Dovizioso: "Perdere all'ultima curva fa male, ma era un po' un attacco della disperazione"

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Matteo Nugnes
Di: Matteo Nugnes
07 ott 2018, 13:40

In Thailandia è stato Andrea Dovizioso a subire l'incrocio di Marc Marquez all'ultima curva ed ha ammesso che perdere così è doloroso, pur essendo ancora una volta soddisfatto dei progressi della sua Ducati".

"Quando arrivi all'ultima curva con la possibilità di vincere e poi perdi, fa un po' male". Andrea Dovizioso ormai si era abituato ad essere lui a battere Marc Marquez all'ultima curva, ma in Thailandia c'è stato il rovesciamento della medaglia: questa volta è stato lui a tentare un attacco all'arma bianca all'ultima staccata e il rivale della Honda lo ha ripagato con la stessa moneta, incrociando la traiettoria e presentandosi sotto alla bandiera a scacchi per primo.

E' chiaro che la delusione quando si perde una gara all'ultima curva c'è, ma ancora una volta il pilota della Ducati riesce a trovare il bicchiere mezzo pieno: "Questa non era una pista favorevole per noi, perché avevamo sofferto parecchio nei test. Questo conferma che siamo migliorati molto nel corso della stagione ed è una cosa molto positiva" ha aggiunto.

Riguardo all'ultimo tentativo d'attacco alla curva 12, "Desmodovi" era d'accordo quando è stato etichettato come un attacco della disperazione, quindi non si è detto particolarmente sorpreso del fatto che non sia andata a buon fine, anche se crede che sia stato giusto provarci.  

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"Sì, Non lo voglio vedere come un sorpasso sbagliato. E' stato un po' un provarci perché non sai mai cosa può succedere. Le reazioni possono essere sempre diverse, quindi a volte puoi anche trarre vantaggio. Non ero in condizioni di attaccarlo come avrei dovuto. Per stare davanti avrei dovuto bloccarlo come avevo fatto un paio di giri prima, ma ero un pochettino troppo lontano. E' per quello che sono arrivato un po' troppo lungo. Io speravo che lui forzasse la staccata, ma era palese che fossi arrivato lungo ed è stato bravo ad interpretarla e ad incrociare" ha spiegato.

Ma non dite ad Andrea che Marquez lo ha battuto alla Dovi: il forlivese infatti ha negato questa etichetta, dicendo che è più una questione di dinamiche sul come si arriva all'ultima curva, piuttosto che un marchio di fabbrica delle sue vittorie precedenti.

"Non è tanto una questione di Dovi o Marquez. E' come quando io sono riuscito a batterlo in Austria, in Giappone e in Qatar. E' una questione di disperazione: non è che Marc sbaglia la staccata quando mi attacca. In quei casi lì ha fatto una cosa che nessuno avrebbe provato, perché sarebbe stato impossibile rimanere in traiettoria. Punto".

"Io in quelle occasioni sono solo stato bravo a capire che lo avrebbe fatto e a farmi trovare pronto per incrociare. Se uno fa una staccata alla disperata, arriva lungo per forza e oggi è successa la stessa cosa. Quindi non è tanto questione di Dovi o Marquez, quanto di dove ti trovi quando arrivi alla staccata".

Molti sono rimasti sorpresi per l'attacco che Marquez gli ha portato alla curva 5 all'ultimo giro, ma non Dovizioso: "Me l'aspettavo, perché sentivo il suo motore e sapevo che era molto vicino. Devo ancora rivedere le immagini, ma secondo me in un altro paio d'occasioni non ci ha proprio provato, ma si è avvicinato molto. Mi aspettavo quindi che non riuscendo a superarmi in altri punti, quella sarebbe stata una possibilità. Purtroppo però non ero assolutamente forte in quel punto, quindi non potevo forzare. Lui comunque ha fatto un sorpasso da fenomeno, 'da Marc', ma non sono sorpreso, perché so con chi mi sto giocando le gare". 

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Con la vittoria di oggi, tra due settimane Marquez potrebbe laurearsi campione a Motegi. Per il fine settimana però l'obiettivo di Dovizioso non è fermare Marquez nella corsa al titolo, ma provare a vincere e continuare a far crescere la sua Ducati.

"Andiamo in Giappone per provare a vincere, perché per me è una pista migliore di questa per noi, ma senza altri obiettivi se non quello di continuare a sviluppare la moto, perché in ogni fine settimana stiamo riuscendo a migliorare tante piccole cose. Non dobbiamo concentrarci su altro".

Informazioni aggiuntive di Scherazade Mulia Saraswati

 
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Andrea Dovizioso, Ducati Team, terzo qualificato

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