Lorenzo, che flop: è tra i peggiori al primo anno in Ducati

I numeri parlano chiaro: sono ben in sei i piloti che hanno fatto meglio di lui alla prima esperienza in sella alla Desmosedici e peggio hanno fatto solo colleghi arrivati a Borgo Panigale da seconda guida e non da superstar.

E' innegabile che Jorge Lorenzo sia una delle grandi delusioni di questa prima metà di stagione della MotoGP 2017. Se da una parte tutti si aspettavano che il maiorchino avrebbe avuto bisogno di tempo per prendere le misure alla Ducati, è altrettanto vero che probabilmente questo apprendistato si sta dilungando un po' troppo.

Nessuno pretendeva di vederlo lottare per il titolo fin da quest'anno, visto che la Desmosedici GP richiede uno stile di guida completamente diverso rispetto a quello della Yamaha su cui aveva passato tutto il resto della sua carriera in MotoGP. Vederlo continuamente arrancare mentre Andrea Dovizioso è in lotta per il Mondiale e Danilo Petrucci è spesso davanti però invita a riflettere.

Il tre volte iridato della classe regina era arrivato a Borgo Panigale come ultimo tassello utile a inserirsi nella corsa al titolo, ma più si va avanti e più invece si sta trasformando nell'anello debole: dopo un avvio difficile, la Desmosedici GP si sta dimostrando una moto di essere una moto competitiva praticamente su ogni tracciato, ma non sotto al sedere dello spagnolo.

Il ruolino di marcia del suo compagno di box è stato praticamente pefetto fino ad ora, perché ha sempre raccolto il massimo possibile, o quasi, fatta eccezione per l'Argentina in cui è stato costretto al ritiro, ma non per colpa sua (è stato steso da Aleix Espargaro).

Le due vittorie di Mugello e Barcellona poi sono state una prova di forza non solo del forlivese, ma anche della Ducati, che soprattutto ha dimostrato di poter essere docile con le gomme Michelin come poche altre sulla griglia di partenza. Attualmente Andrea è terzo nel Mondiale, a 6 punti dal leader Marc Marquez, ma soprattutto ha staccato di quasi 60 punti Lorenzo, che per ora è salito sul podio solamente a Jerez, totalizzandone 65.

Il confronto è più equilibrato con "Petrux", che ha solamente un punto in più rispetto a Jorge, ma è chiaro che i due avevano iniziato la stagione con obiettivi completamente diversi. Eppure nelle ultime quattro gare il portacolori del Pramac Racing, che a sua volta dispone di una Rossa ufficiale, è partito per ben tre volte dalla prima fila ed è salito due volte sul podio. Se non fosse incappato in due ritiri per problemi tecnici, anche nei suoi confronti quindi il gap potrebbe essere più ampio.

E questa rischia di poter diventare anche una lama a doppio taglio, perché per aiutare Lorenzo a risalire la china (cosa che deve fare inevitabilmente, visti i 12 milioni di ingaggio che spende), la Ducati potrebbe anche perdere la strada che l'ha portata a brillare con i due piloti italiani, anche se fortunatamente per il momento Gigi Dall'Igna ed i suoi tecnici non sono incappati in questo errore.

Se si analizza poi tutta la storia della Ducati in MotoGP, l'inizio dell'avventura Rossa di Lorenzo non è certamente delle migliori: sono ben sei i piloti che hanno ottenuto di più nelle prime nove uscite in sella alla Desmosedici del factory team. Una classifica che ovviamente è capitanata da Casey Stoner, che al debutto vinse 5 delle prime 9 gare nella stagione che ha consegnato il suo unico titolo iridato alla Ducati.

Davanti a Lorenzo però ci sono anche Andrea Iannone (118 punti), Valentino Rossi (98), Loris Capirossi (96 ed unico ad aver vinto in questo lasso di tempo oltre a Stoner), Andrea Dovizioso (81, ma unico con zero podi tra questi) e Troy Bayliss (79), anche se vanno messi diversi asterischi anche in questo caso.

Il confronto più pesante è probabilmente quello con Iannone, perché due anni fa il pilota di Vasto disponeva di una moto leggermente meno competitiva di questa, ma era riuscito a raccogliere molto. Dalla sua però va detto che aveva già due anni d'esperienza in sella alla Ducati del Pramac Racing, quindi non ha avuto bisogno di un periodo di adattamento.

Più difficile fare quello con Valentino e Dovizioso, perché è vero che le loro moto erano decisamente meno competitive, ma è altrettanto vero che il livello generale era più basso (c'erano meno costruttori impegnati e le moto satellite erano meno competitive), quindi con distacchi pesanti si finiva facilmente attorno alla quinta posizione. Cosa assolutamente impossibile nella MotoGP odierna.

Se invece si va a guardare alle spalle di Lorenzo invece troviamo solamente dei piloti che potremmo quasi definire comprimari, perché arrivati alle porte di Bologna da seconda guida, fatta eccezione per Sete Gibernau (44 punti), che però vide la sua stagione compromessa dall'infortunio rimediato nella carambola alla partenza della gara di Barcellona, saltando anche due delle prime nove gare.

L'elenco comprende anche Carlos Checa (51), Nicky Hayden (46), Marco Melandri (32) e Cal Crutchlow (28). E l'avvio di Jorge è più in linea con questi che con quelli che abbiamo citato prima. Toccherà a lui cercare di invertire il trend quando si tornerà in pista il mese prossimo e cercare di far sbocciare quell'amore con i tifosi della Rossa che per il momento non sembra decollare.

Statistiche primi 9 GP in Ducati

PilotaPuntiVittoriePodi
Casey Stoner 185 5 7
Andrea Iannone 118 0 2
Valentino Rossi 98 0 1
Loris Capirossi 96 1 3
Andrea Dovizioso 81 0 0
Troy Bayliss 79 0 2
Jorge Lorenzo 65 0 1
Carlos Checa 51 0 0
Nicky Hayden 46 0 0
Sete Gibernau 44 0 0
Marco Melandri 32 0 0
Cal Crutchlow 28 0 0

 

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A proposito di questo articolo
Campionati MotoGP
Piloti Jorge Lorenzo
Team Ducati Team
Articolo di tipo Analisi