Le Mans, 5. Ora: la Toyota riesce ad allungare le soste

La 050 Hybrid di Katayama-Conway-Sarrazin si ferma in media quattro giri dopo le rivali e costringe la Porsche a studiare nuove tattiche. Solo la Ferrari di Fisichella-Vilander riesce a lottare con le Ford in GTE PRO

Le Mans, 5. Ora: la Toyota riesce ad allungare le soste
#6 Toyota Racing Toyota TS050 Hybrid: Stéphane Sarrazin, Mike Conway, Kamui Kobayashi
#1 Porsche Team Porsche 919 Hybrid: Timo Bernhard, Mark Webber, Brendon Hartley
#8 Audi Sport Team Joest Audi R18: Lucas di Grassi, Loic Duval, Oliver Jarvis
#82 Risi Competizione Ferrari 488 GTE: Giancarlo Fisichella, Toni Vilander, Matteo Malucelli
#68 Ford Chip Ganassi Racing Ford GT: Joey Hand, Dirk Müller, Sébastien Bourdais
#69 Ford Chip Ganassi Racing Ford GT: Ryan Briscoe, Richard Westbrook, Scott Dixon
#83 AF Corse Ferrari 458 Italia: François Perrodo, Emmanuel Collard, Rui Aguas
#1 Porsche Team Porsche 919 Hybrid: Timo Bernhard, Mark Webber, Brendon Hartley
Start for the warmup

La 24 Ore di Le Mans è entrata nel vivo proprio allo scoccare della quinta ora. Per la prima volta nella corsa la tattica della Toyota di Kobayashi-Conway-Sarrazin ha costretto la Porsche a estrarre gli artigli. E il duello, anche se a distanza, è iniziato ed è entrato nel vivo. Ormai il gioco tra i due equipaggi che stanno dominato la corsa è abbastanza chiaro: la 050 Hybrid-Hybrid tra la quarta e la quinta ora è riuscita a fermarsi ben quattro giri dopo la Porsche 919 Hybrid al comando, andando in testa. Kobayashi, salito al posto dell'ottimo Conway, ha spinto tantissimo prima di effettuare il proprio stop, riuscendo a guadagnare qualcosa come un secondo al giro nei confronti di Mark Webber che nella prima parte del proprio turno di guida è sembrato abbastanza guardingo rinunciando a replicare al giapponese.

Poi, quando al 68. giro il pilota della 050  si è fermato-quattro tornate dopo l'australiano- la Porsche 919 tornata al comando non ha potuto fare altro che iniziare ad abbassare a poco a poco i  tempi sul giro. La situazione è molto fluida: nessuno si attendeva una Toyota così veloce e soprattutto in grado di avere una strategia che fino ad ora le sta permettendo di allungare le soste rispetto ai rivali. L'unico vero problema, per il team giapponese, è giunto dalla seconda 050, quella di Davidson che avvertendo una vibrazione causata da una probabile foratura ha preferito sostituire gli pneumatici la tornata seguente al proprio pit stop, perdendo la possibilità di resinserirsi, al momento, nella lotta al vertice. Quanto all'Audi conferma di non avere il passo delle rivali e di avere qualche problema di trazione che costringono Jarvis-Duval-Di Grassi non è ancora salito in vettura- alla difensiva a tal punto da essere stati superati dalla seconda 919 Hybrid di Marc Lieb che  sembra marciare con un buon passo.

La Ford ha rotto gli indugi

In GTE PRO l'unica vettura che sta impensierendo le tre Ford GT è la Ferrari 488 del Risi Competizione che con Vilander ha dato a un lungo duello con Hand per il primo posto e poi con Briscoe per il secondo. Ma per le 488 GTE sono iniziati i problemi: per un altro anno ancora Bruni si è visto estromettere dalle posizioni importanti. Questa volta è stato l'alternatore a fare le bizze e ai box sono stati costretti a sostituirlo con un' enorme perdita di tempo. Male anche le cose per la seconda 488 di Rigon-Bird-Bertolini rallentata da un problema di gomme e ora in cerca di una rimonta importante. La crisi sta colpendo anche le Porsche che non reggono il passo della concorrenza e si devono accontentare del buon primo posto in GTE AM con Camathias-Henzler-Ried.

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