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Sernagiotto: "Ho avuto un avversario in più da vincere dopo il crash: la paura!"

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Sernagiotto: "Ho avuto un avversario in più da vincere dopo il crash: la paura!"
Di:
18 giu 2018, 18:18

Il trevigiano, quando Lacorte ha tagliato il traguardo della 24 Ore di Le Mans con la Dallara #47, ha avuto lacrime di emozione per aver superato con il team Cetilar Villorba Corse i mille problemi che reso epica la loro gara.

#47 Cetilar Villorba Corse Dallara P217 Gibson: Roberto Lacorte, Giorgio Sernagiotto, Felipe Nasr
#47 Cetilar Villorba Corse Dallara P217 Gibson: Roberto Lacorte
#47 Cetilar Villorba Corse Dallara P217 Gibson: Roberto Lacorte, Giorgio Sernagiotto, Felipe Nasr
Felipe Nasr, Roberto Lacorte, Giorgio Sernagiotto, Cetilar Villorba Corse
I meccanici del team Cetilar Villorba Corse posano con la vettura riparata
La vettura #47 Cetilar Villorba Corse Dallara P217 Gibson
#47 Cetilar Villorba Corse Dallara P217 Gibson: Felipe Nasr
#47 Cetilar Villorba Corse Dallara P217 Gibson: Roberto Lacorte, Giorgio Sernagiotto, Felipe Nasr
#47 Cetilar Villorba Corse Dallara P217 Gibson: Roberto Lacorte, Giorgio Sernagiotto, Felipe Nasr
#47 Cetilar Villorba Corse Dallara P217 Gibson: Roberto Lacorte, Giorgio Sernagiotto, Felipe Nasr
#47 Cetilar Villorba Corse Dallara P217 Gibson: Roberto Lacorte, Giorgio Sernagiotto, Felipe Nasr

Giorgio Sernagiotto non è riuscito a trattenere le lacrime quando la Dallara P217-Gibson ha tagliato il traguardo della 86esima edizione della 24 Ore di Le Mans condotta da Roberto Lacorte.

La LMP2 #47 era partita con una splendida livrea blu e ha concluso “pezzata” di nero, colore del carbonio, dando fondo ai ricambi che il team Cetilar Villorba Corse si era portato in Francia come dotazione.

Perché tutto quello che poteva succedere è accaduto e vedere il pisano transitare davanti alla bandiera a scacchi è stata una soddisfazione che valeva una vittoria.

Se è vero che la Dallara ha concluso la maratona francese 21esima assoluta a 46 giri dalla Toyota TS050 di Nakajima, Alonso e Buemi, ed è stata classificata 13esima di classe LMP2 a 27 giri dai leader, è anche vero che la soddisfazione di finire la massacrante maratona francese ha avuto un gusto decisamente maggiore rispetto al decimo posto assoluto conseguito l’anno scorso al debutto.

“Ho pianto lacrime di emozione, una grande emozione – spiega Sernagiotto – perché solo quando è stata sventolata la bandiera a scacchi ed è venuta meno la tensione della gara mi sono reso conto all’improvviso di aver avuto un avversario in più da sconfiggere rispetto ai miei compagni di squadra che era la paura dopo l’incidente del giovedì!”.

Il trevigiano di 37 anni, infatti, nelle qualifiche era stato protagonista di uno spettacolare quanto pauroso incidente in uno dei punti più veloci della pista: alla staccata della prima chicane del rettilineo delle Hunaudieres la Dallara P217 si era impennata per un cedimento meccanico nel retrotreno e si era capottata.

Giorgio è uscito miracolosamente incolume, ma la macchina era molto conciata. Per un pilota non c’è niente di peggio che avere un crash per una rottura, non potendo avere il controllo della vettura impazzita. Ed è per questo, che di solito, si cerca di superare la paura tornando in macchina al più presto, per scacciare i fantasmi che possono affastellarsi nel subconscio e per trovare la motivazione per continuare nella convinzione che non sarebbe più successo.

La LMP2 #47, grazie alla collaborazione dei tecnici Dallara, è stata ricostruita dal team che ha rinunciato a dormire: "Abbiamo una grande squadra, sempre pronta a tutto - ha detto Lacorte – al via del warm up eravamo pronti a scendere nuovamente in pista”.

E alla ore 15, quando Rafa Nadal ha sventolato la bandiera francese alle 60 macchine per la partenza lanciata, c’era proprio Giorgio Sernagiotto al volante della Dallara P217. Un atto di coraggio del team, una prova di coraggio del pilota.

Ma nessuno poteva immaginare che quella appena iniziata sarebbe stata una gara caratterizzata da una sequenza senza fine d’inconvenienti che hanno costretto i piloti a continue prove di carattere per rimontare.

Prima la foratura a una gomma posteriore, poi i problemi ai fari e quindi le noie all’idroguida e all’acceleratore, tutte prontamente risolte ai box. All’alba della domenica ancora un fuori pista aveva causato altri danni al fondo ed alla sospensione posteriore, richiedendo una sosta di un’ora che aveva fatto perdere tante di quelle posizioni riguadagnate con fatica.

“E’ stata dura, durissima – ha ammesso Sernagiotto – ma è stata un’esperienza bellissima, perché nonostante tutto, la macchina nel finale ha cominciato anche ad essere prestazionale visto che abbiano avvicinato i nostri tempi da qualifica”.

Felipe Nasr che ha assaporato il mondo della Formula 1 è chiaro: “Il risultato non è stato quello che speravo – ha detto il brasiliano – ma sono contento di aver fatto la mia prima esperienza a Le Mans con questa straordinaria squadra che ha saputo risolvere tutti i problemi che abbiamo avuto. E’ successo di tutto, ma siamo arrivati in fondo e credo di aver imparato molto da questa esperienza”.

“Tutti nel team hanno dato il 110%” - ha chiosato orgogliosamente il team principal, Raimondo Amadio.

Fatica, sofferenza, spirito di squadra: “Questa 24 Ore me la porterò dentro per sempre” ha concluso Sernagiotto. Perché la paura la lasciato il posto all’orgoglio…

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