Dovizioso: "Troppa elettronica in MotoGP"

A pochi giorni dal test in sella all'Aprilia a Jerez, il forlivese ha analizzato il momento che sta attraversando la MotoGP nel nuovo podcast "Incarenati" della Gazzetta dello Sport.

Dovizioso: "Troppa elettronica in MotoGP"

Dopo qualche mese di "disintossicazione" a base di motocross, Andrea Dovizioso si appresta a tornare a respirare l'aria della MotoGP. Da lunedì a mercoledì, il forlivese sarà a Jerez de la Frontera, dove assaggerà per la prima volta l'Aprilia RS-GP. Un test che per il momento non prelude ad altro, anche se a Noale, ma anche tanti appassionati, sperano che almeno a medio termine possa portare ad un matrimonio.

In attesa di partire per la Spagna, l'ex ducatista è stato ospite di Paolo Ianieri e Zoran Filicic nel podcast "Incarenati" della Gazzetta dello Sport, e ancora una volta ha dato degli spunti molto interessanti sul momento che sta vivendo la MotoGP.

Dopo che il GP di Doha ha visto i primi 15 racchiusi nello spazio di meno di 10 secondi, Andrea non sembra convinto che questo equilibrio sia necessariamente sinonimo di spettacolo in una MotoGP nella quale i valori cambiano troppo spesso.

"Non riesco a capire ed è veramente strano, perché dall’essere il più veloce costantemente tutti i turni fino a gara-1 e poi avere questo problema in gara e non trovare più il feeling, è davvero strano", ha detto, per esempio, riguardo al crollo improvviso di Franco Morbidelli.

"Non voglio insinuare niente, né dare la colpa a nessuno, ma da quando sono arrivate queste gomme succedono queste cose. È dall’anno scorso che continuamente si ribaltano le situazioni da gara a gara, addirittura da gara a gara sulla stessa pista. Facevo fatica io l’anno scorso che c’ero dentro a dare delle spiegazioni su quello che succedeva a me e ai miei avversari, adesso da fuori è ancora peggio".

"Sono un po’ perplesso su questo aspetto, perché non è bello vivere queste situazioni, perché non riesci a dare delle motivazioni. Da quando hanno introdotto queste gomme è tutto sempre al limite e si può ribaltare tutto".

"E magari dal punto dello spettacolo può essere bello, ma sinceramente io non lo vedo così bello, perché fino al 2019 bene o male si delineava una certa situazione e la stagione rimaneva quella e si poteva lavorare su certi dettagli. Adesso questo lavoro a volte va bene e a volte ti fa arrivare 13°. È veramente strana questa cosa".

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Inoltre, Dovizioso ha sottolineato quanto abbia raggiunto una dimensione troppo centrale la posizione sulla griglia di partenza. Anzi, addirittura l'ottenere l'accesso diretto alla Q2 può fare una grande differenza nell'economia di un weekend secondo lui e quindi eccessive ansie legate alla FP3.

"Tutte le moto in griglia sono competitive e lo sono così tanto che infatti in qualifica con solo qualche decimo di distacco puoi essere 12°. E dal punto di vista del pilota non è bello. In passato non era così, se eri bravo in certe cose potevi fare la differenza".

"Adesso c’è l’ansia di entrare nei 10. Anche in Mir, il campione del mondo: nei suoi occhi vedo l’ansia che avevo io gli ultimi anni di entrare nei 10 in FP3. E questo è brutto. Perché tu puoi avere il passo per vincere, ma se in FP3 non fai il giro perfetto sei fuori e hai rovinato la gara".

Un'altro tema su cui si è esposto è quello dell'elettronica, che secondo lui è arrivata ad un livello eccessivo, diventando anche una delle chiavi che stanno permettendo agli esordienti un adattamento sempre più rapido alla classe regina.

"Non ce n’è tanta, di più. Quando un pilota passa dalla Moto2 in MotoGP all’inizio è uno choc, perché c’è tanta potenza, soprattutto in frenata devi aggredire molto, c’è più peso ed è tutto più complicato. Ma dopo qualche giorno di test ti adatti ed è finita. C’è veramente troppa elettronica. Questo non vuol dire che tutti possono andare forte con questa elettronica, ma se arrivi già come uno dei migliori della Moto2 non è così complicato adattarsi alla MotoGP".

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