MotoGP
30 apr
-
03 mag
Evento concluso
14 mag
-
17 mag
Evento concluso
28 mag
-
31 mag
Evento in corso . . .
04 giu
-
07 giu
Prossimo evento tra
6 giorni
18 giu
-
21 giu
Canceled
25 giu
-
28 giu
Canceled
09 lug
-
12 lug
Canceled
G
GP della Repubblica Ceca
06 ago
-
09 ago
Prossimo evento tra
69 giorni
G
GP d'Austria
13 ago
-
16 ago
Prossimo evento tra
76 giorni
G
GP di Gran Bretagna
27 ago
-
30 ago
Prossimo evento tra
90 giorni
G
GP di San Marino
10 set
-
13 set
Prossimo evento tra
104 giorni
G
GP di Aragon
25 set
-
27 set
Prossimo evento tra
119 giorni
G
GP di Thailandia
02 ott
-
04 ott
Prossimo evento tra
126 giorni
15 ott
-
18 ott
Prossimo evento tra
139 giorni
23 ott
-
25 ott
Prossimo evento tra
147 giorni
G
GP della Malesia
29 ott
-
01 nov
Prossimo evento tra
153 giorni
13 nov
-
15 nov
Prossimo evento tra
168 giorni
20 nov
-
22 nov
Prossimo evento tra
175 giorni
G
GP di Valencia
27 nov
-
29 nov
Prossimo evento tra
182 giorni

Laguna Seca 1989: come si è evoluta la sicurezza in MotoGP

condividi
commenti
Laguna Seca 1989: come si è evoluta la sicurezza in MotoGP
7 mag 2020, 15:53

Nel secondo degli episodi gratuiti dell’archivio Duke di Motorsport.tv, riviviamo il Gran Premio di Laguna Seca del 1989, che offre una cruda visione della sicurezza e ci mostra quanto è migliorata la sicurezza in MotoGP.

Il Gran Premio degli Stati Uniti del 1989 non ha rappresentato la gara più significativa della storia del motociclismo, ma vederla di nuovo offre l’opportunità di avere una visione cupa di come fosse la MotoGP allora.

La gara Americana della 500cc era la terza del calendario della stagione 1989, un anno che già si delineava in maniera affascinante. Il campione del mondo in carica Eddie Lawson aveva fatto un clamoroso passaggio da Yamaha a Honda per conquistare il suo quarto titolo 500cc e questa manovra appariva agli spettatori come un passo falso.

L’anteriore ‘capriccioso’ della NSR500 causava problemi ai suoi piloti e le gare di aperture erano state un mix di alti e bassi per Lawson. Al podio nell’appuntamento inaugurale in Giappone aveva fatto seguito un quinto posto in Australia, mentre il compagno di squadra e campione del mondo 1987 Wayne Gardner era riuscito a portare la Honda sul gradino più alto del podio in quell’occasione, a Phillip Island.

Due secondi posti ottenuti nei primi due round avevano portato il pilota Yamaha Wayne Rainey in vetta alla classifica generale ed arrivava da leader alla gara di casa, a Laguna Seca.

La pista statunitense aveva debuttato nel calendario l’anno precedente ed era stata ampiamente criticata per la penuria di strutture. Poco era stato costruito durante l’anno intercorso tra il primo ed il secondo appuntamento, l’unico cambiamento consisteva nel rifacimento dell’asfalto, mentre il complesso della pit lane era completamente assente. Come risultato, i team sono stati costretti a lavorare nelle tende come se corressero ad un evento privato più che nella classe regina di una delle categorie più prestigiose del motorsport.

Quel weekend è stato farsesco e si preannunciava tale già alla vigilia dell’evento. Uno sciopero dei controllori del traffico aereo in Australia aveva complicato i viaggi e le persone del paddock australiane erano arrivate a Laguna Seca solo tre giorni prima dell’inizio delle prove.

Appena scattate prove libere e qualifiche, nel paddock sono sorte lamentele sulla mancanza di sicurezza e sui pochi marshal. Laguna Seca è una pista pericolosa anche nella sua struttura attuale, ma nel 1989 le sottili pareti fatte di balle di fieno invece di mura solide ispiravano poca fiducia. 

Rainey aveva piazzato la sua Yamaha sponsorizzata Lucky Strike in pole position. La gara consisteva in 40 giri e questo non entusiasmava particolarmente piloti né team. Su una pista dove il consumo di carburante era importante, c’erano seri dubbi sul riuscire a finire la gara. Infatti, Rainey ed il suo compagno di squadra Kevin Magee avevano scelto di non fare il giro di ricognizione per la paura di restare a secco. Comunque Magee è arrivato all’ultimo giro a corto di carburante e ha perso la terza posizione, a vantaggio del pilota Honda, Lawson.

Stranamente, Magee ha fermato la sua YZ500 nel giro d’onore per fare un burnout. Ma nel frattempo, Bubba Shobert – il campione AMA Superbike alla sua terza gara nella 500cc – ha colpito il posteriore di Magee provocando un terribile incidente.

Shobert era a terra senza conoscenza mentre un Lawson impotente – a cui Shobert aveva fatto le sue congratulazioni – andava verso di lui. Shobert è rimasto in coma per un mese e, nonostante avesse recuperato dagli infortuni, non ha più corso. Magee invece è stato costretto a saltare gli appuntamenti in Spagna ed in Italia a causa delle lesioni riportate nell’incidente.

Rainey era partito dalla pole e non ha lasciato la prima posizione fino alla bandiera a scacchi, conquistando la prima vittoria della stagione ed aveva incrementato il proprio vantaggio in classifica di 13 punti. Kevin Schwantz si è riscattato dopo la caduta in Australia con la seconda posizione in sella alla sua Suzuki sponsorizzata Pepsi, mentre Lawson ha ottenuto la terza piazza. Il limitare i danni in quei primi round della stagione hanno poi permesso a Lawson di conquistare il suo quarto titolo 500cc.

Il compagno di squadra di Gardner in Honda aveva affrontato un weekend con escoriazioni. Mentre sperimentava la tecnologia di freni in carbonio, si era scontrato con Mick Doohan nelle prove libere. In gara aveva deciso di non usare quell materiale e ha lottato per il podio nelle fasi iniziali.

Ma la stagione di Gardner ha preso una brutta piega quando è caduto violentemente rompendosi una gamba all’uscita della curva 5. L’ambulanza è entrata in pista mentre la gara era ancora in corso ed apparentemente non era stata esposta nessuna bandiera gialla. La vista di moto da 500cc che sfrecciavano davanti all’ambulanza, ironicamente lì per il loro benessere, lascia una sensazione di malessere - non da ultimo per il fatto che mostrava la mancanza di rispetto per i piloti che gli organizzatori del Gran Premio avevano all’epoca.

Il personale medico del circuito era così poco attrezzato che la gamba di Gardner era stata immobilizzata con del cartone perché non era disponibile una stecca. È una cosa ben lontana dai giorni nostri, in cui la presenza della Clinica Mobile nel paddock è di vitale importanza.

Dopo 30 anni, quell’orribile weekend di Laguna è ormai stato archiviato e sono stati fatti progressi in ambito di sicurezza della pista e dei piloti, così come per gli organizzatori.

Nel 1998 per esempio, il tracciato di Buenos Aires non è riuscito a migliorare come richiesto da Dorna ed è stato rimosso dal calendario poche settimane prima. Dorna ha anche obbligato il Circuit de Catalunya ad apportare delle modifiche alle pista nel punto in cui Luis Salom ha perso la vita nel tragico incidente durante le prove libere della Moto2 nel 2016. La sicurezza dei piloti è stata messa prima dello spettacolo a Silverstone nel 2018, quando la pista è diventata inagibile a causa della pioggia, che ha costretto alla cancellazione del GP di Gran Bretagna. Silverstone successivamente è stata costretta ad un costoso rifacimento dell’asfalto per rendere fattibile la gara del 2019.

Guardare gare storiche è un’esperienza fantastica. È ancora elettrizzante vedere leggende dell’epoca spingersi fino al limite sulle loto moto. Ma guardare gare come quella del 1989 a Laguna Seca è spesso necessario per ricordarci quanto siamo fortunati nei giorni nostri.

Articolo successivo
Alonso chiama Rossi: "Vieni a correre a Le Mans con me..."

Articolo precedente

Alonso chiama Rossi: "Vieni a correre a Le Mans con me..."

Articolo successivo

MotoGP, Iannone: settimana prossima il ricorso al TAS

MotoGP, Iannone: settimana prossima il ricorso al TAS
Carica i commenti

Su questo articolo

Serie MotoGP