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Marquez e l'errore di valutazione che ha allungato l'assenza

Al di la del fatto se Marc Marquez decida di operarsi per la terza volta per provare a risolvere l’infortunio al braccio destro, il suo tentativo di tornare a Jerez a quattro giorni dall’intervento passerà alla storia come uno dei più grandi errori di valutazione del mondiale MotoGP.

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Marquez e l'errore di valutazione che ha allungato l'assenza

Il mistero che ruota attorno la reale condizione fisica di Marc Marquez è incredibile. Né Honda, né il suo manager Emilio Alzamora, né suo fratello Alex, né i medici che sono intervenuti hanno dato indizi sulla condizione dell’omero destro dello spagnolo. Tuttavia, l’interpretazione che si può dare in base ai segnali che si ricevono non rende ottimisti, anzi. Lo spagnolo ha perso tutta la stagione ed ancora non è chiaro quando tornerà ed in che condizioni tornerà a correre.

Mundo Deportivo aveva anticipato più di un mese fa che il pilota di Cervera valutava la possibilità di sottoporsi ad un nuovo intervento chirurgico perché il processo di riabilitazione che seguiva non stava dando i risultati sperati. Secondo quanto si apprende dalle parole che Alberto Puig, team manager HRC, ha espresso la scorsa settimana a Portimao, Marquez deciderà nei prossimi giorni se effettuare l’operazione, che sarebbe la terza. “Nei prossimi giorni farà un controllo”, aveva detto Puig.

Indipendentemente da ciò che farà il pluricampione del mondo, ciò che risulta chiaro dalla sua assenza è il tremendo errore di valutazione commesso dopo il primo intervento. La fretta di forzare il rientro in pista a soli quattro giorni dall’operazione ha finito per costargli tutta la stagione. Questo sarà il migliore degli scenari, dal momento in cui un eventuale terzo intervento costringerebbe Marquez a saltare l’inizio della prossima stagione, sempre che tutto vada bene.

Stando così le cose, acquista un senso l’annuncio di Andrea Dovizioso di prendersi un anno sabbatico nel 2021. Il forlivese non ha voluto accettare nessuna delle offerte ricevute come collaudatore, né in Yamaha né in KTM. Ha lasciato così aperta la porta a Honda, che potrebbe chiamarlo come sostituto nel momento in cui il rientro di Marquez dovesse tardare ancora. Nonostante il buon lavoro di Stefan Bradl, che ha disputato la stagione in crescendo ottenendo all’ultima gara in Portogallo il settimo posto che è stato il suo miglior risultato stagionale, la casa alata non può dipendere dal nuovo arrivato Pol Espargaro e dal tedesco per affrontare il 2021 e lottare per il titolo con determinate garanzie, dal momento in cui per Honda è un obbligo essere davanti.

Sono passati quasi cinque mesi dalla prima operazione di Marquez e quattro e mezzo dalla seconda, effettuata per fissare la placca che si era spostata. Lo stato reale del suo omero destro è una vera incognita ed il totale mutismo dei medici che hanno seguito il suo caso ha portato altri esperti ad esprimere la propria opinione, la maggior parte senza aver avuto accesso al paziente.

Mettendo da parte i dettagli che fino ad ora non sono venuti fuori, l’otto volte campione del mondo ha cambiato strategia e si è messo nelle mani della Clinica Mayo, con sede negli Stati Uniti. Il suo protocollo pensa di sfruttare le opzioni che il proprio corpo offre a livello biologico per accelerare il processo di consolidazione dell’omero, molto deteriorato dall’erosione a cui si è sottomesso. Se questo non dovesse funzionare, si dovrà ricorrere un’altra volta al bisturi, con il pericolo che comporta. A Marquez verrà inserito un frammento del suo bacino – area ad alta concentrazione di globuli rossi – in un intervento che comporta determinati rischi: il primo è rappresentato dallo stato in cui versa l’omero, il secondo per la possibilità di danneggiare il nervo radiale, che per ora è rimasto indenne alle due operazioni. Tutto ciò, senza considerare il tempo di recupero, che potrebbe arrivare anche a sei mesi.

 

La placca del primo intervento si è rotta per uno sforzo eccessivo da parte di Marquez, che si era operato il martedì ed era salito in moto il sabato, giorno in cui ha capito che qualcosa non andava. Secondo alcuni esperti che hanno visto le radiografie pubblicate dal pilota stesso, non ha aiutato nemmeno la rigidità data dalle dodici viti. Qui acquistano peso le parole di Alzamora: “Se ci sono problemi è perché le cose non sono state fatte bene dall’inizio”.

Il video di Marquez mentre faceva le flessioni, ancora nella stanza dell’ospedale, e quelle del venerdì a Jerez, nell’esame medico che gli doveva dare il via libera per scendere in pista sono state la prova di una diagnosi sbagliata che può essere considerata storica e le cui conseguenze ancora non si conoscono.

Chiaramente, il primo responsabile della decisione di provare a disputare il Gran Premio di Andalusia è stato il pilota stesso, anche se ha deciso di provarci perché comunque i medici non glielo hanno proibito. In quella riunione in cui erano presenti le persone chiave del suo staff più stretto ci sono state delle discrepanze. Alcuni, come Alzamora, gli avevano consigliato di lasciar riposare l’area infortunata affinché l’osso potesse generare il famoso callo. Altri invece gli avevano dato la speranza di tornare a correre immediatamente. Questi ultimi non hanno considerato i rischi che quel gesto di eroismo poteva comportare e che, sfortunatamente, è diventato un disastro di proporzioni ancora sconosciute. Un episodio che dovrebbe portare con sé correzioni nella valutazione degli infortuni e le conseguenze delle possibili ricadute.

10. Andrea Iannone

10. Andrea Iannone
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Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

3 veces

3 veces
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Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Cuando todavía corrían en Moto2, Iannone fue derrotado en tres ocasiones por Marc Márquez

10. Álex Rins

10. Álex Rins
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Foto di: Suzuki MotoGP

3 veces

3 veces
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Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Rins suma 2 victorias en MotoGP, pero podrían ser 5 de no haber estado Márquez.

8. Stefan Bradl

8. Stefan Bradl
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Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

4 veces

4 veces
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Foto di: Yamaha MotoGP

El alemán solo tiene un podio en MotoGP, un segundo puesto en Laguna Seca que habría sido una victoria de no estar Márquez. En Moto2 también le ganó en 3 ocasiones.

8. Cal Crutchlow

8. Cal Crutchlow
7/22

Foto di: Repsol Media

4 veces

4 veces
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Foto di: Repsol Media

Si es difícil ganar a Márquez, más aún con la misma moto. Que se lo digan a Crutchlow...

6. Nico Terol

6. Nico Terol
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Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

5 veces

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Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Nico Terol fue uno de los principales rivales de Márquez en 125cc y en 5 ocasiones quedó segundo tras él.

6. Fabio Quartararo

6. Fabio Quartararo
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Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

5 veces

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Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

En un 2019 increíble, solo Márquez ha evitado que Quartararo consiguiera su primera victoria en MotoGP, en 5 grandes premios.

3. Pol Espargaró

3. Pol Espargaró
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Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

8 veces

8 veces
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Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Polyccio y Marc se vieron las caras muchas veces en 125cc y Moto2 y casi siempre el duelo fue del lado del ilerdense.

3. Andrea Dovizioso

3. Andrea Dovizioso
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Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

8 veces

8 veces
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Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

En los mano a mano, Dovizioso le tiene tomada la medida a Márquez, aunque el italiano ha sido segundo más veces por detrás del español.

3. Jorge Lorenzo

3. Jorge Lorenzo
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Foto di: Bridgestone Corporation

8 veces

8 veces
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Hasta 8 veces ha tenido que escuchar el himno español Lorenzo en honor a Márquez siendo él segundo.

2. Dani Pedrosa

2. Dani Pedrosa
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Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

9 veces

9 veces
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Foto di: Repsol Media

El compañero más longevo de Márquez fue derrotado hasta en 9 carreras.

1. Valentino Rossi

1. Valentino Rossi
21/22

Foto di: Repsol Media

11 veces

11 veces
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Foto di: Repsol Media

Si no fuera por Márquez, Rossi tendría 11 victorias más. Sorprendente que haya sido segundo tantas veces por detrás del #93.
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Piloti Marc Márquez Alentà
Autore Oriol Puigdemont