La vergogna dei commissari di percorso di Jerez

La vergogna dei commissari di percorso di Jerez

Hanno aiutato a ripartire Valentino Rossi, ma non Stoner e Simoncelli

Spagna bocciata in sportività. I commissari di percorso di Jerez hanno avuto un comportamento censurabile in occasione delle cadute nella MotoGp di Stoner e Simoncelli. Ben sei marshall sono corsi in soccorso di Valentino Rossi quando il Dottore era sdraitato sotto la sua Desmosedici GP11, dopo la scivolata in cui ha steso Casey Stoner, ma nessuno è andato a dare una spinta all'Honda dell'australiano che si era disincastrato dalla Ducati e prima del collega era riuscito a rialzare la sua moto. Un atteggiamento inaccettabile che si è ripetuto pochi minuti più tardi con Marco Simoncelli proprio nella stessa curva. Due piloti che potevano riprendere la gara perché le loro Honda non avevano subito danni irreparabili, sono stati costretti al ritiro dal momento che non hanno ricevuto la tradizionale spinta per ripartire: Valentino ha rimediato un quinto posto per essere riuscito a riprendere la pista, mentre Stoner e Simoncelli si sono ritirati mestamente. Anzi, non proprio: l'australiano non ha risparmiato il gesto dell'ombrello ai commissari di percorso quando si è reso conto quanto gli sarebbe costato l'essere stato buttato fuori da Rossi. Perché i commissari sono corsi in aiuto di Vale e non di Casey? Certo vale il carisma del pluricampione del mondo, ma qui conta di più il fatto che a beneficiare dello stop di Stoner sarebbero stati soprattutto due piloti spagnoli, Lorenzo e Pedrosa, che poi hanno concluso la gara ai primi due posti. Insomma, una squallida questione di campanile che ha tolto dalla gara due rider che, invece, potevano dare spettacolo: un comportamento inaccettabile da qualunque parte lo si guardi. Dal punto di vista regolamentare, i commissari rappresentano in pista la direzione gara e quindi devono avere un atteggiamento neutro. La Federazione Internazionale farà bene ad intervenire in modo deciso per evitare che d'ora in avanti si applichino delle norme in funzione del passaporto di chi corre. Non solo, ma anche gli spettatori dovrebbero essere furiosi: la MotoGp ha già un parco partenti esigue e privarsi di due protagonisti per una scivolata è davvero una pazzia. Ci auguriamo, quindi, che faccia sentire la sua voce anche Carmelo Ezpeleta, boss della Dorna, la società che gestisce la MotoGp. O chiuderà un occhio per una questione di identità di linguaggio?

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