Bagnaia duro: "Sbagliato correre, è stato irrispettoso"

Il pilota della Ducati è stato molto severo nei confronti della decisione di correre al Mugello nonostante la morte del pilota della Moto3 Jason Dupasquier, insinuando anche un dubbio terribile: "Se fosse successo ad un pilota di MotoGP, oggi non avremmo corso".

Bagnaia duro: "Sbagliato correre, è stato irrispettoso"

La gara del Mugello rischia di pesare come un macigno sulle ambizioni iridate di Pecco Bagnaia, ma il pilota della Ducati non ne vuole neanche parlare. I 25 punti persi nei confronti di Fabio Quartararo a causa della caduta all'Arrabbiata 2 non hanno alcun valore di fronte alla morte di un collega di 19 anni per un ragazzo sensibile come il pilota della Ducati.

Nell'incontro online con i media avvenuto dopo il Gran Premio d'Italia, Pecco infatti ha voluto parlare solo della tragica scomparsa di Jason Dupasquier e della scelta, secondo lui sbagliata ed irrispettosa, di far disputare comunque la gara della MotoGP.

"Se ieri è stato molto difficile guidare, oggi era impossibile. Ho visto la notizia di Jason quando stava per finire la gara della Moto3 e da quel momento per me è stato impossibile pensare alla gara. Ero partito bene, poi ho perso l'anteriore e sono caduto. In ogni caso, finire primo o ultimo oggi non avrebbe cambiato niente", ha detto Bagnaia.

"Avevo chiesto di non correre oggi, non credo che fosse corretto e penso che se fosse successo ad un pilota di MotoGP, oggi non avremmo corso. Non sono contento della decisione di correre che è stata presa dopo una notizia come questa. Non importa se sono caduto, penso solo a Jason, alla sua famiglia e al fatto che abbiamo perso un pilota di 19 anni. Questo è difficile da accettare, come la decisione di farci correre", ha aggiunto.

 

Secondo Pecco non è stata gestita bene la diffusione della notizia della morte del pilota elvetico, anche se sa che non sarebbe stato facile. Ma secondo lui l'errore più grande resta quello di aver disputato la gara.

"E' molto difficile gestire una situazione come questa, quasi impossibile. Anche l'ospedale deve dichiarare se una persona muore. So che non era una situazione facile da gestire, ma quello che non posso accettare è che noi abbiamo corso oggi, perché resto convinto che se fosse capitato ad un pilota di MotoGP ora staremo parlando di lui e non della gara, perché non avremmo corso".

Il ducatista ha ammesso di essere probabilmente un pilota più sensibile in confronti ad altri e che magari c'è chi pensava fosse più rispettoso andare avanti che fermarsi, ma dal suo punto di vista resta un errore quello commesso oggi al Mugello.

"Ci sono sempre due linee di pensiero in questi casi. La mia era che per rispetto non si sarebbe dovuto correre. Per altri invece lui l'avrebbe voluto. Secondo me correre oggi aveva poco senso, perché siamo umani e ognuno è fatto a proprio modo".

"C'è chi le sente meno queste situazioni e poi c'è chi come me, che magari sono anche troppo sensibile, fa più fatica. Forse era meglio non fare la gara, forse no. C'è chi di lavoro deve prendere queste decisioni ed ha pensato che fosse meglio correre, anche se io sono partito che non ero sereno e non ero concentrato. Non è stato bello secondo me".

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Quando gli è stato domandato se aveva manifestato a qualcuno l'intenzione di non correre, Pecco ha aggiunto: "Dopo aver saputo della notizia, sono andato nel box e parlando con il team ho detto che avrei preferito non correre oggi, che era sbagliato ed irrispettoso".

Il minuto di silenzio prima del via è stato un momento molto forte dal punto di vista emotivo per lui: "Sapevo che l'avrebbero fatto e che l'avrei sofferto molto, perché sono molto sensibile. Ho fatto molta fatica in quel minuto: ero quasi riuscito a togliermi dalla testa quello che era successo e a concentrarmi sulla gara, ma quel momento mi ha riportato a pensare a Jason, quindi avrei preferito non correre".

Infine, Pecco ha sottolineato che i piloti non sono stati interpellati prima di prendere la decisione, anche se pensa che la maggior parte sarebbe stata per il correre regolarmente.

"Sicuramente sarebbe stato meglio, ma forse sarei stato l'unico a dire che non avrebbe voluto correre. E mi dispiace un po', perché leggendo i commenti di altri piloti mi sembra che la situazione sia stata presa con un po' troppa leggerezza e non è bello. E trovo che sia poco rispettoso parlarne anche in questo momento".

Francesco Bagnaia, Ducati Team
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Francesco Bagnaia, Ducati Team
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Francesco Bagnaia, Ducati Team davanti a tutti alla partenza della gara
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La moto incidentata di Francesco Bagnaia, Ducati Team
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Francesco Bagnaia, Ducati Team davanti a tutti alla partenza della gara
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Francesco Bagnaia, Ducati Team davanti a tutti alla partenza della gara
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Francesco Bagnaia, Ducati Team, Fabio Quartararo, Yamaha Factory Racing
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