La Suzuki si è nascosta nei primi test in Qatar?

Joan Mir ed Alex Rins hanno chiuso al settimo ed al decimo posto nella giornata conclusiva del primo test di MotoGP in Qatar, ma la Casa di Hamamatsu sta lavorando a testa bassa: ha già provato la base del motore 2022 ed un nuovo telaio per quest'anno. I campioni del mondo si saranno solo nascosti come suggerisce Jack Miller?

La Suzuki si è nascosta nei primi test in Qatar?

"Non abbiamo ancora visto il potenziale della Suzuki, credo che si stiano nascondendo". A lanciare questo "allarme" alla fine del primo test collettivo della MotoGP in Qatar è stato Jack Miller ed effettivamente ci sono diversi motivi per dare ragione al pilota della Ducati.

Del resto, parliamo dei campioni in carica, che lo scorso anno hanno in parte costruito il loro successo proprio sul fattore sorpresa, visto che erano considerati competitivi, ma forse all'inizio del campionato nessuno li avrebbe indicati come reali candidati al titolo, soprattutto con Joan Mir.

Davide Brivio non c'è più sul ponte di comando della squadra ufficiale della Casa di Hamamatsu, ma la sensazione è che la politica sia rimasta la stessa: parlare poco e cercare di fare dei fatti, a giudicare dall'approccio che è stato utilizzato in questi primi test del 2021.

Basta pensare che, essendo stato imposto il congelamento dei motori come misura di riduzione dei costi legata alla pandemia, la Suzuki è stata la prima a portare in pista la base del propulsore 2022, che ha debuttato sulla GSX-RR con il collaudatore Sylvain Guintoli in occasione dello shakedown.

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Ma non solo, perché ieri è già stato valutato anche da Alex Rins, al quale sembra essere piaciuto: "Era la cosa più importante da fare oggi. Il carattere è abbastanza simile a quello che utilizzeremo quest'anno, ma la velocità di punta è migliorata ed è quello che avevamo chiesto. Ho notato anche altre piccole cose, ma non posso dirvele", ha raccontato dopo la giornata conclusiva, chiusa al decimo posto, complice anche una scivolata che gli ha impedito di fare il time attack.

Questa però non è stata la sola novità vista in questi primi giorni di test della stagione, perché Mir invece ha lavorato con il nuovo telaio realizzato per la GSX-RR. Il campione del mondo ha staccato il settimo tempo, ma per il momento non è parso troppo convinto del potenziale di questa novità.

"Ho utilizzato il nuovo telaio. Ha sia aspetti positivi che negaviti, ma non si tratta di una rivoluzione. Ha una migliore guidabilità, ma abbiamo perso qualcosa in frenata. Dobbiamo lavorarci per capire se possiamo migliorare questo aspetto con il setting ed è quello che faremo nei prossimi tre giorni", ha detto Mir.

Riguardo ai valori in campo visti in questa prima uscita, il maiorchino ha aggiunto: "Vedo molto equilibrio. Il nostro ritmo non è male, non è particolarmente veloce, ma siamo lì. In termini di passo siamo probabilmente tra i più veloci. Poi vedo Aleix (Espargaro) molto forte sull'Aprilia. Maverick (Vinales) ha un buon passo gara, ma anche qualche Ducati, come Miller. Siamo tutti molto vicini, ma con altri tre giorni di test credo che miglioreremo ancora".

Allineato anche il pensiero del compagno di box, che si aspetta due gare davvero combattute sul tracciato di Losail: "Ci sono tanti piloti vicini, vedremo. Ma penso che in queste prime due gare in Qatar i distacchi saranno davvero minimi. Dovremo aspettare le gare successive per provare a capire il livello di tutti".

Il campione in carica si è concesso anche una battuta sull'assenza di Brivio: "Al momento non ci manca, speriamo che possa durare così", ha detto con una risata.

Joan Mir, Team Suzuki MotoGP
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Sylvain Guintoli, Team Suzuki MotoGP
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Alex Rins, Team Suzuki MotoGP
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La moto di Sylvain Guintoli, Team Suzuki MotoGP
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Takuya Tsuda, Team Suzuki MotoGP
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Takuya Tsuda, Team Suzuki MotoGP
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