Il potenziale della DeltaWing impressiona Franchitti

Il potenziale della DeltaWing impressiona Franchitti

La vettura genera tanto carico aerodinamico ed è molto direzionale: le LMP2 sono nel mirino?

Marino Franchitti è il pilota che ha effettuato i primi chilometri di collaudo della rivoluzionaria Nissan DeltaWing, la spettacolare biposto a freccia che punta a disputare la 24 Ore di Le Mans. "Finora – racconta il pilota scozzese in occasione della presentazione del programma, a Londra – ho percorso soltanto un centinaio di miglia (circa 160 km) con la macchina: si trattava giusto di vedere che tutti i sistemi funzionassero bene. Tuttavia sono rimasto impressionato dalla direzionalità della vettura, dalla precisione dello sterzo e dalla rapidità nei cambi di direzione, che ho potuto valutare bene in una sequenza di cinque curve e controcurve. Da un estremo all’altro bastano tre quarti di giri del volante, come su una normale LMP2. L’altro aspetto che mi ha impressionato è stato il carico aerodinamico generato dal fondo della DeltaWing. Decisamente nuova anche la prospettiva dal posto di guida, perché davanti la visuale è totalmente libera, senza gli ingombri delle ruote anteriori e dei passaruota: occorre abituarsi a trovare il giusto punto di corda, perché l’avantreno è molto più stretto del retrotreno, ma si fa in fretta". Il progettista della vettura, l’inglese Ben Bowlby, ha rivelato alcune particolarità della Nissan DeltaWing: "Puntiamo soprattutto sull’efficienza, un aspetto che è stato il perno di questo progetto. Abbiamo un motore piccolo, un Nissan 4 cilindri di 1.6 litri turbo a iniezione diretta, con circa 300 CV, ovvero circa la metà dei cavalli di cui dispongono i prototipi LMP1. Ma abbiamo anche pesi, resistenza aerodinamica, affaticamento degli speciali pneumatici Michelin, decisamente inferiori. L’auto pesa 575 kg invece dei 900 delle LMP1 e vanta un’ottima penetrazione aerodinamica. Nelle simulazioni che abbiamo fatto al computer sul circuito di Le Mans dovrebbe superare i 320 km/h e percorrere un giro in circa 3’45””. Il regolamento tecnico della 24 Ore 2012 ha puntato a ridurre la potenza dei motori delle LMP1: quelli a gasolio dovrebbero perdere una trentina di CV e attestarsi sui 510 CV. Lo scorso anno l’Audi R18 TDI vincitrice della gara aveva compiuto il giro più veloce in corsa in 3’25”289 e fatto registrare una velocità massima di 335,4 km/h. Decisamente più a portata della Nissan DeltaWing appaiono le biposto LMP2, tra l’altro spinte in gran numero proprio da un motore Nissan. Nel 2012 la Zytek-Nissan che ha vinto la categoria ha girato al meglio in 3’43”883 e toccato i 302,5 km/h, con un V8 di 4.5 litri da 450 CV. La sfida della Nissan DeltaWing promette di essere molto interessante. La 24 Ore di Le Mans sarà soprattutto, come ha ribadito Darren Cox, general manager della Nissan Europe, “un banco di prova dell’innovazione che caratterizza la filosofia della Nissan e che si è già dimostrata con prodotti come la Nissan Qashqai, la Juke o la berlina elettrica Leaf”. Per quanto riguarda l’aspetto sportivo, risultano molto chiare le parole di Dan Gurney, vincitore come pilota della 24 Ore del 1967, e presidente della All American Racers che materialmente ha costruito la DeltaWing: “Se la nostra vettura andrà molto bene, non correremo il rischio di penalizzare le squadre che hanno investito molto denaro per vincere la 24 Ore. Dovremmo farci violenza, perché il pilota che è in tutti noi vorrebbe correre per vincere, ma intendiamo rispettare i limiti che ci hanno indicato”.

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Campionati Le Mans
Piloti Marino Franchitti
Articolo di tipo Ultime notizie