Dovizioso: "4 Ducati davanti? Conferma la nostra buona base, ma fare pronostici è impossibile"

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08 feb 2019, 11:57

Il forlivese ha promosso la nuova carena da alto carico della Ducati, mentre rimane dubbioso sul telaio, che sarà riprovato in Qatar. Per ora però non vuole fare confronti con la concorrenza ed in particolare con la Honda, che ha entrambi i piloti infortunati.

Andrea Dovizioso, Ducati Team
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Se la Ducati cercava conferme dal primo test della stagione 2019 della MotoGP, bisogna dire che forse ne ha trovate anche di migliori di qualsiasi più rosea aspettativa: la classifica cumulativa delle tre giornate vede la bellezza di quattro Desmosedici GP davanti a tutti, per di più con tempi inferiori al record del tracciato malese.

Tuttavia, per Andrea Dovizioso, che oggi ha anche portato al debutto una nuova carena da alto carico, è ancora presto per cantare vittoria: il forlivese ritiene che questa sia la conferma dell'ottima base realizzata a Borgo Panigale, ma che non sia ancora possibile fare un confronto reale con la concorrenza. A maggior ragione con la Honda, che in questi tre giorni non ha avuto a disposizione Jorge Lorenzo ed ha un Marc Marquez acciaccato.

Il bilancio, carena compresa, è stato comunque positivo: "La nuova carena non è male, sono contento. Oggi abbiamo fatto un buon tempo, la pista era molto veloce e infatti in molti hanno fatto dei tempi notevoli. Ogni anno facciamo i test qui, quindi conosciamo molto bene la pista. E' la prima volta che giro in 1'58" e sono davvero felice di vedere quattro Ducati in vetta, perché è una bella conferma della nostra base. Non significa che siamo i più veloci per la gara, perché questa classifica non mostra la realtà, ma sono felice".

"Desmodovi" però ha immediatamente tirato il freno a mano: "Fare dei pronostici in questo momento, o dire come siamo messi noi e gli altri, è impossibile. In questi tre giorni viene fuori l'attitudine. Secondo me, i due piloti Yamaha sapevano che dovevano recuperare ed hanno fatto un test molto buono. Rins partirà più competitivo dell'anno scorso, perché ha fatto un finale di stagione molto buono ed ha più la situazione sotto controllo. Ma le Honda al momento non sono giudicabili. Saranno competitive, ma quanto non lo sappiamo perché in questo momento i piloti non sono in forma".

Guardando solo al box Ducati però le cose sono andate bene: "Abbiamo provato parecchia roba e siamo riusciti a migliorare un po', quindi sono contento. E' normale che quando hai una buona base è più difficile migliorare, perché non è detto che si riesca a fare uno step con tutto quello che provi. Però sono molto contento".

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L'unico neo forse è il telaio nuovo, che non sembra averlo convinto del tutto: "Il telaio non è male, però è da rivedere. La decisione bisogna prenderla in Qatar perché iniziare la stagione con due telai, anche se la differenza è piccola, è una situazione da evitare. Ma non lo vedo come un ostacolo o un problema".

Andrea poi ha spiegato di essere rimasto stupito dai temponi che sono venuti fuori oggi, ma non dalla velocità mostrata dal nuovo compagno Danilo Petrucci: "Siamo tutti sorpresi dei tempi che abbiamo fatto oggi, ma non ha piovuto per tre giorni e quindi la pista è migliorata molto. Ma non sono stupito dei tempi di Danilo, perchè in passato aveva dimostrato una buona velocità. Lui in questo test ha lavorato per capire dove migliorare in ottica gara, che è quello che conta per lui in questo momento. Io ribadisco che per me ha più potenziale di quello che ha dimostrato fino ad oggi".

Quando poi gli è stato fatto notare che ora riescono tutti ad adattarsi piuttosto rapidamente alla Ducati, ha detto che non bisogna commettere l'errore di fare confronti con il passato: "Prima di tutto, stiamo parlando di una moto che adesso è competitiva, quindi non si può fare il paragone con diversi anni fa. Lorenzo è arrivato due anni fa e aveva una moto molto competitiva, anche se il suo approccio è stato particolarmente difficoltoso con la Ducati. Negli ultimi anni siamo riusciti a creare una base migliore, quindi non abbiamo problemi particolari, che invece c'erano in passato, quindi chiunque ci sale riesce subito ad andare forte. Forse all'inizio la nostra moto può essere più facile di altre per come sono gestiti il motore e l'elettronica, ma anche perché ora abbiamo un bilanciamento che ha senso".

Anche perché secondo lui al giorno d'oggi in MotoGP sono tutti, o quasi, in grado di andare forte sul giro secco, ma sul passo di gara la musica cambia: "Siamo messi bene più o meno su ogni aspetto, però è più facile andare forte con la gomma nuova che fare il passo, perché cambia parecchio quando bisogna gestire la gomma. I tempi dei test negli ultimi anni contano poco, perché sono sempre tutti velocissimi, anche chi è 17esimo. Essere veloci per 20 giri invece è un'altra cosa e ci riescono in pochi".

Informazioni aggiuntive di Oriol Puigdemont

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