Dovizioso: "Deluso? No, non mi aspettavo di mettere in crisi Marquez qui"

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Dovizioso:
Matteo Nugnes
Di: Matteo Nugnes
23 set 2018, 15:12

Il forlivese è più contento della conferma della competitità della Ducati su una pista ostica che deluso per aver visto sfumare la vittoria solo ad un paio di giri dal termine: "A parte non aver vinto, c'è tanto di positivo".

Digerire una sconfitta rimediata negli ultimi due giri, quando sei stato in testa praticamente dall'inizio alla fine, non deve essere mai facile. Uno dei punti di forza di Andrea Dovizioso però è sempre stato il riuscire ad essere estremamente analitico sia quando le cose vanno bene che quando vanno male.

"A livello di sensazioni, se uno vuole analizzare obiettivamente la cosa, dobbiamo essere euforici. Se uno prova a vincere la gara e all'ultimo giro e mezzo non ce la fa, è ovvio che il morale non è al top. La realtà però è il ragionamento razionale su quello che è successo" ha detto a caldo il pilota della Ducati, dopo un GP di Aragon nel quale Marc Marquez ha interrotto la striscia di tre successi delle Desmosedici GP.

Se si mettono da parte le emozioni, si fa fatica a dargli torto, visto che questa l'anno scorso fu una di quelle piste che diedero una mazzata alle sue ambizioni iridate, mentre quest'anno se l'è giocata fino alla fine con il rivale della Honda. 

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"E' normale che avessimo creato tante aspettative, perché siamo andati forte in tutti i turni e in qualifica. Dopo aver vinto tre gare consecutive, le aspettative generali erano che la Ducati potesse vincere anche qui. Secondo me, però, è il solito modo di guardare le cose senza fare attenzione ai dettagli, perché ad Aragon Marc ha sempre dominato. Sapevo di essere competitivo, ma non mi sarei mai aspettato di mettere in crisi Marc. Siamo riusciti a metterlo in crisi, ma lui ha guidato molto bene ed è riuscito a rispondere e a vincere. Questa è la realtà dei fatti" ha argomentato "Desmodovi".

Che poi ha proseguito: "A parte non essere riusciti a vincere, c'è tanto di positivo. A Misano c'era stata una grande risposta su una pista su cui avevamo sempre fatto fatica, ma qui avevamo sempre fatto più fatica in passato. Quello che abbiamo fatto in questo weekend è una conferma importante, ma non basta. Stiamo lavorando bene, stiamo migliorando, ma se vogliamo combattere contro Marc e la Honda dobbiamo fare qualcosa di più. In questo momento sono abbastanza sereno, perché abbiamo ancora il nostro DNA, che oggi è venuto fuori, ma stiamo migliorando sui lati negativi della nostra moto".

Quando poi gli è stato domandato se fosse impossibile riuscire a staccare Marc prima della battaglia finale, ha detto: "Ci ho provato, ma mi immaginavo che Marc ne avesse, anche se credevo che ne avrebbe avuto di meno a fine gara. Non ho potuto spingere come a Misano, perché non sarebbe stato possibile con le gomme. Dopo il giro in cui ho fatto lo strappo, ho dovuto rallentare, perché altrimenti non sarei arrivato alla fine della gara".

Non a caso, Andrea sembra convinto che le cose non sarebbero cambiate troppo se in gara ci fosse stato anche Jorge Lorenzo, caduto dopo appena una curva: "Non lo so, quando uno cade non sai mai cosa avrebbe potuto fare. Vedendo le situazioni critiche che abbiamo trovato in gara, non credo che avrebbe potuto fare un ritmo migliore di quello che abbiamo tenuto, anche perché se non fosse caduto sarebbe stato dietro e avrebbe dovuto sfruttare la gomma per recuperare. Cosa che in gare come oggi non ti puoi permettere".

Di contro, Marquez ha detto che a parità di gomme dure al posteriore (Marc ha montato a sorpresa la soft), forse avrebbe vinto il ducatista. Un pensiero che il forlivese sembra condividere: "Probabile, tu fai tante prove e hai dei parametri piuttosto chiari. Però in gara le gomme si comportano sempre in maniera un po' diversa, quindi non puoi mai avere delle certezze. Sulla carta, la morbida sembrava che potesse essere veloce anche per noi, ma sembrava che avesse un consumo molto elevato. Ma alla fine non è stato così, perché due Suzuki e una Honda sono arrivate attaccate a noi, quindi vuol dire che oggi funzionava molto bene".

Con il Mondiale che ormai sembra andato, visti i 72 punti di ritardo su Marquez, bisogna provare a sfruttare le prossime gare per avere ulteriori conferme del valore della Ducati: "Quello che dobbiamo fare è cercare di giocarci la vittoria su tutte le piste e Phillip Island sulla carta è la più complicata. Quella quindi sarà sicuramente un test fondamentale".

Informazioni aggiuntive di Jamie Klein

 
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