Doohan esclusivo: "Non mi preoccupavo di chi fosse il mio compagno, per Marquez è lo stesso"

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Doohan esclusivo:
Oriol Puigdemont
Di: Oriol Puigdemont
17 dic 2018, 13:34

Prima di recarsi a Cervera, dove ha trascorso un giorno con Marc Marquez, Mick Doohan si è fermato a Barcellona, dove si è seduto per un caffè con Motorsport.com, ripercorrendo la stagione in cui lo spagnolo ha eguagliato i suoi cinque titoli in MotoGP.

A Valencia è finita una stagione intensa, ma con lo stesso campione. Il fatto che Marquez abbia vinto cinque Mondiali in sei anni, non toglie interesse alla MotoGP?
"E' stata una bella stagione, con gare molto belle. In molti casi non c'era un chiaro favorito neppure alla domenica mattina, anche se Marc è sempre stato forte e convinto e questo lasciava intendere che sarebbero successe delle cose interessanti. Penso che sia stata una delle stagioni più divertenti per gli spettatori. Gli altri vogliono sempre battere quello che è diventato il riferimento e questo significa che non puoi rilassarti per il semplice fatto di aver vinto nella stagione precendente. Se poi lo fai, gli altri ti possono superare. Marquez non si è mai fermato, quindi puoi chiamarlo come vuoi, reinventare se stesso o evolvere, ma l'ha fatto di nuovo anche quest'anno. Alla fine dell'anno ha avuto un brutto momento con l'infortunio alla spalla, ma non ha permesso a nessuno di notarlo e questo per me è la prova che è un campione vero. Avere cinque titoli dimostra quanto sei forte mentalmente".

Marquez è migliore della moto di cui dispone?
"Ai miei tempi, penso che ci fossero state anche sette Honda in griglia, ma ha vinto sempre lo stesso. Un pilota come Marc farà sempre la diffirenza e, fortunatamente, nel motociclismo il pilota ha ancora quella capacità. Lo abbiamo visto in passato con diversi piloti che hanno cambiato moto, e in alcuni casi hanno continuato ad essere veloci, ma altri no. Penso che se Marc cambierà squadra, sarà sempre capace di continuare a vincere". 

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Per dimostrare di essere il migliore deve cambiare moto?
"Cazzate! Se questa teoria viene dai suoi rivali e perché sanno quanto è forte e vogliono metterlo in difficoltà. Non ce ne sono stati così tanti che hanno dominato come lui in questo momento. Alcuni dei suoi avversari lo hanno fatto, di cambiare marchio, ma non sono riusciti a tirare fuori il 100% dalla moto. Marc invece è in grado di unire tutto il suo talento al potenziale offerto dalla Honda".

Marquez-Honda è la combinazione perfetta?
"Lo è. Ma allo stesso modo, se gli date un'altra moto che ad un livello accettabile, farebbe le stesse cose, cioè vincere. L'abbiamo visto con Valentino, con Eddie Lawson. Un pilota veloce resta un pilota veloce".

Dovizioso è stato l'unico che ultimamente ha messo in discussione i titoli di Marc: sono ad un livello simile?
"Marc può correre con qualsiasi moto, mentre i suoi rivali si avvicinano solo quanto hanno tutto perfetto. Ma nel momento in cui la sua moto non è ad altissimo livello, è Marc che fa la differenza, perché riesce sempre a guidare allo stesso modo. I piloti come Pedrosa, erano irraggiungibili quando era tutto perfetto intorno a loro. Lo stesso è successo con Cadalora. Ma sono piloti che vincevano una domenica e quella successiva erano indietro. Dovi è migliorato, ma penso che debba ancora chiarire alcuni dubbi. E' stato il migliore negli ultimi anni, ma non sappiamo se sia merito suo o della Ducati. Dal mio punto di vista, non possiamo ancora collocarlo sullo stesso piano di Marquez".

Alcuni dicono che tu e Rossi avete avuto vita più facile di Marquez per arrivare a cinque titoli nella classe regina, perché ora la competizione è più feroce...
"Cambiare l'opinione delle persone è impossibile, ma non so da dove si aspettavano che arrivassero i miei avversari. Avevo davanti i piloti migliori del mondo, quindi sminuire gli altri mi sembra irrispettoso. Quando ho vinto io o quando lo ha datto Valentino, in entrambi i casi abbiamo corso contro dei campioni del mondo. Avevo Rainey, Schwantz e Lawson di fronte a me, quindi non penso che parliamo di pilota lenti. Valentino ha quasi 40 anni! Questo è già impressionante di per sé. L'unica cosa che è cambiata è l'elettronica sulle moto, che da qualche tempo ha ravvicinato tutti quanti, soprattutto all'inizio delle gare. In ogni caso, davanti finiscono sempre gli stesso. Penso che sia più un'evoluzione della categoria che non il livello della competizione più alto. Sia Marc che Valentino possono risalire dal 20esimo posto in griglia, quindi cosa dobbiamo dire degli altri? L'unica cosa che è successo è che ora le moto sono più facili da guidare e questo consente a più piloti di avvicinarsi ai migliori e di rimanere davanti più a lungo. La differenza tra Valentino e Marc e gli altri, è che loro sono in grado di essere veloci anche quando le moto non sono perfette".

La Honda è una moto che ha bisogno dell'aggressività di Marquez?
"Non sicuro che sia la moto a richiederlo, ma ciò che è chiaro è che lui sia il migliore in questo, che per lui funziona. Non sembra che la sua aggressività vada a distruggere le gomme. Ha già guidato così anche in Moto2 e in qualche modo ha evoluto lo stile di guida della MotoGP, portandolo ad un altro livello. E' come quando alla fine degli anni '80 le moto cominciavano a muoversi molto e c'erano piloti che avevano paura e chiudevano il gas. Altri però lo lasciavano aperto. Alcune persone guardano Marquez e pensano che sia pazzo, ma in realtà sta solo guidando a modo suo". 

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Che impatto pensi che avrà sulla Honda l'arrivo di Lorenzo?
"L'unica cosa che Marc può fare è continuare a migliorare, perché ha solo 25 anni. Valentino ha quasi 40 e continua ad imparare. Finora, dall'altra parte del box c'era Pedrosa, ma con Jorge arriva un tre volte campione del mondo di MotoGP che lo spingerà ancora più forte. Non ho prestato molta attenzione ai risultati dei test, ma è chiaro che la firma di Lorenzo sarà una grande motivazione per Marc. In nessun momento della mia carriera sono stato preoccupato di chi fosse il mio compagno e penso che per Marc sia lo stesso. Se Lorenzo dovesse riuscire a stargli davanti, non ci sarebbe alcuna differenza rispetto a Pedrosa o ad un pilota con un'altra moto. La crescita penso che sarà soprattutto della Honda, che avrà due piloti molto forti, ma con due stili molto diversi. Questo dovrebbe consentire di progettare e costruire una moto ancora più competitivia. Jorge aiuterà la Honda a portare la sua moto ad un altro livello, evidenziando quello di cui si lamentano anche gli altri piloti".

Penso che vedremo delle nuove versioni di Lorenzo e Marquez?
"Penso che Lorenzo sia in una situazione difficile, perché ha molta pressione, ma d'altra parte può essere buono, perché non ha altra scelta che battere Marc con le sue stesse armi. E' come quando Eddie Lawson è venunto in Honda ed ha detto che Wayne Gardner con la sua stessa moto non sarebbe stato al suo livello. Ma il Mondiale poi lo vinse Gardner. Quindi non ci sono scuse. Sono propenso a pensare che questo sia uno dei motivi per cui Jorge ha accettato la sfida di correre con Marc, per sapere se sarà in grado di batterlo. Ad ogni modo, il vincitore di questa situazione è la Honda".

Non pensi quindi che sia Marquez ad avere più pressione essendo il campione che tutti si aspettano debba continuare a vincere?
"Penso che la pressione l'avranno entrambi. Jorge non avrà scuse perché avrà lo stesso materiale di Marc. Dovremmo vedere come si adatterà alla Honda, perché Marc è lì da molto tempo e ha il polso della situazione. Comunque Jorge ha molta esperienza e penso che si adatterà rapidamente. Penso che Lorenzo debba lavorare perché corre da molti anni contro Marc e sa quanto sia forte, sia mentalmente che in moto".

I piloti danno valore alle statistiche?
"Nel mio caso, vittorie e titoli mi hanno reso felice e sono ciò che mi ha motivato, ma le statistiche indicano che quando si raggiunge la mia età non sono un elemento motivante".

Credi nella sfortuna?
"La sfortuna esiste, perché ci sono delle cose che sfuggono al tuo controllo. C'è chi dice di creare la propria fortuna con la preparazione e l'allenamento, ma se qualcun altro cade di fronte a te o scivoli su una chiazza d'olio, cosa ci puoi fare? L'unica cosa che puoi fare è prepararti al meglio, meglio di chiunque altro, e cercare di minimizzare il rischio della sfortuna. Purtroppo, il rischio esiste sempre in MotoGP. E se non ci fosse, non sarebbe così eccitante".

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Ganador Marc Marquez, Repsol Honda Team, con Mick Doohan

Ganador Marc Marquez, Repsol Honda Team, con Mick Doohan
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Foto di: Gold and Goose / LAT Images

Mick Doohan, Repsol Honda Team

Mick Doohan, Repsol Honda Team
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Foto di: Repsol Media

Mick Doohan, Repsol Honda Team

Mick Doohan, Repsol Honda Team
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Mick Doohan, Repsol Honda Team

Mick Doohan, Repsol Honda Team
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Mick Doohan, Repsol Honda Team

Mick Doohan, Repsol Honda Team
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Poleman Marc Marquez, Repsol Honda Team con unas botas y guantes como las de Mick Doohan

Poleman Marc Marquez, Repsol Honda Team con unas botas y guantes como las de Mick Doohan
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Foto di: Gold and Goose / LAT Images

Marc Márquez, Repsol Honda Team posa con un cartel de Mike Doohan

Marc Márquez, Repsol Honda Team posa con un cartel de Mike Doohan
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Foto di: Repsol Media

 
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