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E' Zarco il "pezzo" che la Honda porta a Lorenzo per reagire

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E' Zarco il "pezzo" che la Honda porta a Lorenzo per reagire
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14 ott 2019, 11:05

In attesa che la Honda confermi la firma di Johann Zarco per le ultime tre gare della stagione, sono molte le domande che incombono su questa manovra audace.

Il due volte campione del mondo della Moto2 (2015 e 2016) e miglior rookie della MotoGP nel 2017 con la Yamaha Tech 3, Johann Zarco, disputerà le ultime tre gare della stagione (Australia, Malesia e Valencia) su una Honda RC213V del Team LCR, prendendo il posto di Takaaki Nakagami, come Motorsport.com ha anticipato nella giornata di venerdì.

In attesa della conferma ufficiale, que ci fornirà maggior informazioni, sappiamo che Zarco dovrebbe correre con la moto di Nakagami, quindi la versione 2018, a meno che la Honda non decida di mettergli a disposizione una 2019 come quelle che utilizzano i due piloti ufficiali, Marc Marquez e Jorge Lorenzo, ma anche il suo futuro compagno di squadra Cal Crutchlow.

Zarco, che l'anno scorso aveva firmato un contratto biennale con la KTM, ha chiuso la sua avventura con la Casa austriaca prima del GP di Aragon e per lui si è presentata questa opportunità di tornare in sella dopo aver saltato due gare, visto che Nakagami concluderà la sua stagione a Motegi per sottoporsi ad un intervento chirurgico ad una spalla.

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Cosa sta cercando la Honda?

La domanda da farsi a questo punto è: cosa cerca la Honda con questa manovra audace? La decisione, che arriva direttamente dalla HRC e dai suoi vertici sportivi, comporta alcuni rischi, ma può anche portare molti benefici, potenzialmente tutti a favore della Honda.

Come ha detto Alberto Puig, la Honda vuole centrare la tripla corona quest'anno ed ha già il titolo piloti in tasca con Marc Marquez. Ora restano in palio il titolo team e, soprattutto, il costruttori. La lotta per questi due titoli è il tasto su cui ha spinto Puig per convincere i vertici in Giappone che l'ingaggio di Zarco fosse necessario.

Nel costruttori, la Honda comanda con 331 punti davanti a Ducati (254) e Yamaha (248). A quattro gare dal termine, dunque, il traguardo non sembra troppo distante, anche se Puig spera di riuscire a tenere i suoi piloti sotto ad una maggior tensione emotiva con l'arrivo di Zarco, anche perché bisogna ricordare che per questa classifica contano i punti ottenuti dalla miglior moto del marchio.

Jorge Lorenzo y Alberto Puig, Repsol Honda

Jorge Lorenzo y Alberto Puig, Repsol Honda

Photo by: Germán Garcia Casanova

La situazione più complicata è quella nella classifica a squadre, perché a comandare è la Ducati a quota 377, mentre la Honda Repsol è a quota 358. In questa classifica contano i punti di entrambi i piloti di ogni team. Sulla carta, dunque, i piloti LCR non hanno un'influenza su questa classifica, ma è qui che entra in gioco il grande obiettivo di Puig.

Cosa cerca quindi Puig con l'arrivo di Zarco? Questa è la domanda più interessante e magari il team manager della Honda, se lo ritiene conveniente, potrebbe anche provare a dare una risposta. Ma fino a quando non lo farà, possiamo solo provare a dedurla.

La firma di Zarco è un chiaro messaggio per Jorge Lorenzo. Il maiorchino, che ha un contratto anche per il prossimo anno, attraversa il momento peggiore della sua carriera: non reagisce e in ogni gara, invece che fare passi avanti, finisce per farli indietro. Una situazione che, come abbiamo già analizzato, è insostenibile per entrambe le parti e che non può prolungarsi per un'altra stagione.

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Con l'arrivo del francese, Lorenzo sa che la Honda avrebbe già in casa il suo sostituto per il prossimo anno e che ha esattamente quattro gare, dal Giappone a Valencia, per dimostrare che può continuare in questa squadra. Per fare questo, deve assolutamente cambiare il suo trend attuale ed iniziare a fare qualche risultato.

Lo stesso vale, anche se su scala minore, per Cal Crutchlow. Anche all'inglese non piace la RC213V 2019 e mettergli il pilota francese nell'altro lato del box potrebbe suonare quasi come una sveglia. Puig quindi si aspetta una reazione istantanea anche dal pilota di Coventry.

Il progetto Yamaha

La firma con la Honda è inoltre un duro colpo ad uno dei rivali diretti. La Yamaha sta preparando un test team più attrezzato in Europa, con Silvano Galbusera, attuale capo tecnico di Valentino Rossi, che ne prenderà la guida e al quale la Casa di Iwata sperava di affiancare proprio Zarco.

Lo stesso Lin Jarvis ha ammesso di avere una trattativa in corso con il francese e che sperava di convincerlo ad entrare nel test team offrendogli qualche wild card per l'anno prossimo. Uno scenario importante che Puig, con un colpo solo, ha mandato all'aria.

Quando la Honda ha firmato Lorenzo l'anno scorso, uno dei motivi è stato proprio quello di portare via un possibile rivale di Marquez alla concorrenza, visto che la Honda vedeva Jorge come un potenziale pericolo se fosse tornato in sella ad una Yamaha, seppur nel Team Petronas.

 

Zarco, che nelle sue prime due stagioni in MotoGP con la Yamaha Tech 3 è stato uno dei piloti più veloci sulla griglia, potrebbe tornare ad essere un rivale pericoloso a lungo o medio termine con una M1. Una possibilità che è stata spenta sul nascere, perché sembra poco meno che impossibile che, dopo aver firmato con la Honda fino alla fine della stagione, la Yamaha cerchi comunque di prendere Zarco per il suo test team.

Infine, anche se in misura minore, per la Honda sarebbe una grande soddisfazione vedere un pilota che ha fallito l'adattamento alla KTM essere eventualmente in grado di essere veloce con la sua moto, delegittimanto il concetto secondo cui la RC213V è una moto che può essere guidata velocemente solo da un pilota.

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Zarco se la gioca

Finora, tutte le possibili ragioni che hanno portato la Honda a firmare Zarco sembrano essere positive, soprattutto per il marchio. Ma ci sono anche alcuni rischi, principalmente dalla parte del pilota.

Per Zarco, che è rimasto senza lavoro dopo la rottura con la KTM, la chiamata della Honda è una seconda possibilità che, nemmeno nei suoi sogni, poteva aspettarsi che arrivasse così in fretta. Il francese ha un'occasione d'oro per riscattarsi e, di sicuro, farà di tutto e di più per provarci.

Ma Johann se la gioca perché, se dovesse fallire, come può la Honda giustificare un eventuale cambio tra lui e Lorenzo nel 2020?

Un altro fattore che può essere destabilizzante è la reazione di Lorenzo e le sue dichiarazioni riguardo alla manovra della Honda. Lo spagnolo ha dichiarato in Thailandia che non si aspetta di ottenere delle novità tecniche per migliorare la sua guida fino alla fine della Honda. Il "pezzo" che la Honda introdurrà per provare a farlo reagire è Zarco.

E' interessante notare che, a quattro gare dal termine, Johann è 18esimo nel Mondiale con 27 punti, giusto davanti a Jorge, che invece è a quota 23. Per entrambi, inizia una corsa sprint verso Valencia. Una corsa che può decidere il loro futuro in MotoGP...

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Johann Zarco, Red Bull KTM Factory Racing

Johann Zarco, Red Bull KTM Factory Racing
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Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Jorge Lorenzo, Repsol Honda Team

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Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

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Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

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Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Jorge Lorenzo, Repsol Honda Team

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Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Jorge Lorenzo, Repsol Honda Team

Jorge Lorenzo, Repsol Honda Team
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Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Jorge Lorenzo, Repsol Honda Team

Jorge Lorenzo, Repsol Honda Team
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Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Jorge Lorenzo, Repsol Honda Team

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Foto di: Srinivasa Krishnan

Johann Zarco, Red Bull KTM Factory Racing

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Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

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