Marquez: "A Jerez senza obiettivi. So che il problema sono io"

Il campione della Honda sa di non essere in ottime condizioni fisiche e non si pone obiettivi per il Gran Premio di Spagna, che si terrà sulla pista dove nel luglio 2020 è stato autore di un terribile incidente che lo ha tenuto lontano dalla pista per quasi un anno.

Marquez: "A Jerez senza obiettivi. So che il problema sono io"

Nessun obiettivo. O meglio, solo uno e non sportivo: quello di sentirsi sempre meglio in sella alla RC213V per tornare il fenomeno che è stato sino al brutto incidente dello scorso luglio, quello che gli ha fatto perdere per intero una stagione di MotoGP da campione del mondo in carica.

Marc Marquez arriva sul luogo del delitto, Jerez de la Frontera, dove l'anno scorso ha dovuto abbandonare ogni velleità di titolo iridato. E ci arriva in un modo differente dal solito, ovvero non da favorito.

"Quello di Jerez sarà un fine settimana speciale sotto tutti i punti di vista. Qui, però, sento che tutto è più tranquillo, e questo è importante. Mi sembra un fine settimana normale, non avverto grosse differenze riguardo le mie condizioni fisiche e questo è importante".

"Spero di guidare meglio sin dalle Libere 1. Il mio obiettivo è cercare di essere più stabile con le mie condizioni fisiche per tutto il fine settimana su una pista che conosco bene, su una pista in cui ho buoni ricordi, ma anche molto brutti".

"Fortunatamente ho più ricordi belli rispetto a quelli brutti e questo sarà importante. Non ho un vero e proprio obiettivo per questo fine settimana. Devo solo guidare la moto, fare chilometri e cercare di sentirmi meglio sulla moto come posizione".

"Sappiamo bene quale sia il nostro limite attuale. Non è la moto, non sono le gomme. Sono io. Sappiamo dov'è il limite, sappiamo dove dobbiamo migliorare ma c'è bisogno di tempo, di giorni e di fare chilometri sulla moto".

Dopo la prima gara fatta nel 2021, quella a Portimao, Marquez ha dovuto ascoltare il suo corpo e cercare di prepararsi per l'Angel Nieto di Jerez de la Frontera.

"Da Portimao sono riuscito ad allenarmi solo in palestra, ho fatto un po' di bicicletta. Ma me la sono sempre presa comoda perché il mio corpo mi stava chiedendo un po' di relax dopo la gara di Portimao, perché un conto è l'osso, il braccio e i muscoli, un altro sono gli antibiotici che prendo ancora e mi serve tempo per recuperare".

"E' vero, è difficile sentirsi così a 28 anni, ma so che presto smetterò di prendere antibiotici e tutto sarà più facile. Alla fine sono rimasto a casa e mi sono rilassato", ha concluso il catalano della Honda.

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