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24h Le Mans, 18a Ora: le Toyota sudano freddo

La TS050 #7 rompe il turbo e scivola quarta, con la #8 che sale al comando e le Rebellion sul podio. In LMP2 gioie e dolori per United Autosports, LMGTE Pro ancora in bilico tra Aston Martin e Ferrari. TF Sport prima in LMGTE Am.

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24h Le Mans, 18a Ora: le Toyota sudano freddo

Le Toyota non sono indistruttibili e (forse) c'è ancora una speranza di vedere lotta per la vittoria della 24h di Le Mans a livello assoluto e in Classe LMP1, anche perché per ora è l'unica che regala sbadigli...

Questo è quanto ha detto la notte, che come tante volte nella storia della mitica gara francese, ha dato colpi di scena in tutte le categorie (tranne la principale, appunto), ma non per mano della tanto annunciata pioggia, per il momento ancora assente.

La notizia non è tanto che c'è ancora una TS050 Hybrid davanti a tutti, quanto che si tratti della #8 di Sébastien Buemi, Kazuki Nakajima e Brendon Hartley, nonostante il tempo perso attorno alla settima ora per sostituire il freno anteriore destro dopo i problemi alla presa d'aria.

La "sorellina" #7 è infatti dovuta rientrare lentamente ai box quando avevamo ormai passato la metà del tempo di corsa: i tecnici TGR hanno riscontrato un guasto al turbo sulla monoposto condivisa da Kamui Kobayashi, José María López e Mike Conway, rimandandola in pista ultimate le operazioni, ma con 6 tornate di ritardo dai compagni di squadra e leader, sui quali ne vantavano un paio prima del problema.

In tutto ciò, guadagnano il podio le Rebellion R13 di Bruno Senna, Gustavo Menezes, Norman Nato (#1) e Nathanaël Berthon, Romain Dumas, Louis Delétraz (#3), seppur con un paio di passaggi da recuperare (cosa sulla carta praticamente impossibile) alla Toyota #8.

Dopo il botto della settima ora, la ByKolles non è riuscita a rimettere a posto la Enso CLM P1/01 #4, per cui la 24h di Tom Dillmann, Oliver Webb e Bruno Spengler termina mestamente senza nemmeno raggiungere un terzo di gara.

In Top5 troviamo quindi la capoclassifica della Classe LMP2, ossia la Oreca 07-Gibson #22 di United Autosports del terzetto formato da Filipe Albuquerque, Paul Di Resta e Phil Hanson, bravi a tenere il primato con un ampio vantaggio sui rivali della Jota Sport (#38 Roberto González, Anthony Davidson, António-Félix Da Costa).

La rimonta di questi ultimi compie un ulteriore passo nel corso della 16a ora perché dopo i guai della Jackie Chan DC Racing (la Oreca #37 di Ho-Pin Tung, Gabriel Aubry e Will Stevens è stata ufficialmente squalificata per aver ricevuto aiuto in pista da un membro del team, che ha portato ad Aubry un pezzo per rimettere in sesto la sua macchina in panne), ad incappare in problemi tecnici sono stati pure gli altri ragazzi griffati United - Alex Brundle, Job Van Uitert, Will Owen - la cui 07 #32 è tornata in fretta e furia ai box per un guasto su cui i meccanici hanno lavorato dentro al garage, scivolando ai margini della categoria.

Tutto apertissimo per il terzo posto LMP2: la Aurus #26 di G-Drive Racing che Jean-Éric Vergne, Mikkel Jensen, Roman Rusinov ha recuperato superando Nicolas Jamin, Julien Canal e Matthieu Vaxivière con la Oreca #31 della Panis Racing, che ora viene insidiata pure dalla #42 della Cool Racing con sopra Nicolas Lapierre, Antonin Borga ed Alexandre Coigny, a loro volta incalzati da James Allen, Vincent Capillaire e Charles Milesi con la 07 #39 della SO24-Has By Graff.

K.O. pure il Duqueine Team - Jonathan Hirschi, Konstantin Tereschenko, Tristan Gommendy - in seguito al brutto botto della Oreca #30 condotta dal francese sul rettilineo "Hunaudières" dopo l'orario di cena.

Incidente al giro di boa per il Racing Team Nederland: Frits Van Eerd a "Tertre Rouge" è stato sfortunato protagonista di una incomprensione con Toni Vilander durante un doppiaggio; se per l'olandese c'è stato il trattore a rimetterlo in azione, il finlandese della WeatherTech Racing/Scuderia Corsa ha dovuto alzare bandiera bianca causa troppi danni riportati dalla Ferrari 488 #63, che quindi saluta tutti in Classe LMGTE Pro.

Risale qualche altra posizione la Dallara #47 di Cetilar Racing: Andrea Belicchi, Giorgio Sernagiotto e Roberto Lacorte occupa la 20a piazza assoluta e il 16° in LMP2.

Venendo alla LMGTE Pro, detto dell'abbandono della 488 di Vilander, Cooper MacNeil e Jeff Segal, prosegue l'incredibile braccio di ferro per il primato fra Aston Martin e Ferrari. Anche qui però va detto che c'è una 488 che è scivolata indietro, ovvero la #71 di Sam Bird, Miguel Molina e Davide Rigon, che ha forato la posteriore destra con l'inglese al volante.

La testa della Classe se la giocano quindi la Vantage #97 di Harry Tincknell, Maxime Martin ed Alex Lynn contro la 488 #51 di Alessandro Pier Guidi, James Calado e Daniel Serra dotata di dischi dei freni nuovi, nel "panino" AMR visto che alle spalle hanno Marco Sørensen, Nicky Thiim e Richard Westbrook con la #95.

La Ferrari #71 è comunque riuscita a riguadagnare il quarto posto grazie al ritiro della #63 e ad un altro problema (stavolta elettrico) che ha colpito una Porsche; nello specifico, la #91 di Frédéric Makowiecki-Gimmi Bruni-Richard Lietz ha perso la Top5 a vantaggio della Ferrari di Risi Competizione (#82 Jules Gounon-Sébastien Bourdais-Olivier Pla), ritrovandosi sesta e seguita dalla "sorellina" #92 di Laurens Vanthoor-Michael Christensen-Kévin Estre.

Anche in LMGTE Am le emozioni non mancano: la Aston Martin di Paul Dalla Lana-Ross Gunn-Augusto Farfus (#98) è dovuta tornare ai box alle 6;30 per la rottura di una sospensione, lasciando così la leadership a quella #90 di TF Sport con sopra Salih Yoluç-Jonathan Adam-Charles Eastwood.

Ai box con un vistoso fumo nel retrotreno anche la Ferrari di #75 di Iron Lynx (Andrea Piccini, Rino Mastronardi, Matteo Cressoni) - punita pure con un Drive-Through per aver superato il limite in pit-lane - per cui salgono secondi i portacolori di Dempsey-Proton Racing (Matt Campbell, Riccardo Pera, Christian Ried) sulla Porsche #77, che hanno subito dietro la Ferrari di AF Corse #83 con al volante François Perrodo, Emmanuel Collard e Nicklas Nielsen.

Quarta la Porsche #56 del Team Project 1 nelle mani di Matteo Cairoli, Egidio Perfetti e Larry Ten Voorde.

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