Dall'Igna: "Abbiamo un paio di idee per risolvere i guai del passato"

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Dall'Igna:
Franco Nugnes
Di: Franco Nugnes
15 gen 2018, 17:07

Il responsabile di Ducati Corse è fiducioso di avere i mezzi sufficienti per puntare al mondiale. A Dovizioso e Lorenzo darà telai identici, mentre l'anno scorso erano diversi. Non ci saranno esasperazioni aerodinamiche, ma guarda la carena Yamaha...

Jorge Lorenzo, Ducati Team, Michele Pirro, tester Ducati, Luigi dall'Igna e Andrea Dovizioso, Ducati Team
Claudio Domenicali, CEO Ducati, Davide Tardozzi, Team Manager Ducati e Paolo Ciabatti, Direttore Sportivo Ducati, Luigi Dall'Igna, Jorge Lorenzo, Andrea Dovizioso, Michele Pirro
Gigi Dall'Igna, Ducati Team General Manager
Gigi Dall'Igna, General Manager Ducati Team
Jorge Lorenzo and Andrea Dovizioso, Ducati Team
Detail Ducati MotoGP, Ducati Team
Detail Ducati MotoGP, Ducati Team
Bike of Andrea Dovizioso, Ducati Team
Detail Ducati MotoGP, Ducati Team
Bikes of Andrea Dovizioso and Jorge Lorenzo, Ducati Team
Bike of Andrea Dovizioso, Ducati Team
Detail Ducati MotoGP, Ducati Team
Detail Ducati MotoGP, Ducati Team
Andrea Dovizioso, Ducati Team
Jorge Lorenzo, Ducati Team
Jorge Lorenzo and Andrea Dovizioso, Ducati Team
La manopola del gas della Ducati Desmosedici GP 18
Carena Ducati Desmosedici GP18
Detail Ducati MotoGP, Ducati Team
Detail Ducati MotoGP, Ducati Team
Andrea Dovizioso, Ducati Team

Gigi Dall’Igna è determinato. Il veneto sa di aver tracciato un cammino importante che ha riportato la Ducati a lottare con Andrea Dovizioso per il titolo fino alla fine del campionato scorso.

Claudio Domenicali, capo del marchio di Borgo Panigale, ha detto che la Ducati è pronta per essere protagonista nel 2018. Il responsabile di Ducati Corse ne è consapevole, ma deve sciogliere alcuni dubbi…

“È presto per dirlo. Abbiamo delle idee e le abbiamo simulate, ma non sempre le simulazioni rispecchiano la realtà. Ti risponderò dopo Buriram”.

Cosa avete fatto per migliorare?

“Diciamo che abbiamo delle idee sul telaio per migliorare alcuni aspetti della moto che in passato ci hanno dato un po’ di fastidio. Sono idee che devono essere confermate: mai come quest’anno saranno importanti i test di Sepang e di Buriram”.

Una gara storta come quella dell’Australia ti ha tolto il sonno per tutto l’inverno?
“Non si può dire che abbia perso il sonno per Phillip Island, né che abbiamo avuto una stagione normale. Come ho già detto, noi siamo cresciuti costantemente in quasi tutti i settori. Ci sono ancora pochi punti che ci danno un po’ di fastidio".

"Spero che non si ripetano situazioni come quella dell’Australia, dove non siamo andati bene l’anno scorso, ma in passato abbiamo fatto delle ottime gare anche là. Però è sicuramente vero che l’anno scorso anno non abbiamo brillato, anzi è stata una delle nostre gare peggiori".

"Ecco perché abbiamo concentrato gli sforzi per evitare di avere ancora quel tipo di problemi. Vedremo se ci saremo riusciti”.

Avete provato le gomme 2018 o vi aspettate delle sorprese da parte della Michelin?
“Non credo che la Michelin nel 2018 faccia cose molto diverse da quelle dello scorso anno. Saranno più o meno quelle che abbiamo usato nel 2017 con qualche affinamento in qualche pista. Non mi aspetto che le gomme possano essere un elemento di discontinuità l’anno prossimo”.

Eri più nervoso l’anno scorso quando era tutto da dimostrare o quest’anno che il valore della Ducati è solo da confermare?
“Non sono particolarmente nervoso quest’anno, ma non mi ricordo com’ero l’anno scorso (e ride…): in questi anni abbiamo fatto una crescita importante e credo che abbiamo sbagliato poco sia dal punto di vista tecnico che sportivo. Quindi, non dico che rifarei tutto quello che ho fatto, ma cambierei poche cose. Questo mi permette di guardare il futuro con una certa serenità, poi quello che succederà lo andremo a scoprire un po’ alla volta…”.

E se i due piloti cominciassero a farsi la guerra per vincere?
“Lo spero con tutto il cuore. Sarebbe bello, anche se difficile da gestire, ma credo che sarebbe un problema che tutti i team manager vorrebbero avere. Ben venga quel problema, dunque…”.

Aperta la frontiera aerodinamica, ci saranno delle rivoluzioni in materia nel corso della stagione?
“Non credo che ci saranno grosse rivoluzioni. O meglio non credo che noi dovremo andare a cercare grosse rivoluzioni. Non dobbiamo più rischiare come quando eravamo distanti dalla vetta, per cui mi aspetto di più un lavoro di affinamento che non di ricerca di innovazione a tutti i costi”.

Aspetti negativi e positivi nell’avere due piloti top che vogliono vincere…
“Non ci sono aspetti negativi, ma è chiaro che due piloti che sono in lotta per il titolo sono più difficili da gestire. Ma questo è un aspetto che fa parte del mio lavoro e mi ci vorrei trovare…”.

Ducati Corse è una struttura adeguata per puntare al titolo o manca ancora qualcosa?
“Diciamo che i limiti non esistono, però sono contento di quello che ho in questo momento e penso che sia sufficiente per andare a giocarsi il titolo”.

Per vincere Lorenzo deve avvicinare il suo modo di guidare alla Ducati, oppure hai fatto un telaio per soddisfare le esigenze di Jorge?
“Lorenzo già nella parte finale della stagione 2017 aveva fatto un passo avanti importante, per cui se comincerà a vincere non dovrebbe più stupire nessuno. Si è giocato la vittoria in più di una occasione per cui è chiaro che gli manca ancora qualcosina per essere il Martello che è stato negli anni passati, ma noi dobbiamo dargli qualcosina…”.

E che cos’è questa qualcosina?
“Un po’ di confidenza in più in certe situazioni… Non serve molto!”.

Danilo Petrucci avrà la stessa moto factory o svilupperà dei concetti diversi?
“Danilo di base avrà la stessa moto del team interno, e a seconda di come andranno le cose poi decideremo quale tipo di sviluppo faremo con lui. Se dimostrerà di essere pronto per vincere gli daremo tutto quello che avremo”.

E fra Dovizioso e Lorenzo ci saranno moto diverse?
“In realtà i piloti fanno sostanzialmente gli stessi commenti e riportano gli stessi problemi guidando le moto, per cui non c’è bisogno di pensare degli sviluppi separati. L’unico che abbiamo portato avanti penso sia utile a migliorare le prestazioni di entrambi”.

A livello di mercato le discussioni inizieranno presto?
"Sarà una stagione importante anche da questo punto di vista, perché tutti i piloti di un certo peso sono in scadenza di contratto e, quindi, è evidente che non è più come una volta, quando c’erano poche Case a contendersi i migliori, ora il bacino dei Costruttori che potrebbero sperare di avere dei piloti buoni si è allargato. Mi aspetto che questo possa diventare un problema nella stagione…”.

Alla Ducati sono stati portati via dei tecnici: come va letta questa cosa?
“Credo che sia normale se una Casa che ha dimostrato certe prestazioni, possa vedere i propri tecnici ambiti da tutte le altre. Siamo l’unica Casa europea che riesce a raggiungere certi risultati e, quindi, è evidente che gli altri Costruttori europei cerchino di prendere i nostri tecnici".

Interessano anche ai giapponesi per portare via il vostro know how…
“Fa parte del gioco. Vedere i nipponici che in qualche maniera ci rincorrono non può che fare piacere. Ci inseguono sull’aerodinamica e sui tecnici: vuol dire che per certi aspetti siamo diventati il punto di riferimento del mondiale, mentre per altri dobbiamo ancora lavorare sodo”.

Dopo che hai visto la carena della Yamaha hai detto che ci sarà qualcosa da rivedere…
“Il regolamento non è cambiato, ma è chiaro che si può interpretare. E da questo punto di vista Yamaha ha fatto qualcosa di diverso. Non so ancora se sia stato accettato oppure no. Lo vedremo dai test di Sepang e poi ci penseremo…”.

Come lavorerete nei tre test invernali?
“Le prime due tappe serviranno a definire la moto. Abbiamo alcune idee che vogliamo verificare: dobbiamo uscire dai primi due test con la moto 2018 pronta. Nell’ultima sessione, invece, sarà di affinamento per la gara che si disputerà pochi giorni dopo”.

Hai detto che ci sarà un telaio uguale per i due piloti…
“Sì, lo confermo. I due telai saranno identici negli spessori, nelle rigidezze e nelle dimensioni”.

E l’anno scorso?
“Erano un po’ diversi perché Dovizioso aveva preferito uno sviluppo che Jorge non aveva apprezzato”.

 

 

 

 

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