Sanna: "Lamborghini cresce, non da ufficiale. Per noi l'ibrido è più adatto"

Intervista esclusiva con il responsabile della Squadra Corse di Sant'Agata Bolognese, con il quale abbiamo chiacchierato dell'impegno sulla GT3, dei programmi del futuro e del lavoro sui giovani che il marchio del Toro sta compiendo.

Da responsabile di Lamborghini Squadra Corse, Giorgio Sanna non può che essere soddisfatto di quanto il suo team di lavoro ha fatto e conquistato in così poco tempo.

Il reparto corse clienti dell'azienda di Sant'Agata Bolognese continua a lavorare alacremente sul programma Super Trofeo e a seguire le GT3 impegnate nei vari campionati di tutto il mondo.

Il futuro del motorsport è comunque in continua evoluzione e un marchio glorioso dell'automobilismo come quello del Toro non poteva mancare sulle piste del pianeta; questo è ciò che Sanna e i suoi uomini stanno cercando di far affermare ad alti livelli, sottolineando che per arrivarci bisogna però avere pazienza.

In occasione del primo round del Super Trofeo Lamborghini Europe a Monza, abbiamo incontrato il 42enne romano per questa succosa chiacchierata con Motorsport.com nella quale sono stati toccati vari argomenti.

Giorgio, partiamo da un primo bilancio del tuo operato; il 2018 è partito alla grande, sei felice?
"Siamo contenti e orgogliosi, l'anno scorso lo eravamo circa i risultati, ma sapevamo che potevamo fare di più nelle gare endurance perché non ne avevamo mai vinta una. Questo era il nostro obiettivo per il 2018, ci siamo riusciti a Daytona dopo solo tre partecipazioni. Poi ci siamo ripetuti anche a Sebring, diventando al momento l'unico marchio in grado di trionfare in entrambe le gare nella stessa stagione".

Risultati che sono arrivati praticamente subito, se consideriamo la vostra giovane carta d'identità...
"Ricordiamo che come Lamborghini Squadra Corse Clienti siamo partiti solamente pochi anni fa e completamente da zero, ma in poco tempo siamo riusciti a raggiungere grandi cose nel Super Trofeo e in GT3. La stagione è iniziata benissimo, il difficile viene ora perché partendo così forte bisognerà mantenere un certo livello di prestazioni, e considerando anche il Balance of Performance naturalmente non sarà cosa semplice. Siamo comunque un'ottima squadra e stiamo fornendo supporto nel migliore dei modi a tutti, seguendo con attenzione i nostri piloti ufficiali e la crescita dei giovani con il programma legato a loro, fornendogli una bella opportunità di approdare in serie importanti partendo dal Super Trofeo e affermandosi poi in GT3. Chi lo ha fatto ci ha reso molto contenti".

Per ora abbiamo visto all'opera la Huracán GT3, a quando anche la versione GTE?
"Per il futuro dobbiamo aspettare le opportunità che ci si presenteranno, i test che svolgiamo non sono fatti di fretta perché siamo un team giovane e dobbiamo procedere facendo un passo alla volta. Chiaramente la Classe GTE per una squadra corse clienti come la nostra è una realtà che prima o poi si concretizzerà, come naturale che sia. Attendiamo non solo le occasioni di lavorarci, ma anche i cambiamenti del regolamento tecnico che vengono modificate velocemente e in poco tempo. Stiamo alla finestra e vediamo cosa succederà. Al momento il nostro obiettivo è consolidarci dove siamo, dato che abbiamo dimostrato di avere un bel potenziale".

C'è la possibilità di vedere Lamborghini impegnata ufficialmente?
"Non abbiamo mai preso in considerazione un programma ufficiale, siamo concentrati al massimo sul supporto ai clienti".

Quando vedremo una Lamborghini a Le Mans?
"E' il sogno di tanta gente e per il futuro è uno dei nostri obiettivi. Come ho detto prima, dobbiamo fare un passo alla volta, abbiamo debuttato solo 3 anni fa in GT3 e vogliamo confermarci competitivi lì, dato che gli obiettivi che ci eravamo preposti sono stati raggiunti. A Sant'Agata Bolognese lavorano una quarantina di persone, ci stiamo impegnando al massimo, ma al momento non siamo così tanti per poterci permettere di pensare a gare così dure come Le Mans. Facciamo quello che ci è possibile nel migliore dei modi, aspettando il momento giusto per intraprendere nuove sfide".

La Classe GT4 potrebbe essere una di queste?
"Non ci interessa. E' una categoria nata per i Gentlemen Drivers che vogliono correre con macchine economiche, se guardiamo i marchi coinvolti in questa Classe ci sono delle differenze di livello. Al momento siamo impegnati ad organizzare e sostenere chi lavora nel Super Trofeo, per cui non vogliamo competere contro auto che sono nate con una prospettiva completamente diversa dalla nostra.

Altre 24h, come quella del Nordschleife, pensate di poterla fare?
"Nel Super Trofeo abbiamo Konrad Motorsport e Dörr Motorsport che hanno esperienza in quel settore, per cui non è da escludere. C'è però da dire che stiamo seguendo diversi programmi in tutto il mondo e questo ci impegna parecchio. Il Nordschleife è un tracciato unico al mondo che richiede una preparazione particolare, ma anche caratteristiche diverse per quanto riguarda le capacità dei piloti e delle squadre. Ci piacerebbe, vedremo se in futuro ci sarà l'occasione".

Cosa ne pensi della tecnologia ibrida e delle corse elettriche?
"Personalmente continuo a preferire il bel rombo dei motori attuali, ma riconosco che stiamo parlando del futuro delle auto per varie ragioni. Secondo me l'ibrido è più adatto alle Lamborghini perché ci dà l'opportunità di mantenere comunque l'emozione di avere un motore termico nel nostro prodotto, cosa fondamentale. L'elettrico andrà ovviamente valutato, ma stiamo parlando ancora di qualcosa molto lontano per noi".

La Super Trofeo EVO che vettura è?
"E' una bella evoluzione del precedente modello, anche in questo caso abbiamo detto ai nostri team clienti che avremmo voluto lavorare e mantenere per tre anni questo progetto. E' un rispetto per squadre e piloti che investono sul nostro prodotto. Dopo di che abbiamo voluto fare un aggiornamento aerodinamico per due ragioni. La prima per un discorso di design, dovevamo avere qualcosa di innovativo a rappresentare l'evoluzione del marchio, ma anche a livello tecnico dovevamo migliorare la guidabilità. Le prestazioni sono l'ultimo dei nostri problemi perché sono già ottime".

Hai testato tu ogni aggiornamento?
"Sì, ho voluto guidare io nelle prove per vedere che stessimo andando nella giusta direzione. L'auto ora è bilanciata meglio fra anteriore e posteriore, nelle curve veloci è diventata più semplice da condurre e prevedibile. C'è meno sovrasterzo, meno instabilità, tutte cose che per un Gentleman Driver sono importanti non avendo le stesse conoscenze e capacità di un Pro. Si tratta anche di una questione di confidenza e sicurezza, non solo di divertimento a guidare. I tempi sul giro si sono abbassati e tutti i piloti sono rimasti molto contenti. Prestazioni e guidabilità vanno di pari passo, ma per me conta molto di più la seconda rispetto alla prima".

Avete fornito il nuovo kit aerodinamico a tutti i clienti?
"Certo, è disponibile per tutti coloro che lo desiderano. Politicamente abbiamo voluto anche fare sconti a chi era già nostro cliente in passato nel Super Trofeo. Siamo molto contenti di ciò che abbiamo fatto e lo si può vedere dal numero delle vetture presenti sulla griglia di partenza".

Ci sarà anche un aggiornamento per le GT3?
"La FIA consente di omologare le auto per tre anni, per cui stiamo lavorando su una evoluzione anche di questo mezzo. Al momento però è troppo presto per parlarne, vedremo come evolverà la situazione".

Prima hai parlato del progetto giovani, infatti ce ne sono tanti nel Super Trofeo. Come funziona?
"Siamo molto contenti di come stiamo lavorando coi nostri ragazzi, è nato tutto nel 2014 e non è una selezione, ma proprio il fornire la possibilità ai giovani di diventare piloti professionisti, o comunque acquisire le conoscenze in questo senso. Dobbiamo essere molto onesti, se prendessimo 20 ragazzi, non potremmo certamente garantire a tutti l'opportunità di diventare dei Pro. Qualcuno ce la può fare per talento, ma qui non si tratta solo di questo perché uno potrebbe anche divenire un istruttore della nostra accademia, un collaudatore e comunque un buon pilota. Abbiamo tanti esempi di gente che si è affermata in modo diverso l'una dall'altra. C'è chi non è approdato alle corse come Pro, ma ora lavora nello sviluppo delle auto in fabbrica. Nel mondo delle auto chi è che fa un lavoro del genere coi giovani? Direi nessuno. E' questo che ci rende orgogliosi e sul quale vogliamo investire. Un'esperienza a 360 gradi nel motorsport, per poi capire e decidere qual è la tua strada".

Hai notato qualche italiano in particolare distinguersi fra i giovani?
"Ce ne sono diversi, parlo di chi è con noi da più tempo come Mirko Bortolotti, Marco Mapelli e Giovanni Venturini, tutti ragazzi ai quali Lamborghini ha dato la possibilità di crescere nel Super Trofeo, all'epoca con la Gallardo, per poi diventare ufficiali. Come azienda italiana sentiamo molto la responsabilità e il dovere di investire sui nostri giovani, è una questione di orgoglio. Oggi abbiamo Riccardo Agostini che ha vinto tanto, è un bell'esempio di come supportiamo i nostri ragazzi. Teniamo presente che il livello delle GT3 di oggi non è certamente inferiore a quello del WEC, per cui non sono convinto che avranno vita facile. Ma mi piace la filosofia dei campionati GT che danno la possibilità a parecchi piloti giovani di confrontarsi con i Pro".

Inoltre i giovani possono essere ambasciatori del marchio...
"Assolutamente sì, è uno degli aspetti ai quali Lamborghini tiene maggiormente. Tutti quelli da noi selezionati debbono anche rappresentare al meglio la casa e il D.N.A. dell'azienda, lavoriamo molto su questa cosa. Continuo a sottolineare che Lamborghini non aveva un legame particolare con il motorsport fino a qualche anno fa, abbiamo dovuto costruire tutto da zero. All'epoca dei motori forniti in Formula 1 era tutto diverso, noi siamo partiti con circa 300 impiegati in azienda, quindi non tanta gente. Oggi siamo arrivati a circa 2000 persone, stiamo crescendo velocemente creando passione e cultura in termini di motorsport".

Di fatto hai creato un piccolo impero, per te è più difficile stare dietro una scrivania o ad un volante?
"Ovviamente dietro alla scrivania! Però sono anche contento di quanto ho fatto al volante nella mia carriera, sempre con passione e impegno. Quando ho deciso di fermarmi, seguendo il consiglio di qualcuno, ero comunque in pace con me stesso e soddisfatto. Da manager sto vincendo più di quando ero pilota, quindi forse c'era qualcosa che non funzionava prima... Ma scherzi a parte, correre è qualcosa che ti dà grandi emozioni, ora stranamente sono in una posizione che da un certo punto di vista ti dà più serenità. Chiaramente tutto ciò richiede un bell'impegno, anche perché ci teniamo ad avere un rapporto diretto con squadre e piloti nostri clienti. Ci piace e amiamo quello che facciamo, il nostro approccio al motorsport è così e continueremo a farlo uguale. Io non avrei mai potuto fare nulla senza l'aiuto del management dell'azienda, che ha voluto creare il reparto corse clienti in modo molto professionale e serio. Sono grato a chi mi ha dato questa occasione e mi sento fortunato a ricoprire questo ruolo, so che c'è una grande responsabilità sulle mie spalle, ma vedo che ogni giorno cresciamo e miglioriamo, questo mi rende orgoglioso di ciò che facciamo".

 

Scrivi un commento
Mostra commenti
A proposito di questo articolo
Campionati Lamborghini Super Trofeo , GT
Piloti Giorgio Sanna
Team LAMBORGHINI Team Direction
Articolo di tipo Intervista