Dovizioso: "L'obiettivo era allinearmi al gruppo e l'ho centrato"

Il forlivese ha chiuso i test di Misano con il 18esimo tempo di giornata, ma con la convinzione di aver fatto uno step ulteriore, allineandosi al ritmo del gruppo. Ora però è più che mai certo che ci vorrà tempo per adattarsi allo stile di guida richiesto dalla Yamaha.

Dovizioso: "L'obiettivo era allinearmi al gruppo e l'ho centrato"

Il target primario della trasferta di Misano è stato raggiunto, ma Andrea Dovizioso sa bene che il percorso da fare prima di riuscire ad essere competitivo in sella alla Yamaha sarà lungo. Il nuovo arrivato in casa Petronas SRT è soddisfatto per essere riuscito almeno ad allinearsi al passo del gruppo, per essere competitivo però dovrà reinventare tutte le sue linee: se ne era già abbastanza convinto dopo il Gran Premio di domenica, aver fatto qualche giro dietro a Fabio Quartararo nella seconda giornata dei test collettivi gli ha dato una certezza granitica di questo.

La M1 ha bisogno di essere guidata in maniera completamente diversa rispetto alla Ducati con cui ha corso negli ultimi otto anni, quindi dovrà rimodellare quella guida che per lui era diventata ormai praticamente istintiva. In questo senso però ci sono stati già degli altri piccoli progressi nel corso della due giorni di test, quindi il suo bilancio sembra essere positivo.

"Queste giornate sono state molto importanti, perché mi hanno permesso di fare tanti chilometri sulla moto. Abbiamo provato anche un set-up diverso e qualcosina anche a livello di materiale. Per me è importante capire la moto, ma anche per il team vale la stessa cosa con me e ciò di cui ho bisogno", ha detto Dovizioso alla conclusione della seconda giornata, chiusa con il 18esimo tempo nella classifica cumulativa.

"Nel pomeriggio ho seguito un po' Fabio. Mi ricordavo cosa era successo nel 2012 e sta succedendo la stessa cosa oggi: devo ridisegnare le linee di ogni circuito, perché la moto richiede un approccio completamente diverso. E' buono averlo capito, perché so su che cosa devo lavorare. Ma credo che sarà una cosa che richiederà del tempo, perché se guido in maniera istintiva non funziona. Questo è il lavoro che dobbiamo fare con la squadra, ma fortunatamente abbiamo ancora quattro gare per riuscirci", ha proseguito, lasciando intendere che ora il target è terminare l'adattamento prima di salire sulla Yamaha 2022 nei test di fine anno a Jerez.

A questo punto gli è stato domandato se magari la situazione non sia più difficile di quanto avrebbe immaginato prima di lanciarsi in questa nuova avventura. Pur ammettendo che effettivamente ci sono anche degli automatismi da ritrovare, il forlivese sembra davvero convinto che sia solo una questione di tempo e di metodo di lavoro.

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"Stando fuori dieci mesi, mi sono reso conto di quanto ci spingiamo al limite per fare determinate prestazioni. Quando sei un pilota di MotoGP, a furia di fare test e gare, non hai dei periodi troppo lunghi senza guidare, ed acquisisci certe cose che ti sembrano normali, ma non lo sono. E' vero che ho fatto i test con l'Aprilia, ma i tempi che avevo fatto erano lontani anche da quelli che ho fatto nel weekend. Quando stai fuori dieci mesi quindi sai che ci sono tanti punti interrogativi prima di andare ad approcciare un weekend".

"L'obiettivo era veramente allinearci al gruppo e questo è stato fatto. Per me non è per niente scontato, soprattutto perché l'ho fatto con una moto che non conoscevo e va guidata in un modo completamente diverso da come guidavo la Ducati quando andavo forte. E' per quello che dico che ci vorrà del tempo: ognuno ha una propria idea di come va approcciata una pista, ma poi va correlata al mezzo. E il mezzo non lo acquisisci troppo velocemente".

"La moto me l'aspettavo più facile? Quello che mi ha permesso di fare questo weekend è tanta roba, perché con il poco tempo che hai nei turni è positivo allinearsi al gruppo. Ma poi perché c'è anche un buonissimo feeling con il telaio. Questa poi ovviamente è solo una percentuale del pacchetto. Comunque bisogna andare forte e guidare meglio per riuscire a capire la moto. In questo momento non ho troppe risposte neanche io".

La partenza è sempre stata uno dei punti di forza della Ducati, quindi ad Andrea è stato domandato anche come sia andata con la Yamaha: "Mi sono trovato bene, ma io l'abbassatore sia davanti che dietro non l'avevo provato in Ducati, perché non c'era ancora. Ho provato quello dell'Aprilia nei test e quello della Yamaha nel weekend. Penso che partano entrambe molto bene, perché i tempi che ho fatto ieri nelle prove erano molto buoni. Poi è chiaro che in gara sei sempre un pelino più lento, ma mi sono trovato molto bene".

Sulle prospettive per Austin invece per il momento preferisce non sbilanciarsi troppo: "E' ancora tutto molto nuovo per me e devo lavorare su molti aspetti oltre che pensare al circuito. Austin è una pista molto impegnativa, di solito ci sono tanti bump, e penso che abbiano fatto delle modifiche all'asfalto, quindi non possiamo sapere come tutto questo inciderà, oltre ad altri fattori come il grip ed il meteo. Penso che sia una pista adatta alla nostra moto, ma non ho un'esperienza tale per esserne certo, quindi non posso fare troppe previsioni".

Andrea Dovizioso, Petronas Yamaha SRT

Andrea Dovizioso, Petronas Yamaha SRT

Photo by: Yamaha MotoGP

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