Dakar, Bianchi: "Le tappe marathon saranno decisive"

Dakar, Bianchi: "Le tappe marathon saranno decisive"

Secondo il team manager della Honda, Barreda e Coma si marcheranno fino a quel momento

I distacchi si contengono in dieci minuti. E la battaglia al gatto e il topo si alimenta a giorni alterni in questa Dakar 2015. Quando parte davanti Marc Coma (KTM), Joan Barreda (Honda) non deve far altro che raggiungerlo e riprendersi due minuti (questa la differenza al momento del via la mattina fra i primi dieci piloti), e quando parte davanti Barreda, il catalano non deve far altro che riprenderlo e stare con lui per buona parte della speciale. Facile, fin troppo.

Stamattina Marc Coma, che è partito per primo, ha tentato un'altra strategia, ben sapendo che sennò questa storia andrà avanti all'infinito. Ha approfittato dei due minuti per prendere il largo, per partire a fuoco e cercare già di distanziare l'avversario. Ma la manovra diversiva non gli è riuscita. "Bang Bang" Barreda lo ha ripreso ed è stato con lui, senza seguirlo, ma navigando e facendo ben attenzione a dove metteva le ruote della sua Honda CRF 450 Rally.

Martino Bianchi, generale manager del team Honda lo ha seguito grazie alle immagini che la tv francese proietta al bivacco, a partire dalle 13 circa. "Ho visto un Barreda impegnato, concentrato, perché Coma oggi ha attaccato, duro. Joan ha fatto una bellissima tappa ed è riuscito a stare dietro a Marc nella polvere, ragionando però, perchè era facile sbagliare, ma non ha rischiato nulla, davvero bravo. Sui filmati si vedeva proprio che controlalva, ragionava, nel pezzo di fesh fesh dove c'era una gran polvere era prudente e questo è un bel segno. - e prosegue - Tutti oggi sono stati bravi. Laia per esempio che ieri aveva fatto ottava di tappa non si è montata la testa e ha adottato una tattica prudente arrivando al traguardo ventesima, Goncalves poteva forse attaccare un po' di più, ma ha fatto un errorino in un WPT e avrà perso due minuti (quinto a fine tappa), Rodrigues è stato molto bravo (sesto). Israel nonostante la caduta di ieri non ha riportato conseguenze e ha chiuso settimo oggi. Direi che per adesso sono soddisfatto".

La tappa marathon si avvicina sempre più, la prima che si correrà l'11 gennaio nella prima parte, e Bianchi è sicuro che lì qualcosa si deciderà: "Coma e Barreda si controlleranno per un po' ancora, fino a che non ci saranno i due tapponi marathon. Forse domani chissà, con l'ultima parte di sabbia sulla speciale che porta ad Iquique. Non saprei, ma so che le due tappone marathon saranno decisive". Ma aggiunge: "E' chiaro che la gara è ancora lunghissima e non bisogna commettere errori".

Il problema delle gomme e delle mousse che si era palesato nelle prime due tappe non si è più ripetuto: "No, neanche oggi che era una tappa con fondo duro, non c'è stata nessuna sorpresa. Direi che è stato qualcosa che abbiamo sofferto solo nei primi due giorni, nelle prime due tappe e ne abbiamo sofferto tutti. Forse per il grande caldo: credo sia stata una combinazione di cose. Il grande caldo dei primi giorni, e poi sulla tappa dapprima asfalto, che significa velocità, e poi fuoristrada rapido... probabilmente la mousse si è surriscaldata".

La strategia Honda di evitare il cambio del motore per tutta la gara al momento rimane tale, soprattutto per non incorrere nelle pesanti penalità in caso di sostituzione: 15 minuti nel primo caso, 45' nel secondo e due ore in caso di cambiamento del terzo propulsore. "Noi abbiamo delle manutenzioni programmate che effettuiamo ogni giorno e possiamo dire che sta andando tutto come previsto. Temperature, benzina, è tutto sotto controllo, e speriamo che vada avanti così".

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A proposito di questo articolo
Campionati Moto Rally Raid
Piloti Marc Coma , Joan Barreda
Articolo di tipo Ultime notizie