L'Alma Pramac Racing "battezza" alla Lamborghini un 2018 ambizioso

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L'Alma Pramac Racing
Matteo Nugnes
Di: Matteo Nugnes
12 mar 2018, 19:18

Il team satellite della Ducati ha presentato la sua squadra nella linea di produzione Urus, rendendo sempre più solido il rapporto con Borgo Panigale. Con una Desmosedici GP ufficiale e Petrucci sognare in grande è lecito.

Jack Miller, Danilo Petrucci, Pramac Racing
Jack Miller, Danilo Petrucci, Pramac Racing
Jack Miller, Danilo Petrucci, Pramac Racing
Danilo Petrucci, Pramac Racing
Jack Miller, Danilo Petrucci, Pramac Racing
Jack Miller, Pramac Racing, Gigi Dall'Igna e Danilo Petrucci, Pramac Racing
Claudio Domenicali, Danilo Petrucci, Paolo Campinoti, Jack Miller, Paolo Ciabatti, Gigi Dall'Igna, Francesco Guidotti e Luigi Scavone
Jack Miller, Danilo Petrucci, Pramac Racing
Danilo Petrucci, Pramac Racing
Danilo Petrucci, Pramac Racing
Jack Miller, Danilo Petrucci, Pramac Racing
Pramac Racing Ducati
Pramac Racing Ducati
Foto di gruppo
Jack Miller, Pramac Racing
Jack Miller, Pramac Racing

L'Alma Pramac Racing è un team satellite, ma non si può di certo dire che non sia una squadra ambiziosa. Lo scorso anno la squadra di Paolo Campinoti ha sfiorato la vittoria in un paio di occasioni con Danilo Petrucci e quest'anno il sogno non troppo segreto è quello di riuscire a portarsela a casa nel 2018, visto che il pilota di Terni continua a disporre di una Ducati ufficiale.

Oggi la compagine toscana ha presentato ufficialmente la sua squadra e lo ha fatto in un luogo molto speciale, all'interno della Lamborghini, in particolare nella linea di produzione Urus, il nuovo SUV lanciato dalla Casa di Sant'Agata Bolognese. Una location scelta per affermare tra la Ducati e quest'ultima, con l'amministratore delegato Stefano Domenicali a fare gli onori di casa, ma senza dilungarsi troppo.

Ha preferito infatti passare la parola subito al suo omonimo Domenicali, ma che di nome fa Claudio ed è l'amministratore delegato della Rossa, che ha sottolineato l'importanza anche del legame con l'Alma Pramac Racing, che ormai dura da ben 14 stagioni.

"Il modo con cui lavoriamo con il team di Paolo Campinoti è molto diverso da quello che lega una squadra ad un'azienda. Ci consente, con una grande familiarità, di poter costruire insieme una strategia per il futuro e ci ha consentito in tutti questi anni di far crescere tanti piloti. Mi viene in mente Andrea Iannone, che ha esordito con Pramac e poi ha vinto con il team ufficiale in Austria nel 2016. Ma penso anche a Petrucci, che sta facendo molto bene e ormai è candidato ad una squadra ufficiale. Non dobbiamo dimenticare poi i piloti che rappresenteranno il futuro, come Pecco Bagnaia, quindi per noi è una squadra davvero molto importante" ha detto Domenicali.

Quando è stato il momento di parlare degli obiettivi della stagione però è toccato proprio a Campinoti prendere la parola: "Siamo sempre stati insieme a Ducati, anche nei momenti bui, e non abbiamo mai dubitato della loro capacità di uscire dai momenti difficili. Credo che ora si vedranno i risultati. Io sono ambizioso, ma devo essere anche realista: credo che per noi sarebbe buono fare una stagione come la scorsa e magari migliorarla un po', anche se non penso che saremo in grado di lottare per il Mondiale. Logicamente, se riuscissimo a vincere almeno una gara sarebbe piacevole, con la consapevolezza che noi non siamo un team ufficiale".

Sul legame tra Pramac e la Casa di Borgo Panigale è intervenuto poi anche Gigi Dall'Igna, direttore generale di Ducati Corse, che ha spiegato di non aver mai avuto paura di perdere il rapporto con la squadra diretta da Francesco Guidotti, neanche quando Tech 3 ha annunciato la sua rottura con Yamaha.

"Io di solito faccio sogni belli, quindi è una cosa che non ho preso neanche in considerazione" ha scherzato Dall'Igna quando gli è stato chiesto se avesse questo incubo. "Si parla sempre di business, quindi bisogna fare sempre quadrare tante cose, ma il lavoro che abbiamo fatto con Pramac è veramente bello sotto a tutti i fronti. Probabilmente è l'unico team che è riuscito a far crescere dei piloti che poi sono entrati a far parte del team ufficiale di una casa. E' un team ci offre anche un grande contributo dal punto di vista tecnico. Dal punto di vista umano è quasi impossibile fare di più, quindi non avrebbe senso cambiare una situazione così positiva".

Dopo l'ottimo ritmo mostrato da Petrucci negli ultimi test in Qatar, la parola podio è stata molto gettonata oggi, ma Guidotti ha invitato alla prudenza, pur ribadendo che l'obiettivo per il 2018 è cercare di fare un passo avanti rispetto al 2017, quando "Petrux" è stato capace di piazzarsi ben quattro volte tra i primi tre.

"I conti bisogna sempre farli con l'oste, perché non dobbiamo dimenticarci che in pista c'è gente come Marquez, Valentino e Lorenzo. Si parla spesso e volentieri di podi e di vittorie, ma bisogna sempre tenere i piedi per terra, anche se al momento è difficile farlo perché abbiamo fatto dei test davvero positivi. Tutti gli anni abbiamo sempre fatto un passettino in avanti, quindi dobbiamo provare a riuscirci anche quest'anno" ha detto Guidotti.

Anche Petrucci poi si è allineato ai discorsi del suo boss: "Sono molto contento, perché siamo andati molto forte nell'ultimo test. La Ducati è migliorata molto nel comportamento generale, aumentando il feeling e rendendo tutto più naturale. Poi non è solo una questione di feeling, perché anche il cronometro dice che siamo andati molto forte, quindi sono contento. L'anno scorso siamo andati vicini a vincere una gara e quest'anno vorrei andare meglio dell'anno scorso, ma nel senso che vorrei evitare gli alti e bassi del 2017, proseguendo la mia crescita come pilota e poi vedere quello che viene fuori".

Il nuovo arrivato è noto per la sua indole un po' "pazza" e non ha fatto eccezioni oggi. Dopo aver parlato dell'ottimo feeling che ha già instaurato con la squadra e la Ducati, quando gli è stato chiesto cosa vorrebbe come regalo nel caso di un podio, ha subito sorriso ed ha detto riferendosi alle Lamborghini: "Beh, qui oggi ho visto tanti possibili regali. Direi che una Urus potrebbe andare bene!". Subito a preso la palla al balzo anche Petrucci: "Io mi accontenterei di una bella Huracan Performante!".

Segno che nella squadra il morale è alto e che davvero c'è la convinzione di poter fare qualcosa di importante in questo 2018. Per scoprire se inizierà alla grande si tratta solo di aspettare pochi giorni, perché il GP del Qatar ormai è davvero dietro l'angolo...

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Serie MotoGP
Evento Presentazione Pramac Racing
Sotto-evento Presentazione
Piloti Danilo Petrucci, Jack Miller
Team Pramac Racing
Autore Matteo Nugnes
Tipo di articolo Ultime notizie