Rothmans, Silk Cut, Martini: le 10 migliori livree di Le Mans

Le livree di Le Mans sono sempre state iconiche, così come alcune gare. Ma quali sono le più belle? Vediamo la Top10 di tutti i tempi.

Rothmans, Silk Cut, Martini: le 10 migliori livree di Le Mans

Parecchie delle più belle livree del motorsport sono apparse alla 24h di Le Mans.

Motorsport.com ha scelto le migliori, quelle di più forte impatto e che hanno avuto successo nella gara endurance più importante del mondo.

10. BMW Art Car

The car of Andy Priaulx / Dirk Muller / Dirk Werner, BMW Motorsport, #79 BMW M3 at the 2010 Le Mans 24 Hours

The car of Andy Priaulx / Dirk Muller / Dirk Werner, BMW Motorsport, #79 BMW M3 at the 2010 Le Mans 24 Hours

Photo by: Drew Gibson / LAT Photographic

Anni: 1975-77, 1979, 2010
Auto: BMW 3.0 CSL, 320i, M1, M3 GT2

Facciamo una eccezione e mettiamo insieme tutte le BMW Art Car, che però hanno un posto speciale nella storia e potrebbero avviare dibattiti su quale dovrebbe essere messa in primo piano.

Il risultato della prima collaborazione di BMW con un artista importante arrivò a Le Mans nel 1975, quando Alexander Calder disegnò una livrea multicolore per la 3.0 CSL di Herve Poulain, Sam Posey e Jean Guichet. Non riuscirono a finire, come l'Art Car disegnata da Frank Stella nel 1976.

La BMW 320i con il design di Roy Lichtenstein fu la prima Art Car a chiudere Le Mans, centrando il nono posto assoluto nel 1977 guidata da Poulain e Marcel Mignot.

La colorazioe di Warhol sulla BMW M1 nel 1979 - e che finì sesta assoluta - è forse la più famosa, ma per il puro fascino estetico preferiamo l'originale del 1975 e quella di Jeff Koons per la M3 GT2 che fu guidata da Andy Priaulx, Dirk Muller e Dirk Werner a Le Mans nel 2010.

9. Gitanes Matra

Henri Pescarolo/Gerard Larrousse, Matra-Simca MS670B, 1974 Le Mans 24 Hours

Henri Pescarolo/Gerard Larrousse, Matra-Simca MS670B, 1974 Le Mans 24 Hours

Photo by: LAT Photographic

Anno: 1974
Auto: Matra MS670C

Per questo elenco abbiamo lasciato perdere le livree nazionali che hanno predominato negli sport motoristici europei prima della commercializzazione degli anni '60, ma il blu della Matra lo inseriamo grazie alla marca di sigarette francese Gitanes.

Si trattava di uno sponsor primario di Ligier nelle sportscar e in F1, e finì anche sulle quattro Matra alla Le Mans del 1974. Non c'era molta concorrenza all'epoca e le Matra si qualificarono 1-2-5-6, terminado al primo e terzo posto con Henri Pescarolo e Gerard Larrousse.

Anche se non è un criterio per questa lista, aggiungiamo anche che il rombo del V12 Matra da tre litri è uno dei più belli mai sentiti sul Circuit de la Sarthe. C'è qualcosa di bello in queste Matra, anche se la livrea è apparsa sulla stessa griglia un paio di altre volte...

8. Porsche Pink Pig

#92 Porsche GT Team Porsche 911 RSR: Michael Christensen, Kevin Estre, Laurens Vanthoor at the 2018 Le Mans 24 Hours

#92 Porsche GT Team Porsche 911 RSR: Michael Christensen, Kevin Estre, Laurens Vanthoor at the 2018 Le Mans 24 Hours

Anni: 1971, 2018
Auto: Porsche 917/20, 911 RSR

Quando la 917/20, unica nel suo genere, arrivò alle prove di Le Mans del 1971 in aprile, non si poteva dire che fosse la più bella tra i modelli Porsche. L'auto, sviluppata in collaborazione con la SERA, tentava di eguagliare la velocità in rettilineo della 917 a coda lunga e la maneggevolezza della 917K; il risultato fu una macchina larga e dall'aspetto brutto.

Al momento della gara di giugno, gli stilisti della Porsche l'avevano dipinta di rosa, con decorazioni di tagli da macellaio. Martini, il principale finanziatore di quello che era essenzialmente un secondo team Porsche, non fu contento e non permise l'applicazione dei suoi loghi sulla macchina, dissociandosi così da una delle più memorabili livree del motorsport di sempre.

Guidata da Reinhold Joest e Willy Kauhsen, l'auto si qualificò settima (un paio di posizioni dietro a quello che poi fu il vincitore finale) ma si ritirò quando un problema ai freni causò un incidente. Non ha mai più gareggiato.

Negli ultimi anni la Porsche ha portato diverse livree retrò sulle sue 911 RSR GTE. La "Pink Pig" ha fatto ritorno a Le Mans nel 2018 e vinto la GTE Pro nelle mani di Laurens Vanthoor, Kevin Estre e Michael Christensen.

7. Renault Sport/Elf

Didier Pironi / Jean-Pierre Jaussaud, Renault Sport, Renault-Alpine A442B at the 1978 Le Mans 24 Hours

Didier Pironi / Jean-Pierre Jaussaud, Renault Sport, Renault-Alpine A442B at the 1978 Le Mans 24 Hours

Photo by: William Murenbeeld

Anni: 1976-78
Auto: Alpine A442, A442B, A443

Le caratteristiche Renault Alpine gialle, nere e bianche apparvero per la prima volta a Le Mans nel 1976, perdendo una dura battaglia con la Porsche nel 1977.

La squadra voleva il riscatto nel 1978 e portò quattro auto - tre modelli leggermente diversi - per affrontare le tre Porsche 936 ufficiali. Questa volta la squadra francese battè il costruttore tedesco, con Didier Pironi e Jean-Pierre Jaussaud che vinsero con quella che probabilmente è la più bella delle Alpine, la A442B con tettuccio a "bolla" per acquisire una maggiore velocità sul rettilineo di Mulsanne.

Compiuta la missione, Renault ha poi lasciato le corse endurance per concentrarsi sulla Formula 1 che ha portato alla rivoluzione del turbo.

6. Porsche New Man

Klaus Ludwig and Henri Pescarolo, Porsche 956, 1984 Le Mans 24 Hours

Klaus Ludwig and Henri Pescarolo, Porsche 956, 1984 Le Mans 24 Hours

Photo by: LAT Photographic

Anni: 1983-85
Auto: Porsche 956

Joest Racing è nella lista delle grandi squadre di Le Mans. Due volte negli anni '80 e due volte negli anni '90 la squadra di Reinhold Joest ha sconfitto i team ufficiali alla 24 Ore, poi ha dominato come team di Audi negli anni 2000.

Le varie Audi R8, R10, R15 e R18 sono state efficaci, ma sarebbe dura metterne una in questo elenco. Invece, l'onore va alle Porsche New Man che Joest ha schierato nel gruppo C durante gli anni '80.

La squadra ha usato i colori del marchio di moda nel 1983 ottenendo una brillante vittoria a Le Mans l'anno successivo. In assenza delle Porsche ufficiali, ma contro tanti privati forti e la Lancia, Henri Pescarolo e Klaus Ludwig rimontarono dopo problemi di alimentazione del carburante avuti nell'ora di apertura, andando a vincere.

Forse ancora più sorprendentemente, la stessa 956 (telaio 117) nella stessa livrea vinse di nuovo la 24 Ore nel 1985, questa volta contro la squadra Porsche ufficiale. Un guasto al motore mise fine alla corsa dell'auto l'anno successivo, quando il giallo, il nero e il bianco di taka-Q brillavano sulla carrozzeria.

L'attraente livrea è anche degna di nota per essere stata sulla 956 con cui Ayrton Senna fece la sua unica apparizione nel Gruppo C, alla 1000Km del Nurburgring del 1984. Il brasiliano finì ottavo assieme a Pescarolo e Stefan Johansson.

5. Mazda Renown

Volker Weidler, Johnny Herbert, Bertrand Gachot, Mazdaspeed Co Ltd, Mazda 787B, 1991 Le Mans 24 Hours

Volker Weidler, Johnny Herbert, Bertrand Gachot, Mazdaspeed Co Ltd, Mazda 787B, 1991 Le Mans 24 Hours

Anni: 1989-92
Auto: Mazda 767, 787, 787B, MRX-01

La livrea verde e arancione Renown della Mazda sarà per sempre associata alla gran vittoria a Le Mans nel 1991, apparsa però per la prima volta (anche con la sponsorizzazione Charge) sulla 767 del 1988.

Ciò che ha dato alla 787B, supportata dall'azienda tessile/abbigliamento, la possibilità di imporsi nel 1991 fu un fattore di peso che l'aiutò a battere le affidabili Jaguar XJR-12, oltre al disastro Mercedes che vide le C11 ritirarsi o finire molto indietro.

Johnny Herbert, Volker Weidler e Bertrand Gachot vinsero con due giri di margine, segnando la prima vittoria a Le Mans per un marchio giapponese.

Ciò che viene spesso dimenticato è che la livrea apparve di nuovo nel 1992 sulla Mazda MXR-01 - essenzialmente una Jaguar XJR-14 dotata di un Judd V10 e gestita da Mazdaspeed - con gli stessi tre piloti. Contro le più grandi Peugeot e Toyota, il trio finì quarto, mentre i colori sono apparsi sporadicamente su altre Mazda.

4. Jaguar Silk Cut

Jan Lammers, Johnny Dumfries, Andy Wallace, Jaguar XJR-9 LM, 1988 Le Mans 24 Hours

Jan Lammers, Johnny Dumfries, Andy Wallace, Jaguar XJR-9 LM, 1988 Le Mans 24 Hours

Photo by: LAT Photographic

Anni: 1986-91
Auto: Jaguar XJR-6, XJR-8, XJR-9, XJR-12

Alcuni ritengono che la livrea Silk Cut, prevalentemente viola, vista sulla XJR-14 vincitrice del campionato mondiale sportscar nel 1991 e dalle XJR-12 che finirono 2-3-4 a Le Mans quell'anno, sia la versione migliore. Il design del 1988 ha però rappresentato un momento storico: la fine del dominio di Porsche a Le Mans e la prima vittoria di Jaguar alla 24 Ore per 31 anni.

Le Jaguar sponsorizzate da Tom Walkinshaw Racing e Silk Cut arrivarono per la prima volta a Le Mans nel 1986. L'anno successivo la livrea si era evoluta in quella che tutti conosciamo, con un tocco di giallo in più, mentre la XJR-8 era forza dominante nel gruppo C.

Ma Jaguar perse ancora Le Mans e la TWR tornò nel 1988 con un attacco a cinque auto. Il suo lavoro fu reso più facile quando il team Sauber-Mercedes ritirò le sue C9 in seguito a problemi di pneumatici, ma questo lasciava ancora il team ufficiale Porsche - vincitore delle due edizioni precedenti.

La vittoria della "lepre" Jaguar, guidata da Jan Lammers, Johnny Dumfries e Andy Wallace, è passata alla storia come uno dei classici momenti di Le Mans.

Sauber-Mercedes ebbe la sua vendetta nel 1989, quando la migliore Jaguar Silk Cut fu quarta, ma boicottò l'edizione 1990. Contro una forte opposizione giapponese, in particolare Nissan, le XJR-12 (con livree modificate) fecero doppietta dopo il KO della Repsol Brun 962, altra bella Porsche di Le Mans.

3. Porsche Rothmans

Vern Schuppan, Al Holbert, Hurley Haywood, Rothmans Porsche, 1983 Le Mans 24 Hours

Vern Schuppan, Al Holbert, Hurley Haywood, Rothmans Porsche, 1983 Le Mans 24 Hours

Photo by: LAT Images

Anni: 1982-87
Auto: Porsche 956, 962

Qual è la vostra livrea preferita per le Porsche 956/962? Ci sono molti candidati e ci piacciono particolarmente quelle Jagermeister e Momo (entrambi apparsi su altre auto), più i colori Shell delle tre ufficiali nell'epica gara del 1988 contro la Jaguar.

Ma è difficile discutere la classica livrea Rothmans che ha caratterizzato le auto che hanno conquistato quattro vittorie a Le Mans negli anni '80. La 956 a coda lunga ha fatto tripletta al debutto a Le Mans nel 1982 e doppietta l'anno successivo con una livrea modificata (senza blu al centro).

Il team ufficiale saltò Le Mans nel 1984 a causa di un disaccordo sui regolamenti del carburante e tornò nel 1985. Questo portò solo un terzo posto per Derek Bell e Hans-Joachim Stuck, ma le cose migliori erano ancora da venire.

In squadra con Al Holbert, Bell/Stuck vinsero la gara nel 1986 e nel 1987, quest'ultima contro le previsioni dopo che le altre 962 ufficiali si ritirarono subito e lasciarono i tre ad affrontare le Jaguar da soli.

La Porsche griffata Rothmans fu la forza dominante nei primi anni del Gruppo C, aggiudicandosi quattro volte consecutive il titolo mondiale sportscar.

2. Martini

Vic Elford, Gerard Larrousse, Martini International Racing Team Porsche 917 LH, 1971 Le Mans 24 Hours

Vic Elford, Gerard Larrousse, Martini International Racing Team Porsche 917 LH, 1971 Le Mans 24 Hours

Photo by: David Phipps

Anni: 1971, 1976-78, 1980-85
Auto: Porsche 917, 911 Carrera RSR Turbo, 935, 936, Lancia Beta Monte Carlo, LC1, LC2,

Le strisce Martini - sia su colore di base bianco, rosso o argento (o anche verde) - sono state superbe su una grande varietà di auto in F1, ruote coperte, turismo e rally.

L'argento, rosso e blu della 917L del 1971 di Vic Elford e Gerard Larrousse fu forse la più bella, mentre una menzione speciale va alla "psichedelica" coda lunga Martini dell'anno prima, ma è il classico bianco con strisce blu e rosse che mettiamo qui in elenco.

La prima vittoria di Le Mans per Martini arrivò nel 1971, con Gijs van Lennep e Helmut Marko che portarono l'unica 917K con telaio in magnesio alla vittoria, stabilendo il record di distanza che sarebbe rimasto imbattuto per quasi quattro decenni.

La Porsche corse con le 935 e le 936 nei colori Martini per tutta la seconda metà degli anni '70, dominando il campionato del mondo Marche e vincendo Le Mans nel 1976 e 1977, e finendo seconda e terza nel 1978.

Martini passò poi sulle Lancia Beta Monte Carlo nel 1981, portandosi a casa il titolo della classe sotto i due litri e finendo ottava assoluta a Le Mans. Ci furono vittorie con la LC1 che approfittò di un buco regolamentare del Gruppo C nel 1982, anche se le auto a Le Mans fallirono l'appuntamento.

La LC2 con livrea Martini rimane una favorita del Gruppo C, ma in gran parte è passata in secondo piano rispetto alle gesta Porsche. Lancia occupò tutta la prima fila a Le Mans nel 1984, con Bob Wollek in pole, ma l'inaffidabilità fece sì che l'ottavo posto - e il primo degli altri - fosse il meglio che la squadra potesse fare.

Le LC2 finirono sesta e settima nel 1985, dopo di che la Lancia (e Martini) si concentrarono a dominare il Campionato del Mondo Rally nei primi anni '90.

1. Gulf

Richard Attwood, Herbert Muller, JW Automotive Engineering Porsche 917K, in a line-up of Gulf-sponsored John Wyer Porsche cars

Richard Attwood, Herbert Muller, JW Automotive Engineering Porsche 917K, in a line-up of Gulf-sponsored John Wyer Porsche cars

Photo by: Rainer Schlegelmilch

Anni: 1967-71, 1973-75, 1994-97, 2008-15
Auto: Ford GT40, Porsche 917, Mirage GR8, McLaren F1 GTR, Aston Martin DBR9, Lola-Aston Martin B09/60, Aston Martin Vantage (GT2 e GTE)

Martini e Gulf sarebbero stati entrambi meritevoli del primo posto, ma la longevità di Gulf e il suo successo a Le Mans la portano davanti. E la livrea azzurro-arancione è probabilmente la più riconoscibile e iconica nel motorsport.

Gulf Oil fu anche fondamentale nel sostenere il team JW Automotive Engineering che, dopo aver corso la Mirage M1 basata sulla Ford GT40 nel 1967, mise in campo le GT40 Mk1 sviluppate nel campionato mondiale sportscar del 1968. Un cambio di regole aveva proibito le auto con motore più grande e la JWA si batté con il team ufficiale Porsche per tutta la stagione, vincendo il titolo con la vittoria nel finale di stagione, la 24 Ore di Le Mans di settembre.

La GT40 stava mostrando segni di vecchiaia nel 1969, ma Jacky Ickx e Jackie Oliver ottennero una notevole vittoria nella 24 Ore - guidando con lo stesso telaio (1075) che Pedro Rodriguez e Lucien Bianchi avevano usato per vincere l'edizione del 1968 - mentre l'imponente impegno della Porsche fallì.

La Porsche ufficiale della JWA in livrea Gulf non vinse Le Mans nel 1970 e nel 1971, nonostante abbia trionfato praticamente ovunque, con Richard Attwood/Herbert Muller secondi nel 1971 dietro alla 917K Martini.

Il cambiamento dei regolamenti costrinse la squadra a sviluppare i propri prototipi da tre litri dopo la fine del programma 917 nel 1971. Le auto, gestite sotto l'effige Gulf Research Racing, tendevano a essere messe in ombra da Ferrari e Matra, ma le strette norme sul carburante a Le Mans nel 1975 offrirono un'opportunità.

Con nessuno dei grandi marchi presenti, Ickx e Derek Bell portarono la GR8 al successo sulla Ligier, mentre Gulf ebbe un primo e terzo posto.

Dopo la chiusura della squadra, Gulf rimase lontano da Le Mans fino a tornare sulla K8 Spyder che finì sesta nel 1994 guidata da Bell, Jurgen Lassig e Robin Donovan.

David Brabham, Antonio Garcia, Darren Turner, #009 Aston Martin DBR9, 2008 Le Mans 24 Hours

David Brabham, Antonio Garcia, Darren Turner, #009 Aston Martin DBR9, 2008 Le Mans 24 Hours

Photo by: Kevin Wood / LAT Photographic

Gulf ha poi supportato il team McLaren F1 GTR GTC Motorsport di Ray Bellm che portò lo stesso Bellm e James Weaver al titolo BPR GT del 1996. La squadra finì anche quarta a Le Mans nel 1995, con le McLaren al 1-3-4-5 posto, e quinta l'anno successivo.

La livrea cambiò ogni stagione e lo fece di nuovo nel 1997, quando arrivò la F1 GTR a coda lunga mentre Porsche e Mercedes puntavano al neonato campionato FIA GT. Le auto Gulf si trovarono ancora una volta contro le squadre ufficiali, ma Le Mans fornì un punto cruciale. Jean-Marc Gounon, Pierre-Henri Raphanel e Anders Olofsson arrivarono secondi in classifica generale e vinsero la classe GT1 dopo che la Porsche 911 GT1 andò a fuoco.

Gulf è apparso sull'Audi R8 di Johansson Motorsport, ma i colori ebbero grande impatto alla 24 Ore nel 2008 col team Aston Martin gestito da Prodrive che battè le Chevrolet Corvette in una battaglia serrata in Classe GT1.

Quando Aston Martin è passata alla LMP1 ha portato Gulf con sé. Tomas Enge, Stefan Mucke e Jan Charouz vinsero la corona della Le Mans Series 2009 e giunsero quarti a Le Mans quell'anno.

Dalla fine del progetto AMR-One nel 2011, i colori Gulf sono apparsi su una serie di auto GT, tra cui Aston Martin GT2 e GTE. Tra i suoi successi citiamo quello in GTE Am con Nicki Thiim, David Heinemeier Hansson e Kristian Poulsen a Le Mans nel 2014.

#95 Aston Martin Racing Aston Martin Vantage V8: Kristian Poulsen, David Heinemeier Hansson, Nicki Thiim at the 2014 Le Mans 24 Hours

#95 Aston Martin Racing Aston Martin Vantage V8: Kristian Poulsen, David Heinemeier Hansson, Nicki Thiim at the 2014 Le Mans 24 Hours

Photo by: Eric Gilbert

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