Cortese: "Per ora non voglio parlare del titolo"

Il tedesco comunque si inserisce tra i favoriti insieme a Kent e Vinales

Cortese:
Il 2012 si preannuncia un anno interessante per Sandro Cortese, pronto per la sua ottava stagione nella categoria di minor cilindrata, da quest'anno divenuta Moto3, durante la quale correrà per la prima volta con il prototipo ufficiale KTM del team Ajo. Ecco una breve intervista che il pilota tedesco ha concesso ai microfoni di MotoGp.com: Come ti senti dopo Jerez?Mi sento molto bene e il primo test di Valencia è stato il perfetto inizio. A Jerez abbiamo avuto solo qualche piccolo problema, niente di fuori dalla norma vista la giovane età della moto. Abbiamo dovuto sviluppare un intero prototipo e questa è una cosa che richiede tempo. Abbiamo lavorato su aspetti come il motore e la vita delle gomme pensando già al Qatar”. La KTM ha ben figurato negli ultimi test. Che sensazioni ti trasmette la moto?Ha dimostrato di avere un carattere forte, ma sappiamo anche che Honda, con Viñales e Oliveira, sarà un duro avversario e quindi ci sarà da lottare. Insieme con KTM, la squadra e Aki (Ajo, Team Manager Red Bull Ajo) siamo pronti e carichi. Lavorare con gli esperti ingegneri di KTM viene sicuramente a nostro vantaggio: se incontreremo qualche problema lungo il percorso, loro lavoreranno per permetterci di continuare senza che l’ostacolo si ripeta”. Pensi che il buon pacchetto KTM e l’esperienza che hai accumulato nel corso degli anni ti apriranno la strada per la sfida al titolo 2012?Per il momento preferisco non parlare del titolo. Voglio solo cominciare nella maniera migliore la stagione e sfruttare le prime 3-4 gare per ottenere un buon piazzamento nella classifica, magari in top3. Dovrò poi mantenere il ritmo e finire ogni gara, che è l’aspetto più importante quest’anno. Ritengo di essere preparato per tutto questo: ho disputato parecchie stagioni 125cc e ho avuto a che fare con sfide importanti nel passato, quindi penso di essere pronto per il Campionato”. Quali saranno i tuoi più grandi avversari?Per ora credo che il mio compagno di squadra, Danny Kent, possa rivelarsi l’avversario più difficile. Sicuramente anche Faubel sarà uno dei protagonisti, anche perché il gruppo Aspar è da sempre tra i favoriti della campagna. Vedremo come si comporterà Oliveira, veloce nel campionato spagnolo anche se non così rapido negli ultimi due test. Non dimentichiamoci poi di Viñales, il candidato principale al titolo”. Quindi prevedi una sfida diretta con Kent, tuo compagno di squadra?Penso che la cosa possa anche tornare a nostro favore, sinceramente. Se si mette al comando di una sessione di libere o di una gara, sicuramente la mia motivazione aumenterà esponenzialmente per la sessione successiva o la gara successiva. Chiaramente non è sempre così, molte volte bisogna solo rimanere concentrati sui propri affari”. Che differenze ci sono a livello di sensazioni tra la 250 4 tempi e la 125 2 tempi?Nel primo test c’era un’evidente differenza. Non avevo mai guidato prima d’ora una 4 tempi su pista, solo Supermoto. Ho dovuto cambiare completamente il mio stile di guida, usare meno freno posteriore perché con la 125cc ero abituato ad utilizzarlo parecchio ma in Moto3 c’è molto freno motore, quindi puoi sfruttare quello e frenare più tardi rispetto alla 125cc. Ora che ci sto prendendo la mano, ametto che mi piace guidare una 4 tempi”. Credi che il nuovo regolamento per la categoria Moto3 renderà difficile questa stagione? Pensi che aumenterà il livello della competizione come in Moto2?Fino ad ora le Honda non hanno avuto modo di mostrare tutto il loro reale potenziale, quindi non sappiamo esattamente dove siamo. Abbiamo soltanto visto Viñales ma sapevamo già delle sue capacità. Penso che già con il prossimo test potremo renderci conto se abbiamo un qualche vantaggio o se siamo sullo stesso piano degli altri. Ritengo sia difficile fare un paragone con la Moto2 perché lì tutti hanno lo stesso motore e quindi c’è da lavorare maggiormente con il telaio e con il proprio livello di guida. In Moto3, invece, l’avere un buon motore farà la differenza, così come l’avere un buon telaio, una buona squadra pronta a supportarti alle tue spalle e un buon pilota”.

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