Bagnaia: “A Misano darò tutto per tenere aperto il mondiale”

Pecco Bagnaia torna a Misano con 52 punti di distacco da Fabio Quartararo e le speranza iridate sono flebili. Tuttavia il pilota Ducati è determinato a tenere aperto il mondiale e per farlo è disposto a dare tutto.

Bagnaia: “A Misano darò tutto per tenere aperto il mondiale”

La MotoGP fa tappa a Misano per la seconda volta quest’anno e Pecco Bagnaia ci arriva con i ricordi dell’ultima gara disputata qui un mese fa. Proprio sulla pista di casa, il pilota Ducati aveva trovato la sua seconda affermazione stagionale rilanciandosi in maniera importante nella lotta al titolo mondiale. Il piemontese torna al circuito dedicato a Marco Simoncelli con 52 punti di distacco da Fabio Quartararo e potrebbe dire addio ai sogni iridati già domenica.

Bagnaia sa che conquistare il titolo non sarà un’impresa facile, anzi. Ma spera di lasciare Misano e volare verso le ultime due tappe della stagione con le speranze ancora vive. Per farlo però servirà vincere, in condizioni diverse rispetto a quelle trovate il mese scorso sulla pista romagnola: “Tutto quello che posso fare è vincere, o almeno cercare di restare nella lotta per il titolo. Certo, 52 punti di distacco non sono pochi, ma staremo a vedere. Questo weekend sarà diverso rispetto al primo su questa pista, perché le condizioni sono cambiate e venerdì e sabato potrebbe anche piovere. Perciò il lavoro in vista della gara potrebbe essere un po’ più difficile, ma darò il massimo, darò tutto e cercherò di portare a casa qualcosa di importante”.

Ad ogni modo, Bagnaia potrà ritenersi soddisfatto della propria stagione, in cui ha mostrato una crescita enorme tanto da arrivare a lottare per il titolo pur essendo al debutto nel team ufficiale: “La mia ambizione è sempre quella di migliorare. Se guardiamo alle mie prime due stagioni in MotoGP, l’anno scorso è stato più difficile perché sono caduto e mi sono rotto la tibia. Sembrava che questo non potesse essere l’anno in cui lottare per il titolo, e l’idea era di continuare a crescere. Durante l’estate ho fatto un passo in avanti e in queste ultime gare ne ho fatto un altro. Quindi posso essere soddisfatto e felice del lavoro che stiamo facendo quest’anno, la prossima stagione possiamo fare ancora meglio”.

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Prossima stagione che vede il ritorno di tappe fuori dall’Europa e che riporta a una sorta di normalità. Saranno 21 le gare da disputare e secondo i piloti inizia a essere decisamente impegnativo, tanto da affermare che non si potrà andare oltre questa soglia: “Sarà bello tornare a correre su piste come Phillip Island, Sepang o Mandalika, dove tra poco tra l’altro andrà in Superbike, ci sarei voluto andare già quest’anno, ma sappiamo che non è facile. Non è detto che riusciremo ad andare, ma certamente mi piacerebbe. Certo, con 21 gare non ci sarà molto tempo per riposare, cosa che servirebbe quando si guida una MotoGP. In Formula 1 hanno due gare in più di noi e sarà dura per loro, noi non credo che andremo oltre le 21 gare”.

A proposito di 2022, proprio di oggi è la notizia che Ducati abbraccia il progetto della MotoE. La grande rivoluzione di Borgo Panigale passa dall’elettrico e Pecco Bagnaia commenta questa novità: “Sono felice che Ducati abbia deciso di entrare in MotoE dal 2022. Sicuramente a Borgo Panigale sanno come si costruisce una moto, sapranno gestire tutto e sarà interessante veder nascere questa tipologia di moto. Provare la moto? Non so se vorrei farlo”.

Al momento però resta concentrato sulla stagione in corso, che lo vede impegnato nella corsa al titolo. In quanto pilota MotoGP poi, viene preso da esempio per i ragazzi giovani, che attualmente sono nell’occhio del ciclone per via di manovre discutibili. Bagnaia commenta la penalità inflitta a Oncu dopo l’incidente in Moto3 ad Austin: “Penso che l’unico modo per cambiare questa situazione sia imporre questo tipo di penalità. Oncu è stato il primo a ricevere una sanzione, ma penso che molti altri meritino una penalità simile. Per esempio Alcoba aveva fatto la stessa manovra tre giri prima, ma non gli è stata data alcuna penalità. Forse sono troppo aggressivi. Certo, serve anche essere aggressivi per stare davanti, però c’è da stare attenti”.

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