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Bagnaia: "Ho capito che devo essere più 'ignorante' nelle prime tre curve"

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Bagnaia: "Ho capito che devo essere più 'ignorante' nelle prime tre curve"
Di:
16 mag 2019, 14:12

Il pilota della Ducati Pramac attende con impazienza il weekend di Le Mans, pista su cui solitamente va molto forte, perché vuole proseguire il percorso di crescita iniziato a Jerez. A cominciare dalla partenza e dai primi giri, aspetti su cui urge un miglioramento.

Il risultato finale del GP di Spagna non lo ha lasciato intendere troppo, ma è innegabile che Pecco Bagnaia sembra aver intrapreso un percorso di crescita graduale nella sua prima stagione in MotoGP.

Il weekend di Jerez era stato forse il più convincente del pilota della Ducati Pramac, almeno fino alle qualifiche. In gara però ha rovinato tutto nei primissimi metri, partendo male dalla decima casella dello schieramento e scivolando nelle retrovie. Cosa che forse lo ha fatto innervosire un pochino, portandolo anche all'errore ed alla caduta.

Ora però arriva Le Mans, un tracciato speciale per il campione in carica della Moto2: nel 2015 ha conquistato il suo primo podio iridato in Moto3 sul tracciato transalpino e lo scorso anno la sua prima pole nella classe di mezzo. E proprio in Moto2, è giunto secondo nel 2016 ed ha vinto nel 2017. Dunque, sembra lo scenario giusto per il primo risultato importante anche in MotoGP.

 

"E' una pista che mi piace molto e penso che sia molto adatta alla mia moto. Il mio stile di guida si adatta molto bene a questo tracciato perché c'è una serie di curve in cui serve avere molta percorrenza, quindi potrei trovarmi molto bene" ha detto Pecco.

"Sarà fondamentale riprendere il lavoro che abbiamo cominciato a Jerez, perché ero competitivo. Purtroppo la gara è andata come è andata, ma sarà veramente ripartire da lì e provare ad entrare direttamente in Q2 e partire più avanti possibile" ha aggiunto.

La gara di Jerez gli ha portato un nuovo insegnamento, ovvero che le prime fasi della gara sono fondamentali per portare a casa un buon risultato, quindi bisogna partire forte ed essere aggressivi nelle prime curve.

"Ho capito che nel warm-up lap è fondamentale fare una prova di partenza. Poi che forse sono arrivato in griglia un po' tardi, perché quando ho controllato se ero nella posizione giusta, si è acceso il semaforo rosso. Ma soprattutto che devo essere un po' più, passatemi il termine, 'ignorante' nelle prime tre curve. Se ti trovi più avanti, tutti hanno il ritmo abbastanza simile nei primi giri ed è molto difficile superare".

E qui forse deve ritrovare qualche automatismo che aveva un po' perso l'anno scorso, visto che in Moto2 era partito praticamente sempre dalle prime due file, cosa che rende le cose più facili, e non poco.

"L'anno scorso partivo sempre davanti, quindi mi ero quasi dimenticato come fosse fare i primi giri nel gruppo. C'è stata solo una gara in cui ho dovuto recuperare molto, che è stata in Australia. Ma alla fine del primo giro avevo già recuperato da 17esimo a quinto. In MotoGP questo mi viene peggio ed è un qualcosa su cui devo lavorare, anche perché nelle prove è praticamente impossibile provare a superare. Devo trovare il feeling giusto per farlo".

Infine ha parlato anche dell'uomo del momento, il francese Fabio Quartararo, che probabilmente è il suo principale avversario nella corsa al titolo di "Rookie of the Year". Pecco non sembra essere sorpreso, perché conosce il talento del rivale, ma anche perché ritiene che la Yamaha sia una moto più semplice da portare al limite per un esordiente.

"Mi aspettavo che sarebbe stato un contendente serio, più di Oliveira, perché Miguel è in una situazione molto difficile. Però c'è da dire che per un debuttante la Yamaha è un bel vantaggio, perché è una moto facile dal punto di vista della guida. A Jerez ha fatto un lavoro pazzesco e probabilmente in gara avrebbe potuto fare anche podio se non avesse avuto un problema tecnico, quindi è sicuramente da tenere come punto di riferimento per me che sono un rookie" ha spiegato.

"Io però non sono uno di quei piloti sale su una moto e riesce a spingere se non è tutto al 100%, perché ho sempre avuto bisogno di avere tutto sotto controllo per dare qualcosa in più. Comunque siamo sempre più vicini ai primi e questa è la cosa più importante" ha concluso.

Informazioni aggiuntive di Guillaume Navarro

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