La colonna di Randy Mamola: "Jorge svegliati, supera la paura!"

Nella sua ultima colonna per Motorsport.com, l'ex pilota della 500 ci parla di Jorge Lorenzo e delle paure che ne stanno condizionando il rendimento nella stagione 2016.

La colonna di Randy Mamola: "Jorge svegliati, supera la paura!"
Jorge Lorenzo, Yamaha Factory Racing dopo la caduta
Jorge Lorenzo, Yamaha Factory Racing dopo la caduta
Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing, Jorge Lorenzo, Yamaha Factory Racing
Jorge Lorenzo, Yamaha Factory Racing, Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing
Jorge Lorenzo, Yamaha Factory Racing, Marc Marquez, Repsol Honda Team
Jorge Lorenzo, Yamaha Factory Racing
Jorge Lorenzo, Yamaha Factory Racing
Jorge Lorenzo, Yamaha Factory Racing
Jorge Lorenzo, Yamaha Factory Racing
Jorge Lorenzo, Yamaha Factory Racing
Jorge Lorenzo, Yamaha Factory Racing
Jorge Lorenzo, Yamaha Factory Racing
Jorge Lorenzo, Yamaha Factory Racing
Jorge Lorenzo, Yamaha Factory Racing
Jorge Lorenzo, Yamaha Factory Racing

Jorge Lorenzo ha paura ed è la cosa peggiore che possa accadere ad un pilota di MotoGP. Ha paura di tutto, ma principalmente di cadere e di farsi male. Lui stesso lo ha ammesso sabato a Phillip Island, dopo una giornata in cui è parso un pilota diverso, completamente teso, lento e sconnesso. La versione che abbiamo visto in Australia sarebbe incapace di raggiungere i successi che ha ottenuto lui.

Sia per il suo bene che per il bene di tutti quelli che lo apprezzano e credono che sia uno dei piloti più talentuosi del campionato, deve reagire e trovare il modo di ribaltare la situazione, tornando ad essere quella macchina imbattibile capace di dominare in pista.

Jorge insiste sul fatto che le modifiche introdotte dalla Michelin dopo gli incidenti di Baz e Redding lo abbiano colpito più di chiunque altro. Sono d'accordo con lui, ma credo anche che quando si arrivi ad una battuta d'arresto per qualsiasi motivo, è necessario trovare un modo per superarla. Questo è il suo dovere, proprio come i suoi avvesarsi hanno affrontato gli ostacoli che hanno trovato, qualunque cosa fossero.

E in questo senso non c'è un esempio migliore di Marquez, che ha imparato ad adattarsi ad una moto difficile all'inizio dell'anno ed un poco alla volta è diventato più forte.

Se l'esempio di Marc non convince, si può guardare anche più vicino, all'altro lato del suo box, dove Valentino ha imparato a superare tutti i problemi che ha dovuto affrontare. Il problema è che, a differenza di Rossi, Lorenzo non è in grado di superare i problemi che sta avendo con gli pneumatici, sia all'anteriore che al posteriore.

Valentino è un maestro quando si tratta di trovare il grip che per qualsiasi motivo la gomma posteriore non sta riuscendo a generare. Lo abbiamo visto guidare in maniera più o meno scorrevole a seconda delle necessità di ogni situazione e delle caratteristiche della moto.

Jorge ha una sola risorsa, che lo rende intoccabile quando tutto gira per il verso giusto, ma che lo rende completamente vulnerabile se non è in grado di utilizzarla. E , nelle attuali condizioni, con tanti nuovi elementi che sono entrati in gioco, non riesce a sfruttare.

Non possiamo dimenticare che Jorge è un tre volte campione del mondo della MotoGP, ma questo fine settimana è stato superato ed è stato molto più lento di piloti con molta meno abilità di lui. Domenica scorsa ero in pista a guardare la corsa e lui sembrava essere un pilota diverso, sperduto, da solo e molto lento.

Qualcosa deve cambiare nel suo approccio, così da poter trovare l'uscita del tunnel in cui si trova. Deve porsi delle domande, ma delle domande sincere, quelle che fanno più male perché di solito si conosce già le risposte. E non sto parlando solo di quest'anno, ma soprattutto di quello che troverà in Ducati, dove ho la sensazione che le cose non saranno affatto facili.

Quando dico che, dal mio punto di vista, ha paura, mi riferisco a certi segni che mi hanno giungere a questa conclusione. Prima di tutto, i problemi che ha quando piove. Si è sempre parlato degli incidenti che ha avuto con la pista bagnata per giustificare le sue difficoltà sotto alla pioggia.

Ma questo sta accadendo solo da qualche tempo, perché in precedenza lo abbiamo visto essere anche uno dei più veloci sul bagnato. Ecco perché vorrei dire che l'incidente che ha avuto ad Assen qualche anno fa, nel quale si è rotto la clavicola, continua a tormentarlo come un incubo.

Lasciando da parte le conseguenze fisiche, che sono sistemate con il titanio e le viti, penso che nella sua mente ci siano quelle psicologiche. Un pilota del suo calibro però deve reagire e trovare un modo per superare tali barriere. Alla fine, questo è il suo lavoro e fa una bella vita al di fuori di questo.

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