Michelin: nessun problema di qualità sulle posteriori in Stiria

L'azienda francese ha concluso le indagini sulle gomme di Pecco Bagnaia e Luca Marini, concludendo che il problema è che non erano nel giusto range di temperatura. Resta ancora qualche dubbio legato a Marc Marquez, perché per ora non sono state trovate anomalie.

Michelin: nessun problema di qualità sulle posteriori in Stiria

Dopo il Gran Premio di Stiria di MotoGP si era parlato parecchio delle gomme Michelin, in seguito a diversi casi che avevano fatto discutere. Da una parte c'era il caso dell'anteriore dura di Miguel Oliveira, che aveva subito un distaccamento di parte del battistrada. Dall'altro quello di Pecco Bagnaia, Luca Marini e Marc Marquez, che si erano lamentati di non aver ritrovato lo stesso grip al posteriore alla ripartenza dopo la bandiera rossa, nonostante avessero confermato la stessa mescola.

Per il problema legato al pilota della KTM, l'azienda francese ha optato per la prudenza, andando a modificare la specifica della gomma dura anteriore per il Gran Premio d'Austria, che si corre nuovamente al Red Bull Ring questo fine settimana, introducendone una molto "collaudata" in attesa di completare le indagini del caso.

Nel frattempo però la Michelin ha terminato anche le sue analisi sulle gomme posteriori ed è giunta alla conclusione che non si trattava di pneumatici fallati, ma che una serie di fattori ha impedito ai piloti di sfruttarle a dovere, come ha spiegato il responsabile Piero Taramasso a Motorsport.com.

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"Abbiamo analizzato le gomme ed i dati a nostra disposizione e posso dichiarare che non c'è stato alcun problema di qualità. Il guaio è stato che i piloti non sono riusciti a mettere in temperatura la gomma posteriore, che quindi non lavorava nel range ideale per dare una buona performance", ha detto Taramasso, riguardo ai casi di Bagnaia e Marini, poi ha argomentato la sua conclusione.

"Le ragioni sono semplici: le condizioni della pista erano molto fredde - 20, 21 gradi - con temperature che non avevamo mai avuto nel weekend scorso, quindi i riferimenti erano un po' diversi. Inoltre, in Austria utilizziamo una costruzione differente da quella standard, che serve proprio a tenere più basse le temperature. Inoltre c'è stata la procedura di quick restart, durante la quale le gomme stanno più a lungo fuori dalle termocoperte e quindi perdono temperatura e pressione".

"Se i piloti hanno avuto quel feeling è stato perché la gomma non si è scaldata a dovere e non sono riusciti a rimetterla in temperatura. Su queste cose bisogna lavorare d'anticipo tra i tecnici della Michelin e delle squadre, mettendo insieme tutti i dati per scegliere i valori di partenza corretti. Per me è chiaro che c'è stato uno sbaglio, ma anche da parte nostra, perché quando si sbaglia lo si fa insieme, come quando si vince".

"Sono stati un po' traditi da tutti questi fattori, mentre mi sento di fare i complimenti a Daniele Romagnoli, Frankie Carchedi e Diego Gubellini che sono riusciti a mettere i loro piloti nelle condizioni ideali nonostante ci fossero tanti fattori da anticipare".

Il caso però non è ancora archiviato del tutto, perché resta da chiarire quello che è successo sulla Honda di Marc Marquez, perché al momento entrambe le parti non hanno ancora trovato invece una spiegazione.

"Nel caso di Marc stiamo continuando ad osservare i dati ancora più in profondità, perché sembra che tutti i parametri sia delle gomme che della moto erano abbastanza corretti e dai dati non abbiamo visto niente di anomalo sia noi che la squadra. Quindi proveremo ad andare più a fondo alla questione".

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