L'astronauta Lorenzo ha fame di record

L'astronauta Lorenzo ha fame di record

A Valencia può eguagliare il primato di punti appartenente a Valentino Rossi

Jorge Lorenzo, l'astronauta dell'Estoril. Come Casey Stoner è imbattibile a Phillip Island e Valentino Rossi è irraggiungibile a Sepang, lo stesso si può dire per il maiorchino nell'appuntamento portoghese. Il fresco campione del mondo si è preso gli ultimi tre successi sul tracciato alle porte di Lisbona, confermando un'egemonia che non ammette discussioni. Jorge ha “voluto” questa affermazione che è ricca di sapori speciali, visto che la critica lo aveva preso nel mirino sottolineando che il suo titolo iridato avrebbe perso un po' di luminosità se non fosse riuscito a vincere almeno una gara dopo la sua proclamazione. Lorenzo non solo c'è riuscito, ma questa volta ha dato una lezione di superiorità imbarazzante: dopo qualche giro in bagarre con Valentino Rossi, ha inserito il “turbo” sulla sua M1 e se n'è andato ad un passo che era impossibile per tutti, ritoccando a ripetizione il suo giro più veloce. E sia chiaro, il Dottore visto a Estoril non era affatto un vecchio leone spelacchiato, ma anzi, proprio fino alle fasi centrali della corsa, aveva dato più che la sensazione di voler sfidare l'imberbe Jorge. Tutti gli altri erano lontani anni luce, a combattere per il terzo gradino del podio, quasi fossero condannati a disputare una gara di una classe inferiore, tanto e tale è stato il divario messo in mostra dalle due Yamaha ufficiali. E l'”Astronauta” Jorge sembra essersi liberato da una sorta di peso: con il trionfo di Estoril, il tredicesimo in Moto Gp, non solo ha dimostrato di non aver “disimparato” a vincere dopo una striscia di ben sei gare in cui è rimasto a bocca asciutta, ma potrebbe agguantare Valentino in uno dei tanti record di cui il pesarese può fregiarsi. Certo, Jorge dovrebbe imporsi anche a Valencia per arpionare i 373 punti che Rossi aveva messo insieme nel 2008 e non è un'ipotesi da scartare visto che respira aria di casa, anche se sulla pista iberica non ha mai vinto niente di importante. Non solo ma per dare lustro al suo titolo potrebbe eguagliare un altro primato che Valentino condivide con Stoner: quello dei podii in una stagione. Il pesarese ha raggiunto quota 16 tre volte (2003/2005/2008), mentre a Casey è riuscito nel magico 2007 iridato. A Valencia, quindi, anche Lorenzo potrebbe raggiungere questo gradino, aggiungendo un valore statistico al suo mondiale che non deve essere assolutamente sminuito dal fatto che Rossi è rimasto fermo a lungo per la frattura alla gamba. Anzi, il dato interessante che emerge da Estoril è che Lorenzo ha confermato delle buone doti di messa a punto: con le qualifiche cancellate per la pioggia “monsonica” di sabato, era certamente il rider più avanti nelle regolazioni, confermando di non aver patito affatto il “muro” che ha separato i due rivali-compagni di squadra nel box Yamaha. E del resto lo stanno a dimostrare anche le sette pole position stagionali: il ragazzo c'è, l'importante è che ora non si faccia condizionare. Non è indispensabile inscenare un “allunaggio” ogni volta che mette piede sul gradino più alto del podio. Jorge non deve “scimmiottare” Rossi, né pensare di adottare con Spies lo stesso trattamento che gli ha riservato il campionissimo di Tavullia: si dice che proprio quel muro divisorio potrebbe restare anche in futuro con il simpatico Ben. Un brutto segno: non ce n'è bisogno, specie se ci si sente superiori alla concorrenza...

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