Bagnaia: "Valentino il mio unico modello da seguire per quello che è dentro e fuori dalla pista"

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Di: Léna Buffa
11 lug 2018, 11:47

Intervista esclusiva a Motorsport.com al leader del Mondiale di Moto2, Pecco Bagnaia. Il pilota del team Sky VR46 ha parlato dell'annata attuale, che lo vede in testa alla categoria di mezzo del Motomondiale, ma anche del futuro: lo aspettano la Ducati Pramac e probabilmente Christian Gabarrini.

Così come Miguel Oliveira, attualmente primo dei suoi inseguitori nel campionato Moto2, Francesco "Pecco" Bagnaia sa già che prenderà posto sulla griglia delle MotoGP la prossima stagione. Prima di fare sua la Desmosedici, sta focalizzando tutta la sua energia sul fatto di riuscire nella sua impresa di conquistare il primo titolo mondiale della sua carriera. Per farcela, deve continuare a spuntare le caselle, gara dopo gara, per mantenere la regolarità che finora gli ha permesso di uscire solo due volte dalla Top 4 – in Argentina in condizioni particolari, poi in Catalogna per colpa di un problema di gomma.

Dice che non si aspettava di iniziare la stagione con un GP del Qatar dominato dal primo all'ultimo giro, dove ha espresso tutta la sua forza al momento di conquistare la sua prima vittoria nella classe, ma da quella gara Bagnaia non ha mai più abbassato il ritmo e sono quattro le corse che ha vinto. Il suo ultimo successo, nei Paesi Bassi, gli ha permesso di riprendere un po' d'aria su un Miguel Oliveira che era tornato a solo un punto a Barcellona, e di nuovo il #21 ha mostrato la sua capacità di riscatto dopo essere apparso in difficoltà sulla corsa precedente.

Solido, Bagnaia è senz'altro all'altezza dei pronostici, dopo aver iniziato il campionato da favorito. "Cerco di non pensarci", assicura il pilota a Motorsport.com. "Quando mancheranno cinque gare, se sono davanti e ho un bel distacco, allora magari potrò pensare di gestirmi meglio. Al momento, penso gara dopo gara. Secondo me, mentalmente, fisicamente, con il team e tutto quanto, è la situazione perfetta per me al momento".

In vetta al Moto2 e già promesso alle MotoGP per la prossima stagione, Pecco Bagnaia, 21 anni, ha visto la sua vita iniziare a cambiare, innanzitutto per gli impegni che gli fanno assaporare quello che dovrà gestire nella classe regina. Eppure cerca di rimanere quello che è per adesso, ossia un pilota Moto2 che si deve focalizzare sulla sua stagione. "La gente mi guarda sempre allo stesso modo", osserva. "Quello che cambia un pizzico è che magari più piloti cercano di venirmi dietro per andare come me, ma sinceramente la situazione è rimasta molto simile".

Su un tappeto rosso

Eppure il percorso di Pecco Bagnaia non è banale. Appena ha segnato i suoi primi successi mondiali, nelle Moto3, è entrato nel radar dei costruttori della classe regina, e alla fine del 2016, mentre finiva in quarta posizione la sua stagione della più piccola delle classi, era già al centro delle speculazioni delle MotoGP. Un anno dopo, il futuro dorato che si stava delineando per lui prendeva ancora più consistenza con un test della Ducati MotoGP arrivato come ricompensa per la sua seconda vittoria nelle Moto3. Poi, a febbraio scorso, il futuro del torinese si schiariva definitivamente con l'annuncio del suo arrivo in Pramac per il 2019 e il 2020. Entrare nelle MotoGP con la Ducati ? Ecco proprio quello
che avrebbe potuto chiedere in segreto se avesse scritto una lettera a Babbo Natale... "E' una casa che mi ha sempre voluto e sostenuto tanto e io ho apprezzato molto questa cosa qui. In più la Ducati per me è sempre stato un must, mi è sempre piaciuta tantissimo e siamo riusciti a coronare il mio sogno di iniziare in MotoGP con la Ducati", sottolinea Bagnaia, che continua a gustarsi la notizia.

Ora bisogna vedere se, quando questo si avverrà, Bagnaia sarà riuscito a seguire il modello di colui che dominava le Moto2 l'anno scorso, ossia Franco Morbidelli, giunto nelle MotoGP da campione del mondo. Malgrado il percorso dell'attuale pilota Marc VDS, e anche se il loro "capo", Valentino Rossi, difende con vigore la necessità di vincere un titolo mondiale prima di passare alla classe regina, Bagnaia è pronto a seguire vie traverse se il destino lo dovesse decidere così, sapendo che ha confermato il suo arrivo prima ancora di salire sul gradino più alto del podio Moto2. Con ancora quattro mesi di gare nella classe intermedia, non sa se riuscirà a seguire le orme di Franco Morbidelli e non ci deve dare troppa importanza per non rischiare di perdere la concentrazione.

"Alla fine, dovessi aspettare di vincere un titolo vuole dire che dovrei firmare a novembre e a novembre le squadre sono già tutte delineate. E' una condizione che si sta spostando sempre prima. Una volta firmavi i contratti a settembre", ricorda. "Abbiamo giocato in anticipo però mi sono fidato, mi sono buttato in questa situazione perché mi fido ciecamente delle mie persone, quindi la VR46 Riders Academy e dei miei manager, e loro hanno controllato tutto quanto. Poi è una situazione perfetta perché cado perfettamente in piedi con un tappeto rosso sotto. In Ducati mi hanno concesso veramente tante cose ed è secondo me la situazione migliore in MotoGP".

Finora, i sette campioni del mondo delle Moto2 sono tutti giunti alle MotoGP – e cinque ci sono ancora. Può darsi che gli mancherà un'esperienza importante casomai dovesse integrare la classe regina senza essere arrivato fino alla fine della sua conquista del titolo mondiale – cosa che scopriremo solo fra qualche mese – ma intanto Bagnaia non si vuole creare una pressione inutile di fronte alle attese che suscita. Va avanti senza farsi troppe domande e, mentre la Pramac annuncia di volerlo vedere nella top 10 in campionato per la sua prima stagione, lui crede nel suo potenziale. "E' una squadra molto forte e io credo di essere abbastanza forte. Spero di essere all'altezza delle loro aspettative e di riuscire ad essere forte per loro", suggerisce.

E la Ducati lo potrebbe mettere nelle condizioni ideali per il suo debutto, se gli dovesse affidare un ingegnere noto come Christian Gabarrini, che in questo momento si trova affianco di Jorge Lorenzo. "E' ancora presto per parlare del prossimo anno, è importante per me rimanere concentrato sui miei obiettivi", avverte Bagnaia. "In ogni caso, sarebbe un grandissimo aiuto per me: è un tecnico di grande esperienza che potrà supportarmi al meglio nel mio approccio alla nuova categoria e alla Ducati. Sarei molto contento".

Rossi, l'esempio da seguire

Arrivato in Moto2 con un'andatura paragonabile a quelle di Márquez, Viñales e Rins, in particolare con un primo podio ottenuto dopo quattro gare, Bagnaia ha un esempio solo da seguire nelle MotoGP : "Vale". La risposta arriva diretta, senza alcuna esitazione. "Assolutamente, senza pensarci due volte". E la ragione è semplice: il nove volte campione del mondo e veterano del campionato è il miglior esempio per i giovani piloti come l'attuale portacolori del Sky Racing Team VR46. "Per come affronta ogni cosa della sua vita. Per come lavora, per come si allena, per quanta voglia ci mette in tutto quello fa".

Membro della VR46 Riders Academy, Bagnaia ha l'onore di vedere il suo mentore al quotidiano e condivide con lui gli allenamenti, in palestra, su pista quando il gruppo si invita a Misano e ovviamente al Ranch dove ogni settimana le gare mettono alla prova gli allievi e il loro modello, tutti quanti alla ricerca della gestione perfetta delle scivolate. A questo gioco, Baldassarri (coinquilino di Bagnaia) e Morbidelli sono noti per essere i più bravi nel battere il maestro. Morbidelli, decisamente un esempio per Bagnaia: primo membro dell'Academy ad essere diventato campione del mondo ed a accedere alle MotoGP, l'italo-brasiliano impressiona con la sua calma e la sua capacità di superare le difficoltà di una prima stagione durante la quale ha a che fare con una Honda satellite nota per essere ardua ed una squadra scossa da difficoltà interne nelle ultime settimane.

"Franco è un pilota che apprezzo tanto. Lo trovo uno dei più forti che ci sia al momento e poi da degli esempi di vita da cui bisogna prendere spunto e imparare. Secondo me, Franco quest'anno sta facendo un campionato incredibile per la situazione in cui è, perché la sua moto sicuramente non è al 100% e lui ci sta mettendo un gran pezzo per essere già lì".

"E' anche uno molto 'smooth' come dice lui. A livello mentale essere tranquilli e farsi scivolare tutto addosso spesso aiuta", aggiunge Bagnaia, che sa di dover ancora imparare ad approcciarsi meglio con gli altri quando le cose non vanno nel modo sperato. "Io magari certe situazioni le prendo un po' più di petto e le gestisco in modo diverso però spesso sbaglio perché arrivo al box che è successo qualcosa, mi girano e sono un po' nervoso, ma non è giusto perché i meccanici lavorano per te, per darti una moto al 100%, però la moto perfetta non esiste. Sto migliorando molto in questo".

Promettente e determinato, Pecco Bagnaia ha l'ambizione dei grandi e dimostra che con le persone giuste attorno a lui, sa trovare l'ispirazione che rinforzerà sempre di più un talento che, già, non lascia più nessun dubbio fino al livello più alto delle MotoGP.

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Su questo articolo

Serie Moto2
Evento Sachsenring
Piloti Francesco Bagnaia
Team Team VR46
Autore Léna Buffa
Tipo di articolo Intervista